Simona Santoni

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Nicosia, poco più di 115 mila abitanti, è l'unica capitale al mondo ancor oggi divisa. Da una parte, a sud, l'area greca, che fa da capitale alla Repubblica di Cipro, parte dell'Unione europea; dall'altra, a nord, l'area turca, che fa da capitale alla Repubblica di Cipro del Nord, non riconosciuta a livello internazionale. A separarle una recinzione militare, instaurata dopo l'invasione militare turca di Cipro nel 1974.

A raccontare le anomalie e le assurdità di questa divisione è la commedia Torna a casa, Jimi! - 10 cose da non fare quando perdi il tuo cane a Cipro di Marios Piperides, dal 18 aprile al cinema. Film dall'aria svagata, come il suo protagonista sbrindellato, è intanto estremamente lucida e strutturata. Con sagacia e ironia disincantata, fa luce su una realtà politica e geografica poco nota. 

Sulla scia di questa commedia, ripercorriamo 10 film che parlano di frontiere e divisioni.

1) Torna a casa, Jimi! (2019) di Marios Piperides

Opera prima del regista cipriota Marios Piperides, già premiata dalla giuria del Tribeca, ruota attorno a quella linea di divisione tra Nicosia sud e Nicosia nord, tra disposizioni assurde e pregiudizi tra le due parti. Secondo la legge, nessun animale, pianta o prodotto può essere trasferito dal settore turco a quello greco. Così, quando il cane Jimi, come Jimi Hendrix, attraversa la zona cuscinetto dell'Onu, il padrone, il cantante fallito Yiannis (Adam Bousdoukos, il protagonista del film tedesco Soul Kitchen), deve inventarsi di tutto e di più per riuscire a riportarlo indietro. 

Il prigioniero coreano

"Il prigioniero coreano" di Kim Ki-Duk – Credits: Tucker Film

2) Il prigioniero coreano (2018) di Kim Ki-duk 

Film implacabile e altamente politico, mette a nudo somiglianze sconcertanti tra le due Coree, il Nord della dittatura e il Sud capitalista.
Il pescatore nordcoreano Nam Chul-woo (Ryoo Seung-Bum) con la sua barca si muove quotidianamente sulla linea di confine. Un malaugurato giorno, però, una delle reti si aggroviglia attorno all'elica, il motore si blocca e la corrente lo trascina inesorabilmente verso Sud, in zona nemica. Nam si trova a subire pressanti interrogatori per convincere le forze di sicurezza sudcoreane di non essere una spia. E anche al ritorno in patria, dopo il faticoso rilascio, deve convincere il potere nordcoreano della propria integrità.

Fuocoammare

"Fuocoammare" di Gianfranco Rosi – Credits: 01 Distribution

3) Fuocoammare (2016) di Gianfranco Rosi 

Il documentario su Lampedusa di Rosi, finalista nella cinquina degli Oscar al miglior documentario, è di grande attualità e di portata universale. Attraverso la storia di Samuele, un ragazzino che va a scuola e ama tirare sassi con la fionda, parla di mare e di quelle migliaia di donne, uomini e bambini che quel mare, negli ultimi vent'anni, hanno cercato di attraversarlo alla ricerca di una vita degna di questo nome trovandovi spesso la morte.

The Idol

"The Idol" di Hany Abu-Assad – Credits: Adler Entertainment

4) The Idol (2016) di Hany Abu-Assad

Film spirato all'incredibile storia vera di Mohammed Assaf, il cantante palestinese vincitore del talent show Arab Idol, ormai famoso in tutto il mondo.
Dotato di una voce straordinaria, Assaf (Tawfeek Barhom) è nato però nella miseria di Gaza, dove è difficile anche solo sognare di emergere. Lungo la strada ha trovato la tragedia e provato la solitudine. Finché una sera, ecco la possibilità che il sogno si avveri: in tv sente che i provini per Arab Idol, lo show più popolare nel mondo arabo, si svolgono al Cairo. I confini sono chiusi. Sembra non esserci via d'uscita. Ma la voglia di realizzare un sogno è più forte di ogni ostacolo.

La gabbia dorata

"La gabbia dorata" di Diego Quemada-Diez – Credits: Parthénos

5) La gabbia dorata (2013) di Diego Quemada-Diez 

Ha conquistato il Festival di Cannes dando voce a "quegli esseri umani che sfidano un sistema stabilito da impassibili autorità nazionali e internazionali varcando illegalmente i confini, rischiando la propria vita nella speranza di sfuggire alla povertà". Racconta la storia di Juan (Brandon López), Sara (Karen Martínez) e Samuel (Carlos Chajon), tre adolescenti dei quartieri poveri del Guatemala che cercano di raggiungere gli Stati Uniti, alla ricerca di una vita migliore. Lungo il loro cammino attraverso il Messico incontrano Chauk (Rodolfo Domínguez), un indio del Chiapas che non parla lo spagnolo e gira senza documenti. Il viaggio è lungo, a bordo dei treni merci o seguendo a piedi i binari delle ferrovie, e porterà i ragazzi verso un'imprevedibile realtà.

