Simona Santoni

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Tanti, dai vip alla gente comune, piangono Bud Spencer, attore italiano, ma anche atleta olimpico, pilota, imprenditore. Carlo Pedersoli, questo il suo vero nome, è morto il 27 giugno nella sua casa romana, lasciando un vuoto non solo nei confini patri ma anche all'estero, in Germania, dov'era molto popolare (la cittadina di Schwaebisch Gmund gli aveva intitolato la piscina comunale), come negli States. Anche il Washington Post, il quotidiano della capitale americana, ricorda Bud Spencer dedicandogli un vero e proprio omaggio nella sua edizione online con un profilo a tutto tondo dell'attore e dell'uomo. 

Il racconto dei funerali

Dopo la camera ardente allestita ieri in Campidoglio, oggi dalle 12 i funerali nel luogo dell'affetto popolare, la basilica di Santa Maria in Montesanto conosciuta come la Chiesa degli Artisti, a piazza del Popolo, dove storicamente a Roma si celebrano i riti funebri delle persone di spettacolo. 
Nella piazza affollatissima un applauso ha accolto il feretro di Bud Spencer sulle note della colonna sonora di ...Altrimenti ci arrabbiamo. La folla in coro canta e grida "Bulldozer", ricordando il film del 1978 in cui l'attore interpretava un giocatore di football americano, e "Trinità". Una banda suona la musica dei suoi film.

"Bud Spencer era un gentiluomo napoletano, un uomo buono e di grandissimo talento". Il ricordo di Enrico Vanzina

Tra i presenti non può mancare Terence Hill. È stato tra i primi ad arrivare, passando da una scala laterale per evitare l'assedio delle telecamere. Commosso, è entrato in silenzio non rispondendo ai giornalisti. Tra gli altri ci sono Dario Argento, Nino Benvenuti, Giovanna Ralli e i fratelli Vanzina.

"Bud Spencer era un gentiluomo napoletano, un uomo buono e di grandissimo talento", ha detto Enrico Vanzina. Franco Nero lo ricorda come "una persona di grande umiltà e solare", mentre Fulvio Lucisano, che ha prodotto alcuni dei suoi film tra i quali Dio perdona... io no!, ne sottolinea la disponibilità: "era una bravissima persona". All'interno della chiesa, addobbata con fiori bianchi e azzurri (Bud Spencer era tifoso laziale), la famiglia. Sotto l'altare sono stati posti i gonfaloni del Coni e del Comune di Roma.

"Sono certo che quando lo incontrerò mi verrà incontro con la sua sella in spalla e mi dirà 'ma non abbiamo mai litigato'". Le parole di Terence Hill

Terence Hill, nome d'arte di Mario Girotti, non poteva non dedicare affettuose parole al suo compagno di tanti film. Durante la cerimonia religiosa, dopo gli interventi dei figli Pedersoli, ha detto: "Bud ogni volta che ci vedevamo o che mi invitava a mangiare gli spaghetti a casa sua mi ricordava che non avevamo mai litigato. La ragione è che ci rispettavamo e ci amavamo e insieme ci divertivamo". E ancora: "Quando Giuseppe (il figlio di Bud Spencer, ndr) mi ha comunicato che Bud era andato via ero ad Almeria, in Spagna, nello stesso punto dove ci siamo incontrati la prima volta, per girare il nostro primo film. E dopo la confusione, il dispiacere, il dolore, è arrivata una sensazione di calma, quasi di gioia: ho capito che niente avviene a caso, che la vita è eterna e che per questo Bud la viveva con gioia. Sono certo che quando lo incontrerò mi verrà incontro con la sua sella in spalla e mi dirà 'non abbiamo mai litigato'".

