Simona Santoni

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Ragazzine assiepate sull'asfalto di fronte al red carpet e attorno all'approdo dei motoscafi già di prima mattina, super organizzate appoggiate a teli da mare, intente a scrivere cartelli d'adorazione, con supporti allungabili per cellulari in attesa di bramati selfie. Tutto questo per lui, ovviamente, per Johnny Depp. Oggi Venezia è in fibrillazione per il divo dei divi e lui, con classe e affabilità, ringrazia: "Le persone che aspettano là fuori sono molto devote e gentili. Non mi piace chiamarle fan. Sono i nostri capi. Sono loro che vogliono andare al cinema, spendolo soldi e mettono il loro cuore nel cinema. È anche molto commovente. Ringrazio i miei capi".

Camicia bianca e giacca verde acido esaltano un viso abbronzato, sorridente e pronto alla battuta: "Ho ucciso i miei cani e li ho mangiati su ordine diretto di un grassone australiano", risponde a chi gli chiede dei suoi cani "illegali" che tanto caos hanno creato in Australia. L'attore americano è alla Mostra del cinema per Black Mass dello statunitense Scott Cooper, film fuori concorso accolto dalla stampa da applausi convinti. Gangster movie solido ambientato nella Boston degli anni '80, percorre l'ascesa criminale e la caduta di Jimmy "Whitey" Bulger, malavitoso di origini irlandesi sociopatico e pericoloso, che nel 1999 divenne tra i più ricercati dall'FBI. Ma proprio con l'FBI, nella persona di John Connelly (interpretato da Joel Edgerton), strinse un'alleanza vischiosa e sotterranea contro la mafia italiana che lo portò a espandere la sua attività e a essere sempre più sanguinoso e letale. 

Stempiato, capelli giallognoli e occhi azzurri per finzione, Depp lo interpreta con rigore, facendoci vivere tutta la sua disumanità brutale e glaciale, come anche i lati più teneri, da padre scrupoloso e figlio adorante. "Ho trovato il malvagio che c'è in me stesso molto tempo fa, l'ho accettato e siamo amici", sorride Depp alla marea di giornalisti, sorseggiando di tanto in tanto una bibita. "Per incarnare un personaggio criminale come Bulger ho cercato di affrontarlo non pensando a un malvagio, ma semplicemente a un normale essere umano".

L'attore aveva già interpretato un gangster realmente esistito, John Dillinger, in Nemico pubblico - Public Enemies: "Che siano considerati buoni o cattivi, quando interpreto personaggi tratti dalla vita reale sento sempre la grande responsabilità di rappresentarli con realismo. Per me Dillinger era però una sorta di Robin Hood. Una sua parente mi ha detto che era molto divertente e dolce. Credo che Bulger sia diverso, più complesso. Di lui non c'erano molti filmati a parte quelli di sorveglianza. Ho cercato di rappresentare tutte le sue diverse facce, quella dell'uomo d'affari, quello del padre di famiglia... Ho chiesto di incontrarlo ma Bulger, con rispetto, ha detto di no". Bulger proprio ieri ha compiuto 86 anni; condannato a due ergastoli è ancora oggi in carcere.

Abituato a cambiare faccia in continuazione sul grande schermo, cerone bianco e tagli in viso in Edward mani di forbice, dread e occhi truccati come Jack Sparrow nella saga dei Pirati dei Caraibi, Cappellaio Matto dai capelli color carota in Alice in Wonderland, Johnny Depp spiega come mai ami così tanto trasformarsi: "Fin dall'inizio, quando ho fatto un paio di film e ho deciso di fare l'attore... (in realtà non ho mai deciso di fare l'attore, ero appassionato di musica, anche se non voglio disprezzare il piatto da cui mangio)... be', sin da quando sono stato intrappolato in una serie tv, è stato frustante perché ti ritrovi a dire le parole di un altro, per più di un anno, e magari neanche ti piacciono. Ho sempre amato John Barrymore, Marlon Brando, Timothy Carey, per come si trasformavano. È diventato un'ossessione per me. Ho voluto sempre più essere un caratterista invece di un ragazzino per i poster. Cambio per il pubblico, per dare qualcosa di inatteso, che non annoi. Trovo che sia al contempo più sicuro e più pericoloso. Preferisco accettare questa sfida".

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