Cinema

Ave, Cesare! dei fratelli Coen tra peplum e tip tap: 5 cose da sapere

Una dichiarazione d'amore al cinema che fu, spensierata e ironica. Si fa beffe della Hollywood anni '50 e intanto la celebra, con affetto

Ave, Cesare!

Simona Santoni

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Con leggiadria, ironia e passo felpato i fratelli Ethan e Joel Coen ci portano dentro l'ultimo periodo dell'età d'oro di Hollywood, inizi anni Cinquanta. Dal 10 marzo nelle sale italiane, Ave, Cesare! è un atto d'amore al cinema, senz'altro beffardo ma ricolmo d'affetto. 

I due registi sceneggiatori ci conducono per mano dentro la quotidianità caotica di uno studio cinematografico, tra set disparati, vezzi da star, scandali da insabbiare, capriole organizzative. Entriamo in un mondo fatato, popolato da divi solo apparentemente impeccabili, in un "circo" isterico che non si può non amare. "Un altro film, un'altra dose di balsamo per l'umanità stremata", dice una seriosa voce narrante. 

I cinefili incalliti e strenui conoscitori del cinema che fu gradiranno, col sorriso in viso. Gli altri probabilmente pagheranno il ritmo morbido contando gli sbadigli più che le risate. 

Ecco 5 cose da sapere su Ave, Cesare!:

 

1) Ode ironica e affettuosa al cinema che fu

I fratelli Coen ordiscono una commedia che è intrattenimento puro. Mentre si prendono gioco dell'industria cinematografica e della sua storia, in realtà le tessono un grande omaggio. Una dichiarazione d'amore al grande amore della loro vita. Non a caso hanno chiamato al capezzale alcuni dei loro interpreti preferiti. 
Dopo Fratello dove sei?, Prima ti sposo poi ti rovino, Burn after reading, torna George Clooeney, nei panni dell'attore di punta degli immaginari studios Capitol Pictures: "È probabilmente il personaggio più stupido che ho interpretato per loro", dice Clooney. 
Anche Scarlett Johansson, che aveva già lavorato da quindicenne coi Coen in L'uomo che non c'era, è una disincantata diva anni Cinquanta. Non manca Frances McDormand, beniamina dei Coen, nel ruolo della montatrice degli studio, gelosamente attaccata alla sua moviola. Anche per Josh Brolin, dopo Non è un paese per vecchi e Il Grinta, è un tornare a casa. A lui il ruolo più iconico, quello del "fixer" degli studios che instancabilmente deve risolvere ogni guaio.
Per Channing Tatum, Ralph Fiennes e l'emergente Alden Ehrenreich si tratta invece della prima collaborazione con i Coen.
Ave, Cesare! raccoglie molte sfumature comiche sull'ipocrisia del sistema degli studios, un tempo fortemente invadenti sulla vite pubbliche e private dei suoi artisti, ma gronda di rispetto e ammirazione. Pur celebrando l'industria dei sogni negli anni di maggiore successo, non si trattiene dal rivelarne alcuni meccanismi meno nobili.

2) Chi ha ispirato i vari personaggi

La giornata lavorativa di Eddie Mannix, il personaggio di Brolin, comincia prima dell'alba, quando deve arrivare prima della polizia per scongiurare l'arresto di una delle sue stelle, impegnata in pratiche poco consone. Eddie deve fare i conti coi problemi personali degli attori, con le lamentele dei registi, ammantare sospetti, tenere lontani gossip, risolvere problemi produttivi.
Il suo personaggio è una combinazione del vero fixer anni '50 Eddie Mannix e di Howard Strickling, che aveva le stesse mansioni per la MGM. Mannix, già buttafuori nei locali, passava le sue giornate a levare le castagne dal fuoco, evitando scandali sessuali e cercando di convincere le gerarchie ecclesiastiche ad approvare l'ultimo film ispirato alla Bibbia. Ethan Coen racconta: "Il suo lavoro era di scovare la star cinematografica persa nei fumi dell’alcol in qualche locale di San Diego e recuperarla non prima di aver risarcito tutte le persone che potesse aver offeso o danneggiato sulla strada, oppure di convincere a sposarsi qualche attore segretamente gay".
Il personaggio di Scarlett Johansson, DeeAnna Moran, diva del cinema famosa per le scene in acqua, è vagamente ispirata a Esther Williams, campionessa di nuoto e attrice di film musicali con coreografie acquatiche. La soluzione che Mannix trova per risolvere le sue difficoltà personali ricorda invece quanto vissuto dall'attrice Loretta Young, che adottò una bambina, confessando poi che era sua figlia biologica, nata da una relazione con Clark Gable, tenuta segreta per non rovinare le loro carriere.
Thora e Thessaly Thacker, le giornaliste di gossip interpretate da Tilda Swinton, sono ispirate alle vere giornaliste Hedda Hopper e Louella Parsons, come alle due firme delle rubriche di consigli Abigail Van Buren e Ann Landers, anch'esse gemelle identiche.
Il look di Tatum è stato modellato sull'esempio di attori di quel periodo, in particolare Troy Donahue e Tyrone Power

