Simona Santoni

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Era da un po' che Bernardo Bertolucci era lontano dal cinema. La malattia, ultimamente. E poi, prima, l'esserci dei grandi: una produzione non forsennata ma spesso il bersaglio centrato. 

Il suo è stato un cinema d'autore capace anche di convogliare il grande pubblico e di sedurre Hollywood. 

Tra i 16 film di fiction che ha diretto, ecco i 5 che abbiamo amato di più.

1) Il conformista (1970)

È il film che consacra Bertolucci, una perla da riscoprire. La crisi esistenziale di una spia fascista è catturata con una cifra stilistica raffinata, che evidenzia il talento del regista sceneggiatore. Jean-Louis Trintignant è la raffigurazione della banalità del male, che si chiede: "Com'è l'uomo normale?".

Bertolucci aveva definito Il conformista "la storia di una catarsi alla rovescia, nel male invece che nel bene". "La storia di qualcuno che, colpevolizzandosi di un delitto commesso nell'infanzia, diventato adulto si sente diverso dagli altri, anormale".

2) Ultimo tango a Parigi (1972)

Ultimo tango a Parigi è il film scandalo di Bernardo Bertolucci, con Marlon Brando quasi cinquantenne, assoluto e imperante, e Maria Schneider, ventenne di bellezza fresca e ingenua, che a posteriori confessò di esser rimasta emotivamente turbata da una scena di sesso anale non prevista dalla sceneggiatura.
In un appartamento vuoto della Ville Lumière, usato come pied-à-terre, vortica la passione tra due perfetti sconosciuti, che ignorano a vicenda anche i rispettivi nomi. Tra di loro è un'esplorazione dei sensi che rischia di essere amore. 

3) Novecento (1976)

Novecento, un film maestoso, di oltre cinque ore, diviso in due atti, con un cast superlativo: Robert De Niro, Gérard Depardieu, Burt Lancaster, Donald Sutherland, Alida Valli, Stefania Sandrelli.
L'epopea di un secolo ambientata nella bassa emiliana, la lotta contadina, la storia di tre generazioni. 

4) L'ultimo imperatore (1987)

La storia vera di Pu Yi, l'ultimo imperatore Qing della Cina. Bertolucci riesce a coniugare la spettacolarità scenica, rappresentando gli spazi immensi della Città proibità, e l'intimità di un uomo incoronato a tre anni ma di fatto schiavo del suo potere fittizio. 
Nove nomination, nove Oscar vinti: un record per un film italiano. Con Peter O'Toole. 


5) Il tè nel deserto (1990) 

Anche se non tocca le vette precedenti, con Il tè nel deserto Bertolucci fonde la bellezza struggente dei paesaggi africani, le angosce esistenziali e l'arroganza della cultura occidentale. Rende cinema ciò che è difficile filmare. 
Con John Malkovich e Debra Winger. La suggestiva colonna sonora è valsa l'Oscar a Ryūichi Sakamoto e Richard Horowitz.

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