6) Verso l'Eden (2009) di Constantin Costa-Gravas

Riccardo Scamarcio è Elias, un giovane clandestino che si getta a mare nel momento in cui le motovedette della guardia costiera greca stanno per catturarlo. Approda sulla spiaggia dell'Eden, un villaggio di vacanze per turisti ricchi. Trovati degli abiti da inserviente, viene scambiato per tale e gli vengono richieste prestazioni, lavorative ma anche sessuali. Costretto a fuggire per non essere arrestato, ha una meta in mente: Parigi. Un mago prestigiatore, con cui ha dovuto collaborare per uno spettacolo di intrattenimento per gli ospiti, gli ha detto di andarlo a trovare al Lido.

7) Machan - La vera storia di una falsa squadra (2008) di Uberto Pasolini

Film d'esordio dell'italiano a Londra Uberto Pasolini, che nel 2013 ha vinto il Premio per la migliore regia nella sezione Orizzonti della Mostra del cinema di Venezia con il delicato Still Life. È ispirato alla storia vera di una finta squadra di pallamano che nel 2004 sparì in Germania, dopo aver ottenuto il visto d'ingresso per ragioni sportive.
Protagonisti Manoj (Gihan De Chickera) e l'amico d'infanzia Stanley (Dharmapriya Dias), che tante volte hanno provato, invano, a ottenere il visto per trasferirsi in Germania e trovare lavoro in modo da poter mantenere le proprie famiglie nello Sri Lanka. Venuto a sapere che la Germania sarebbe lieta di invitare la Nazionale di pallamano dello Sri Lanka a un torneo in Baviera, Stanley si ingegna a mettere insieme una squadra.

8) Babel (2006) di Alejandro G. Iñárritu

Con Cate Blanchett, Brad Pitt, Rinko Kikuchi e Gael García Bernal. Golden Globe come miglior film drammatico, Oscar alla colonna sonora di Gustavo Santaolalla.
Quattro storie di solitudine, con i destini incrociati; quattro zone diverse del mondo in cui i protagonisti sono o si sentono stranieri. In Marocco due adolescenti nel mezzo del deserto provano un fucile che il padre ha dato loro per tenere lontano gli sciacalli dalle capre, ma la pallottola sparata colpisce una donna americana in crisi con il marito e in viaggio, su un autobus di un viaggio organizzato. La coppia ha lasciato a San Diego i figli che sono affidati a una tata messicana che però non può mancare al matrimonio del figlio. Intanto in Giappone una ragazza sordomuta vive il disagio di un'adolescenza particolarmente difficile.

9) Goodbye Lenin! (2003) di Wolfgang Becker

Commedia cult tedesca, con un giovane Daniel Bruhl e Katrin Sass. Nella Germania dell'Est dell'ottobre del 1989, la mamma di Alex, attivista per il progresso sociale e il miglioramento della vita nel regime socialista, cade in coma. Si risveglia otto mesi più tardi quando, nel frattempo, è stato abbattuto il muro di Berlino ed è stata abolita la divisione tra la Germania Est e Ovest. Alex non potrebbe essere più felice per il risveglio della madre ma ha un grande problema: deve evitarle lo shock, visto che il suo cuore è ancora molto debole. Per non farle scoprire quello che è successo trasforma l'appartamento in cui vivono in una sorta di museo socialista, in cui nulla sembra essere cambiato. Ma ben presto la mamma sente l'esigenza di vedere la televisione e di alzarsi dal letto...

10) No Man's Land (2001) di Danis Tanovic

Film bosniaco di grande successo, con amarezza coglie la comica assurdità della guerra. Premio per la miglior sceneggiatura al Festival di Cannes, Oscar e Golden Globe come miglior film straniero.
Nel 1993, durante la guerra di Bosnia, due soldati, Ciki (Branko Đurić) e Nino (Rene Bitorajac), uno bosniaco e l'altro serbo, si trovano isolati tra le due linee nemiche, nella cosiddetta "terra di nessuno". Un casco blu francese (Georges Siatidis) cerca di aiutarli, violando l'ordine dei suoi superiori. I media si impadroniscono del caso trasformandolo in uno spettacolo mediatico internazionale. La situazione diventa sempre più tesa e i due soldati devono negoziare il prezzo della loro vita nella follia della guerra.

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