I 10 film più belli di sempre secondo i critici cinematografici

In vetta La donna che visse due volte di Alfred Hitchcock. 8½ di Federico Fellini decimo

La donna che visse due volte (Vertigo) (Foto Ansa)

Simona Santoni

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Mentre a Palazzo Reale di Milano è ancora in corso la mostra Alfred Hitchcock nei film della Universal Pictures,  TCM, tv americana sui classici del cinema, dedica il mese di settembre a Kim Novak, meravigliosa interprete de La donna che visse due volte, capolavoro del re del brivido restaurato e rieditato in blu-ray. 
"Non credo che sia uno dei miei migliori lavori, ma aver fatto parte di qualcosa che è stato accolto così positivamente mi fa sentire molto bene", ha detto recentemente la Novak, che a febbraio ha compiuto 80 anni. 
L'attrice statunitense che negli anni Cinquanta era contrapposta a Marilyn Monroe e Grace Kelly è stata protagonista di pellicole come L'uomo dal braccio d'oro (1995) e Baciami, stupido (1964) ma, nonostante avesse tra l'altro vissuto con angoscia il rapporto con Hitchcock sul set, La donna che visse due volte resta il suo ruolo più importante, che l'ha introdotta nel gotha del cinema. A tutt'oggi il thriller hitchcockiano sull'identità è considerato da molti il film più bello di sempre.

Sight & Sound, rispettabile rivista cinematografica del British Film Institute, ha sottoposto un sondaggio sui "film più belli di tutti i tempi" a più di mille critici, accademici, distributori, scrittori, cinefili in tutto il mondo, ricevendo indietro 846 "top ten", provenienti da 73 nazioni, con riferimento a 2.045 film diversi. Incrociando queste liste è emersa un'unica e complessiva classifica, che guarda molto al passato e a capolavori senza tempo (nella top ten compaiono ben tre pellicole mute!), e La donna che visse due volte è assoluto dominatore. 

Ecco i 10 film più belli di tutti i tempi secondo 846 critici cinematografici (qui invece la "top 250").

1) La donna che visse due volte (Vertigo, 1958) di Alfred Hitchcock

L'ex detective interpretato da James Stewart soffre di vertigini. Verrà assunto per sorvegliare una donna (Kim Novak) vittima di strane ossessioni, nel thriller capolavoro di Hitchcock.

 

2) Quarto potere (Citizen Kane, 1941) di Orson Welles

Film d'esordio di Welles e già capolavoro modernista, con innovazioni tecniche e artistiche, è una potente riflessione sul capitalismo statunitense. 

 

3) Viaggio a Tokyo (1953) di Yasujiro Ozu

Il dramma del regista realista giapponese si concentra su una coppia d'anziani in visita ai figli che però, totalmente presi da se stessi, ignorano i genitori. Solamente una nuora non legata da vincoli di sangue li ha veramente a cuore.

 

4) La regola del gioco (La Règle du jeu, 1939) di Jean Renoir

François Truffaut l'ha definito "il film dei film, il più odiato alla sua uscita, il più apprezzato in seguito". Satira delle classi medio-alte, è stato vietato dal governo francese incolpandolo di demoralizzare i francesi, alla vigilia della dichiarazione di guerra.

 

5) Aurora (Sunrise: A Song of Two Humans, 1927) di Friedrich Wilhelm Murnau

Primo film del regista espressionista tedesco girato a Hollywood, è uno degli ultimi e più luminosi capolavori del cinema muto. È stato anche il primo premio Oscar come miglior film e produzione artistica. 

 

6) 2001: odissea nello spazio (2001: A Space Odyssey, 1968) di Stanley Kubrick

Kubrick rivoluziona i canoni della fantascienza con questa storia epica sulla ricerca umana di conoscenza.

 

7) Sentieri selvaggi (The Searchers, 1956) di John Ford

Uno dei massimi capolavori del genere western, è la storia di un veterano della Guerra Civile americana ostinatamente alla ricerca dei Comanche che hanno rapito sua nipote. Indimenticabile John Wayne.

 

8) L'uomo con la macchina da presa (1929) di Dziga Vertov

Documentario sperimentale muto del regista sovietico, riprende scene di vita quotidiana per le strade di Mosca. 

 

9) La passione di Giovanna d'Arco (La passion de Jeanne d'Arc, 1928) di Carl Theodor Dreyer

Film muto, vertice della carriera del regista danese, concentra in una sola giornata il processo e la morte sul rogo della Pulzella d'Orléans.

 

10)  (1963) di Federico Fellini

Capolavoro assoluto del nostro Fellini che, narrando di un regista in piena crisi di ispirazione, evoca un suo brutto blocco creativo.

 

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