Cinema

Joss Whedon: "È stato fantastico iniziare Avengers Age of Ultron in Italia"

I motivi della scelta del Forte di Bard, i rischi di inserire nuovi personaggi, gli ingredienti dello spirito Marvel. Il regista del nuovo film sui supereroi si racconta

Joss Whedon

Simona Santoni

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Monti innevati e boscosi, la fortezza dell'Hydra arroccata sulle alture, i Vendicatori protesi all'attacco. L'inizio di Avengers: Age of Ultron è subito arrembante: Hulk & Co. sono già in piena battaglia in luoghi che forse risulteranno famigliari al pubblico italiano. Le prime scene del sequel di The Avengers (2012) sono infatti ambientate in Valle d'Aosta. La roccaforte che nasconde lo scettro di Loki è il Forte di Bard, che si erge sulla cima di un promontorio roccioso a lato della Dora Baltea.
Viste queste premesse, Joss Whedon, regista statunitense di entrambe le avventure degli Avengers, non poteva che far visita all'Italia in questi giorni in cui i supereori Marvel sono appena arrivati al cinema (dal 22 aprile). Il cineasta fumettista si è prestato alle domande della stampa milanese. 

Perché avete scelto il Forte di Bard?
"Perché è veramente meraviglioso, spettacolare. Abbiamo visto altri posti ma non sono stati all'altezza. All'inizio pensavamo fosse impossibile girare all'interno di questa fortezza così remota, così particolare. Quando però siamo arrivati per visionarla siamo stati accolti in maniera davvero fantastica. Ci hanno dato un sacco di vino: a quel punto sapevamo che era la scelta giusta".

Quali sono le sue passioni italiane?
"Quando ero un ragazzino ho passato diverso tempo in Italia perché mia madre era un'amante del Paese. Ho passato per esempio alcune settimane vicino Ortona, in montagna, e ogni giorno facevo delle gite. Sono stato a Firenze, Roma, Orvieto, Siena. Insieme a mio fratello mi sono innamorato all'istante di questi luoghi. L'Italia mi è sempre sembrata estremamente ricca. Iniziare le riprese di Avengers: Age of Ultron proprio qui è stato fantastico perché era già un momento del film molto intenso. Girarlo in un luogo così magico, pieno di stradine che quasi ricordavano un western, è stato veramente eccezionale". 

 

Che cosa deve avere un film per incarnare lo spirito Marvel?
"La bellezza dello spirito Marvel è che racchiude tutti i generi e tantissimi ingredienti: il componente del divertimento, dell'ironia, ma anche l'elemento politico e la fantascienza. Crescendo leggendo i fumetti della Marvel mi sono innamorato di tutti questi ingredienti e li ho trovati molto adatti alla mia personalità che è attratta da tante cose diverse. Sicuramente l'umorismo è un elemento fondamentale ma non fine a se stesso, è un umorismo al servizio di un divertimento di tipo etico". 

Ci sono tante riprese aeree nel film: avete usato droni?
"Non li abbiamo usati per le riprese in Italia ma li abbiamo utilizzati per alcune riprese in Corea e in Inghilterra. Sono un grandissimo fan dei droni che permettono di fare un sacco di cose nuove, di più rispetto agli elicotteri o alle gru. Se non fosse per la storia delle bombe, sarei in grande fan dei droni". 

Come si spiega il successo di questi film con supereroi? Visto che siamo in un periodo di instabilità internazionale, i supereroi vengono visti come coloro che ci salveranno?
"In effetti in una realtà così piena di caos può essere interessante per le persone vedere come una crisi può essere risolta coi poteri di un supereroe in maniera molto facile. Allo stesso tempo, però, presentare questi film è un po' come fare un'autocritica in cui ci si dice: 'ma non è che nella realtà stiamo cercando delle scorciatoie per risolvere i problemi del mondo?', perché in effetti affidare la soluzione di questi problemi ai supereroi è una scorciatoia. Film come Age of Ultron vogliono porre questa riflessione". 

Come mai la cinematografia americana ha bisogno di andare a ripescare vecchi comics degli anni '50-'60 e non riesce a creare dei suoi supereroi?
"L'elemento nostalgico in qualche modo è utile perché riconoscere qualcosa di famigliare sullo schermo evoca sentimenti positivi. Inoltre non ci sono stati così tanti film di supereroi, non quanti i film che hanno ripreso fiabe come Cenerentola, fatte e rifatte tante volte. Diventerà sempre più interessante man mano che l'universo cinematografico Marvel introdurrà nuovi personaggi, alcuni dei quali sono stati venduti in passato. Quindi sicuramente ci saranno nuovi personaggi anche oscuri e questo renderà il tutto più interessante". 

