Abel - Il figlio del vento
Cinema

Abel - Il figlio del vento, la storia di amicizia tra un'aquila e un bambino - Video

Film per famiglie con Jean Reno, arriverà nelle sale italiane il 29 settembre

Abel - Il figlio del vento è una favola sull'amicizia e sulla libertà scaturita dal magico incontro tra uomo e natura. Dal 29 settembre al cinema con Adler Entertainment, è il risultato di una fusione tra un lungometraggio e un documentario sulla natura e della collaborazione di due professionisti: l'austriaco Otmar Penker, specializzato in riprese e fotografie in ambienti naturali e soprattutto alpini, e il regista spagnolo Gerardo Olivares.

Ecco così che un'aquila reale diventa protagonista di un film per famiglie, accanto agli attori Jean Reno, Tobias Moretti e Manuel Camacho

L'aquilotto più forte è destinato a scacciare dal nido il fratello più debole: questo è solitamente ciò che accade quando due piccoli di aquila si trovano a condividere lo stesso nido. Spesso accade anche tra gli uomini che, a ferirli, siano proprio le persone più vicine. Lukas (Camacho), infatti, soffre a causa della freddezza che il padre (Moretti) mostra nei suoi confronti successivamente alla dolorosa perdita della moglie, morta nel tentativo di salvare il piccolo Lukas da un incendio. Il bambino porta sulle sue giovani spalle il peso della morte della madre.
Come natura detta, l'aquilotto primogenito scaccia il fratello più debole dal nido condannandolo a morte certa una volta caduto nel bosco. Ma il destino dà una mano al piccolo rapace: Lukas trova l'aquilotto, lo chiama Abel e decide di prendersene cura in segreto, offrendogli tutto l'amore e la compagnia che gli sono invece negati a casa. Ad aiutarlo a prendersi cura dell'aquilotto c'è il guardabosco Danzer (Reno). Sarà pronto Lukas, quando arriverà il tempo di restituire Abel al suo habitat, a cominciare una nuova vita?

Le riprese sono state effettuate tra la Defereggen Valley situata nella zona orientale del Tirolo austriaco e la Ahrntal Valley situata nel Sud Tirolo italiano.

"A livello di regia, il film ha presentato tre grandi sfide", racconta Olivares. "In primo luogo, lavorare con gli animali è complesso e necessita una quantità di tempo che non è possibile definire in partenza; in secondo luogo, dovevamo affrontare il rigido clima alpino e il repentino cambio climatico e di luce; in ultimo, bisognava unire insieme in modo armonico attraverso una perfetta struttura narrativa alcuni elementi tipici di un film drammatico e altri presenti nei documentari sulla natura".

In questo video in esclusiva un estratto di Abel - Il figlio del vento:

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