Terence Hill ha anche raccontato l'aneddoto del primo incontro con Bud Spencer: "Carlo stava girando un film in Spagna con Giuseppe Colizzi, Il cane, il gatto e la volpe (primo titolo di quello che poi è diventato Dio perdona... io no!, ndr). Bud era il cane e l'attore che rappresentava nella storia il gatto si ruppe una gamba, allora mi chiamarono per sostituirlo. Appena arrivato sul set Colizzi mi ha detto 'spogliati', mi ha dato la maglia, il cappello e la pistola e mi ha presentato Carlo. La prima scena è stata subito una scazzottata. In quel film abbiamo inventato anche il modo di cadere, che poi abbiamo insegnato al 'messicano' del film Lo chiamavano Trinità che di botte ne prendeva tante".

Al termine dei funerali, così come all'ingresso, a salutare il mitico Bud le note di Dune Buggy di ...Altrimenti ci arrabbiamo, suonata da una piccola banda, e intonata da cinque coristi. 


Ricordi, foto, parole toccanti dalla camera ardente

"Stiamo ricevendo messaggi di cordoglio da tutto il mondo. Mio padre è stato un personaggio che ha preferito la dimensione privata ma che ha meritato, non so perché, tanto affetto", ha detto ieri suo figlio Giuseppe Pedersoli in un breve ricordo di Bud Spencer nella camera ardente dell'attore, nella sala della Protomoteca al Campidoglio, a Roma.

"Non me lo ricordo mai triste ma sempre con un sorriso", ha detto ancora suo figlio, che ha precisato che suo padre è andato via serenamente, "non per una malattia, come hanno scritto alcuni giornali". La sua è stata una morte improvvisa, "non ce l'aspettavamo", ha spiegato: il caro Bud era tornato a casa dopo essere stato in ospedale a causa di una caduta, che lo aveva debilitato e costretto all'immobilità. 

"Non me lo ricordo mai triste ma sempre con un sorriso". Il ricordo del figlio Giuseppe

La camera ardente, prevista dalle 10 alle 19, ieri è stata aperta in anticipo, alle 9.30: fuori una folla silenziosa in attesa e in fila per entrare e porgere l'ultimo saluto al popolare attore. Vicino alla sua bara è stata disposta anche una scatoletta di fagioli (pasto simbolo dei tanti spaghetti western che ci ha lasciato e ricordo di uno dei film più amati dai suoi fan, Anche gli angeli mangiano i fagioli).

"È fantastico il calore di tutte le persone che sono venute qui stando sotto il sole, le ringrazio", ha detto ancora Giuseppe. "Mio padre era una persona meravigliosa. C'è una grande energia intorno a lui che arriva da ogni parte del mondo e che gli darà il privilegio di non finire qui e di continuare". 

"L'ultima sua parola è stata grazie. Ma è a lui che il cinema e questa città dicono grazie". Il saluto del sindaco di Roma

Intanto in sottofondo risuonavano le note delle colonne sonore dei film che hanno accompagnato la carriera di Bud Spencer fino all'inconfondibile fischio di Lo chiamavano Trinità.

"Siamo qui a dare l'ultimo saluto a Bud Spencer, al gigante buono che ci ha fatto sorridere e crescere. Una persona straordinaria. L'ultima sua parola è stata grazie. Ma è a lui che il cinema e questa città dicono grazie". Così è intervenuta il sindaco di Roma Virginia Raggi. "Molto di noi sono cresciuti con i suoi film in cui il bene vinceva sempre sul male. È stato un modello di impegno sportivo e grande lavoratore. Sono oggi qui a dire: grazie a te Bud".

Tra la folla in processione al Campidoglio anche Gianni Letta, l'ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio del governo Berlusconi. Per Forza Italia l'attore si era candidato nel 2005, mentre la figlia Cristiana si era presentata alle elezioni comunali romane del 2013 per il Popolo delle libertà. A salutare a lungo la famiglia Pedersoli anche l'attrice Giovanna Ralli che ha nascosto lo sguardo commosso dietro grandi occhiali scuri.

Napoli, luogo natale del gigante buono, gli ha reso omaggio con un gonfalone della città partenopea. Il sindaco Luigi de Magistris su Facebook, in un post che lo ritrae con Bud Spencer, ha scritto: "Ciao Bud, uomo grande e tenero".

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