Perché introdurre nuovi personaggi quando ce n'erano già tantissimi non solo da presentare ma da costruire?
"Di solito non sono a favore di introdurre nuovi personaggi perché in effetti c'era molto su cui lavorare, ma questa volta ho voluto espandere l'universo degli Avengers. Volevo inserire dei nuovi personaggi che oltre ad avere dei nuovi superpoteri e ad essere visivamente molto accattivanti non amassero istintivamente e immediatamente gli Avengers. Siamo in un mondo in cui tutti conoscono questi supereroi: volevo inserire questi contrasti iniziali".

Ultron e Visione sono degli alter ego di Tony Stark che si completano tra loro?
"Sì. Per quanto riguarda Ultron volevo mostrare un rapporto che non fosse soltanto di padre-figlio, quindi ci sono dei tratti in comune tra Ultron e Tony ma sicuramente ci sono soprattutto differenze. Visione rappresenta un po' il successo di Tony. Come un genitore vuole vedere suo figlio evolvere e anche migliorare il genitore stesso, così Visione rappresenta proprio questo per Tony".

Ha detto che questo è il suo ultimo film Marvel. Rimarrà di questa idea?
"Non so se lavorerò ancora con la Marvel ma di sicuro continuerò a confrontarmi con loro sui loro prossimi film semplicemente perché li adoro. Non so ancora esattamente quali saranno i miei progetti futuri ma certamente voglio evitare di cadere in un modello ripetitivo. Voglio capire come poter andare avanti, eventualmente anche con questo filone dei supereroi, ma con nuove prospettive".

Non c'è rischio che la presenza ogni anno di molti film Marvel vada un po' a snaturare il linguaggio dei fumetti e abbia il sopravvento sulla specificità dei fumetti?
"Il problema è che i fumetti non vendono tanto come i film, anche se ci sono delle menti brillantissime che lavorano nel campo della fumettistica. Non penso che così tanti film Marvel possano in qualche modo rovinare o mettere in secondo piano i fumetti. Mi sembra più uno scambio reciproco, si tratta anche di due strade molto diverse. Anzi, forse questo tipo di film può aiutare a dare visibilità al mondo dei fumetti che è più una nicchia".

È più forte Thor o Hulk?
"È più forte Hulk ma Thor potrebbe vincere". 

Ha un rapporto conflittuale con i social network. Quali sono secondo lei i loro pro e contro?
"I lati positivi sono la facile accessibilità, il fatto di poter incontrare artisti, leggere articoli interessanti, trovare cause e gruppi che si supportano a vicenda. I principali aspetti negativi sono la presenza di tanto odio e il fatto che vengono mostrate reazioni estremamente semplicistiche a problematiche complesse. Penso che questo stia danneggiando la nostra cultura oltre al mio fragile ego. Twitter a volte ci fa dimenticare che possiamo pensare qualcosa senza necessariamente scriverla". 

Ha dato vita a figure femminili iconiche come Buffy della serie tv Buffy l'ammazzavampiri. In Avengers: Age of Ultron ci racconta il trauma della Vedova Nera... Com'è stato parlare di un personaggio femminile così forte ma non creato da lei?
"La Vedova Nera è probabilmente il mio personaggio preferito, non solo perché è una donna ma anche per queste sue debolezze, per questi suoi lati bui e la storia oscura che ho avuto modo di esplorare insieme a Scarlett Johansson, l'attrice che la impersona. Abbiamo esplorato la storia raccontata nei fumetti. È sicuramente doloroso affrontare una storia di traumi di questo tipo. Mi è piaciuto, anche se alcuni l'hanno criticato, inserire in questo film per Vedova Nera un elemento romantico. È una sfida, ma anche un bell'equilibrio da cercare, avere un personaggio che esiste già a cui però vuoi dare qualcosa di nuovo, aggiungere qualcosa senza però stravolgerlo. In un certo senso il regista diventa un po' come un attore, che ha un copione esistente ma deve cercare di dargli qualcosa di suo per farlo più ricco". 

Oggi abbiamo film che i fumetti ci raccontavano 30 anni fa e che 30 anni fa i film non potevano fare. Non c'erano gli effetti speciali di oggi, la pubblicità... Come vede l'evoluzione dei fumetti nei prossimi anni dal momento che oggi vendono cifre risibili?
"Non ho un'idea precisa di come sarà l'evoluzione dei fumetti. In Age of Ultron sono stati ripresi dal fumetto i personaggi e l'idea un po' alla Frankenstein del creatore che dà vita a qualcosa che poi vuole distruggerlo. A parte questo, però, le storie sono state create apposta per il film. Sicuramente questo è un buon momento per essere me, perché posso creare tutto questo. I fumetti però per andare avanti hanno bisogno di reinventare se stessi e questa non è una sfida facile".

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