3) Dieci anni di attesa

L'idea di Ave, Cesare! è nata più di dieci anni fa. Clooney all'epoca stava lavorando su un altro progetto dei fratelli Coen e in quell’occasione i due registi cominciarono a parlargli di questa ipotesi. "In quei giorni mi chiesero se volessi interpretare il ruolo di un attore che viene rapito", ricorda Clooney. "Avevano soltanto tre pagine di soggetto e un paio di battute strepitose. È fatta. Io ci sto. E gli dissi di sì". Nel corso degli anni, parlando dei suoi progetti futuri, Clooney ha sempre citato Ave, Cesare!. 
Per evitare che Ave, Cesare! si trasformasse in un rimpianto, i Coen hanno deciso di dare finalmente forma alla sceneggiatura: "Se avessimo aspettato oltre, tutte le persone che volevamo coinvolgere nel progetto sarebbero state troppo vecchie per i loro ruoli".

4) Tanti film in uno e la chicca del tip tap di Tatum

Ambientato agli inizi degli anni '50, Ave, Cesare! inquadra il momento in cui l'industria della celluloide cominciava a mostrare le prime crepe. Gli studios più importanti erano da poco stati costretti a liberarsi della proprietà delle sale cinematografiche e stavano affrontando l'ascesa di un nuovo rivale, la televisione. Pesavano i cambiamenti politici e sociali del Dopoguerra, incluso il timore dei comunisti e della Guerra Fredda.
Se L'ultima parola - La vera storia di Dalton Trumbo ci ha mostrato la tragicità di questi sospetti e della "black list" degli sceneggiatori comunisti, i Coen scelgono invece toni leggeri e quasi surreali, con un lungo siparietto da caffè letterario più divertito che divertente.
Portandoci sui set della Capitol Pictures, esploriamo tanti generi cinematografici diversi, per lo più spensierati. Hollywood rispondeva alle paure volendo servire al pubblico un intrattenimento sensazionale e di evasione. Ecco i peplum con grandiose storie ispirate alla Bibbia con migliaia di comparse, ridondanti musical in Technicolor con spettacolari coreografie, pellicole western a profusione, film aquatici e musicali, raffinati drammi da salotto.
I momenti più spassosi? I confronti verbali, senza speranza, tra il regista interpretato fa Fiennes e l'icona western di Ehrenreich. "È un attore che fa solo western, credo non sappia neanche parlare", dice di lui Mannix/Brolin.
La scena da ricordare? Il meraviglioso tip tap di Channing Tatum, un po' Gene Kelly, un po' Fred Astaire e tanto allegra musicalità.

5) Anche nelle location l'omaggio al passato

Tutto di Ave, Cesare! vuole esser un omaggio alla Hollywood di ieri.
Le scenografie disegnate della via Appia e del tempio romano per il peplum con Clooney richiamano quelle del kolossal del 1951 Quo Vadis. La via Appia è stata ricostruita nel Big Sky Movie Ranch nella Simi Valley, la location dove veniva girata la serie tv La casa nella prateria.
Per le scene acquatiche sono state coinvolte 32 ragazze professioniste, che nuotano in contemporanea per creare un'illusione caleidoscopica. Le loro coreografie si ispirano ai film della Williams, che erano opera del celebre coreografo Busby Berkeley. Non a caso la sequenza è stata girata nella piscina del teatro di posa 30 della Sony, all'epoca MGM. "Siamo stati i primi nuotatori a riutilizzare la piscina per questi motivi dai tempi di Esther Williams", ha detto dice la coreografa Mesha Kussman, "confesso che è stato molto emozionante".

Per il western è stata scelta una location classica per chi fa cinema, chiamata Vasquez Rocks Natural Area Park, dove sono stati girati tantissimi western.

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