"Hansel & Gretel - Cacciatori di streghe", il film con Jeremy Renner: 5 cose da sapere

Azione, commedia e horror triturati insieme in salsa splatter. Ecco come il norvegese Tommy Wirkola prosegue la fiaba dopo il "felici e contenti"

Hansel & Gretel - Cacciatori di streghe (2012 Paramount Pictures Corporation and Metro-Goldwyn-Mayer Pictures Inc)

Simona Santoni

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Che fiaba terribile può essere quella dove un genitore abbandona i propri figli nel bosco? Ecco che la classica favola tedesca riportata dai fratelli Grimm, Hansel e Gretel, diventa il punto di partenza perfetto per un film fantastico che intreccia azione a trame dark e horror: il regista norvegese Tommy Wirkola, già autore della commedia nera con zombie nazisti Dead Snow, ci consegna il suo primo prodotto hollywoodiano, Hansel & Gretel - Cacciatori di streghe, di cui è anche sceneggiatore. Dal 1° maggio al cinema.

Ecco cinque cose da sapere sul film.

1) Un interrogativo curioso a cui rispondere. Cosa è successo ad Hansel e Gretel dopo che hanno ucciso la strega? Come se la sono cavata? Wirkola desiderava da una vita rivisitare la favola che tanto lo aveva mortificato da piccolo. Non è mai riuscito infatti a liberarsi dall'impatto, né dalla persistente immagine di streghe affamate e spaventose che aspettavano esseri umani innocenti. Un giorno ha così cominciato a immaginare il destino dei due furbi fratelli, ed ecco che è nata l'idea di un Hansel e una Gretel cresciuti e così temprati dagli eventi da essere diventati irriverenti cacciatori di streghe, vigilanti del genere soprannaturale.  
Ha cercato quindi di scrivere una storia fedele allo spirito della leggenda folcloristica tedesca, concedendo però ogni più cupo o assurdo spazio alla sua immaginazione. "Volevo l'atmosfera e l'energia della favola originale ma volevo anche condirla con tutte le cose che amo di più nei film: commedia, horror e azione", ha detto il regista.

2) Esperienza godibile, nulla di più. Non ci giro troppo attorno: Hansel & Gretel - Cacciatori di streghe non è niente di più di un passatempo gradevole, senza troppe pretese. Nonostante le tante recensioni negative piovutegli addosso, c'è da riconoscergli che si esce dal cinema divertiti, soprattutto se prima ci si entra senza pregiudizi o attese. La sceneggiatura ha grandi margini di brillantezza sprecati, ma a livello scenico e di trovate ci sono molti elementi giocosi godibili. Un esempio su tutti? Hansel ha mangiato troppi dolci da piccolo e ora soffre di diabete, che cura sparandosi una super-siringa portatile. Baggianata? Idea spassosa? Decidete voi. Lo stile, più splatter che horror, richiama quello del graphic novel. Gli abiti sono volutamente una commistione tra un look fiabesco e uno da novelli eroi dark, in pelle scura. E le armi, o le armi! In una visione "steampunk", ecco che quelle da sparo sono retro-futuristiche, mentre gli archi e le balestre si ispirano nel disegno ai secoli passati, pur avendo una potenza di fuoco moderna. Nel realizzarle ha collaborato Simon Boucherie, un designer di armi di Berlino. Anche qui, scempiaggine o estro? Io le ho trovate gustose.

3) Gemma batte Jeremy. Hansel è interpretato da Jeremy Renner, Gretel da Gemma Arterton. Tra i due, pur essendo l'uno un attore due volte candidato all'Oscar (per The Hurt Locker e The Town), e l'altra un'ex Bond girl (in Quantum of Solace), è lei ad avere più charme e più presenza scenica. Sembra lei la leader del duo, comunque affiatato e solidale. Ed è lei a non pensarci due volte a dare una violenta testata sul naso allo sceriffo Berringer (Peter Stormare). Quanto a esser impudenti, atletici e sboccati, qui invece la lotta è totalmente alla pari. Sul piano del fascino Gemma batte anche la strega delle streghe Muriel, interpretata da un'altra ex Bond girl, Famke Janssen.

4) 3D divertente, trucco imbarazzante. Il 3D rispecchia l'animo del film e pensa a divertire con delle evidenti "fuoriuscite" di frecce e oggetti, che fanno sorridere. Gli effetti visivi, non impeccabili, sono supervisionati da Jon Farhart, lo stesso di Wanted - Scegli il tuo destino. Com'è poco invitante la famosa casa di marzapane, secondo Wirkola! Il trucco delle streghe lascia a desiderare, con volti che sembrano posticci. In compenso è intrigante la sigla iniziale, che alterna illustrazioni arcaichr a immaginari ritagli di antichi "giornali" con le notizie delle imprese di Hansel e Gretel.

5) Ci sarà un sequel. Anche se negli Stati Uniti il film non ha avuto una buona accoglienza al botteghino, nel mercato internazionale ha avuto molto più successo, incassando 24,1 milioni di dollari in Brasile, 19 milioni di dollari in Russia, 14 milioni di dollari in Messico, in 12,8 milioni in Germania, per un totale di oltre 200 milioni di dollari. Cifra sufficiente per motivare un sequel, al cui sviluppo si sta già lavorando. Del resto il finale del film spalanca vistosamente una porta al futuro.

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