Simona Santoni

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Il ricco mondo di Amos Gitai è in mostra a Milano. Dal 2 dicembre 2014 all'1 febbraio 2015 Palazzo Reale a Milano ospita Strade/Ways, la mostra-installazione inedita del regista israeliano, creata appositamente per la Sala delle Cariatidi.

Sequenze di film, fotografie, documenti, tappeti antichi e dispositivi visivi e sonori compongono l'opera che trae ispirazione da tre differenti percorsi. Il primo è il film Lullaby to my father, dedicato alla vita di suo padre, l'architetto del Bauhaus Munio Weinraub che, costretto a fuggire dai nazisti, si trasferì in Palestina svolgendo un ruolo decisivo nella nascita dell'architettura israeliana. Il secondo è la conversazione tra Gitai e il fotografo milanese Gabriele Basilico, sulla fotografia, l'architettura, gli scenari del film Free Zone dedicato a un luogo/non luogo che raggiunsero insieme. Il terzo percorso espositivo, che occupa l'intera sala delle Cariatidi, ricostruisce il processo che porta alla nascita di Carpet, il nuovo film del regista, le cui riprese non sono ancora iniziate. La pellicola racconterà la storia a ritroso di un tappeto, dalla casa d'asta dove è stato battuto fino al luogo della sua produzione, attraverso immagini di luoghi, paesaggi, popoli e persone raccolte lungo tutto il viaggio.

"Carpet - afferma Gitai - propone un viaggio in diversi territori e rappresenta al contempo un oggetto concreto, ossia un bellissimo tappeto, frutto di tradizioni e abilità artigianali secolari, ma anche una metafora delle relazioni che nel corso dei secoli sono state intessute tra i popoli orientali nonché tra Oriente e Occidente".

Gitai è una voce critica e indipendente del cinema, che in passato ha avuto non pochi problemi con la censura israeliana tanto da trasferirsi per un po' in Francia. Seguendo il suo vivido mondo artistico intanto si respirano culture, storie e persone delle terre del medio e del lontano Oriente.

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