Cinema

Avengers: Endgame, numeri e motivi di un successo epico

In Italia è già il miglior incasso dell'anno (in attesa di Checco Zalone). E in tutto il mondo sta frantumando record

Avengers: Endgame

Simona Santoni

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La forza dei Vendicatori della Marvel è superlativa: al botteghino italiano, in soli cinque giorni di programmazione, Avengers: Endgame frantuma record.

Uscito al cinema il 24 aprile, con un incasso di 17.434 milioni di euro il film dei fratelli Russo è il titolo internazionale dall'apertura più alta di sempre in Italia. Ed già il migliore incasso del 2019. Ha scavalcato gli altri due prodotti Disney, Ralph Spacca Internet (uscito il 1° gennaio, 10.840 euro di incasso) e Dumbo (in sala dal 28 marzo, con 10.793 euro in tasca).
È anche già al secondo posto della classifica della stagione in corso (scattata dal 1° agosto 2018), mettendo nel mirino Bohemian Rhapsody (uscito il 28 novembre 2018 e forte di 28.891 euro).

La frenesia del pubblico e il terrore spoiler

Ma è Avengers: Endgame mania in tutto il mondo. Che il 22° film del Marvel Cinematic Universe, l'ultimo capitolo, "la fine dei giochi", avrebbe fatto grandi numeri era intuibile. La corsa alle prevendite era da evento degli eventi. Ma che le cifre potessero essere così gigantesche non era scontato. 
Tony Stark, Thor, Bruce Banner & Co. ottengono il più grande weekend di apertura di tutti i tempi anche negli Stati Uniti e a livello internazionale: in patria, in tre giorni, Avengers: Endgame raccoglie circa 350 milioni di dollari, superando il record prima in pugno al suo predecessore, Avengers: Infinity War (257 milioni); nel weekend mondiale incassa oltre 1 miliardo.

 

Quali potranno essere i numeri finali? Impossibile fare previsioni, ma prendendo come metro di paragone Infinity War, che incassò complessivamente 2.048 miliardi di dollari, diventando il quarto migliore incasso di sempre, Endgame potrebbe scavalcare agilmente il terzo posto di Star Wars: Il risveglio della Forza (2.068) e il secondo di Titanic (2.187), puntando il primato di Avatar (2.788).

Tra il pubblico è esaltazione, sui social, nei cinema, con il terrore dello spoiler. È anche difficile per la critica, grondante di lodi, non disseminare tracce significative di trama visto che, a ogni scena raccontata, si rischia di togliere stupore e sorpresa. I colpi di scena sono dietro l'angolo. 
Fa sorridere l'episodio, tra notizia e leggenda metropolitana, riportato dai media taiwanesi e accaduto a Causeway Bay, Hong Kong: un uomo sarebbe stato picchiato, fuori da un cinema, perché ha raccontato pubblicamente il finale di Avengers: Endgame.

I motivi del successo 

Con Avengers: Endgame la Marvel ha sfidato l'idea comune di ciò che è possibile al cinema. È andata contro ogni logica convenzionale: che i sequel di solito non piacciono alla critica, che il cinema è ormai poco d'appeal nella battaglia contro lo streaming, che i film di lunghezza chilometrica allontano il pubblico (Avengers: Endgame dura 3 ore), che ogni studio assesta colpi vincenti ma incassa anche sconfitte. Invece il 22° capitolo della Marvel è l'apice di una lunga strada di successi. 

La Disney nella sua campagna di promozione televisiva ha lavorato finemente perché si respirasse l'attesa di un qualcosa di epico. "Volevamo che si sentisse come un evento epico, importante, fondamentale e imperdibile", ha dichiarato Asad Ayaz, presidente del marketing di Walt Disney Studios, come scrive il New York Times.

E in fondo Avengers: Endgame è davvero qualcosa di epico: dopo che Thanos, con uno scocchiare di dita, aveva distrutto metà umanità, supereoi compresi, l'attesa era tutta per quella che è a tutti gli effetti la fine dell'attuale Universo cinematografico Marvel. Avengers: Endgame assomiglia al gran finale di una serie che è evento generazionale, qualcosa che vagamente ricorda quello che fu Harry Potter e i doni della morte - Parte 2, quando il maghetto sconfisse Voldemort.
È evidente che i supereroi Marvel continueranno a proliferare al cinema, ma Endgame è comunque l'ultimo atto di di questa specifica storia durata 11 anni e 22 film, iniziata nel 2008 con Iron Man.

"I giovani spettatori ricorderanno dove si trovavano quando hanno visto Endgame, con chi l'hanno visto e come si sentivano", ha scritto John Fithian, presidente dell'Associazione americana dei proprietari di cinema. "Sarà come per gli spettatori cresciuti negli anni '70 e '80 che parlano ancora dell'impatto che Star Wars ha avuto su di loro".

L'asfittico cinema italiano

Nel weekend degli Avengers, non è facile certo per l'unica eroina nostrana vendicare il cinema italiano. Paola Cortellesi, con Ma cosa ci dice il cervello, si attesta comunque seconda al botteghino tricolore, con 2.308.932 euro: ovvero ad anni luce di distanza dalla Marvel, con cui è comunque impossibile provare a fare paragoni.
Negli ultimi quattro giorni di programmazione, nella top 25 degli incassi in Italia ci sono solo tre film italiani, tutte commedie: oltre a Ma cosa ci dice il cervello, Il campione con Stefano Accorsi e L'uomo che comprò la luna con Stefano Fresi e Francesco Pannofino. 

Per parlare di grandi numeri, toccherà aspettare Checco Zalone e il suo nuovo film Toto Tolo, atteso per dicembre. Il precedente Quo vado? (2016) incassò oltre 65 milioni di euro. Il suo esordio in sala? Nel primo weekend di programmazione toccò 22.248.000 euro, primato assoluto per l'Italia. Di fronte alla sua spiazzante comicità da finto tonto, anche i Vendicatori fanno un passo indietro. 

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