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Ces 2017, le principali novità e le cose da sapere

ll racconto di Panorama.it dalla fiera della tecnologia di Las Vegas, con aggiornamenti quotidiani su annunci, tendenze, sorprese

da Las Vegas - Aggiornato al 6 gennaio 2017

Ha battezzato il primissimo videoregistratore, la lunga saga della Xbox (a officiare, Bill Gates in persona), i nonni grossi e sgraziati dei telefoni cellulari. Ieri ha consacrato musicassette e dvd; oggi insegue i voli dei droni e della realtà virtuale, infonde internet nelle cose, ragiona d’intelligenza artificiale. Dà gioiosamente i numeri, meglio se con una lettera d’appoggio: 1080p, 4K, 5G. Formati, sigle diventate standard, incognite candidate a mutarsi in consuetudini.

Da un bel po’, anzi quest’anno da 50 esatti, il Ces, la fiera dell’hi-tech di Las Vegas, è l’abbreviazione della tecnologia che sarà. Per l’edizione 2017 raccoglie 50 mila professionisti da 150 Paesi, espositori da 57 nazioni, il 9 per cento in più rispetto al 2016, 850 al debutto. Su un’area record dalle troppe appendici e 241 mila metri quadri complessivi, condensa la solita confusa, esagerata, sfibrante valanga di oggetti più o meno degni d'attenzione.

Come d’abitudine, Panorama.it segue la manifestazione in diretta dal Nevada con notizie quotidiane su novità, tendenze, sorprese. Una bussola, una piccola guida con il meglio e l’essenziale, in un oceano dispersivo di annunci. Cliccate sulla freccia a destra per leggere tutti gli aggiornamenti.

Le mille vite del BlackBerry

Chi lo dava definitivamente per tramontato, dovrà ricredersi ancora una volta. Il BlackBerry resiste ed esiste, sta per arrivare sul mercato con un nuovo modello. Lo abbiamo fotografato (vedi l’immagine sopra), ma soprattutto abbiamo avuto la possibilità di provarlo qui al Ces.

Si tratta di una versione ancora provvisoria, come ha specificato con insistenza lo staff del produttore cinese TCL che ha ottenuto la licenza per costruire l’hardware, sebbene l’azienda canadese continuerà a sovrintendere e garantire la piattaforma di sicurezza, da sempre il punto di forza di questa famiglia di smartphone.

Il telefono, che verrà svelato nella configurazione definitiva tra poche settimane durante il Mobile World Congress di Barcellona, non ha nemmeno un nome ufficiale (sebbene «Mercury» sia la voce ricorrente). Ha però una tastiera fisica, che dalla nostra prova è risultata abbastanza fluida e comoda come da tradizione per i dispositivi della mora. Con due chicche addizionali: un sensore per le impronte digitali sul pulsante dello spazio, dunque con prevedibile possibilità di autenticazione tramite parametri biometrici, un sistema predittivo che dovrebbe facilitare la digitazione suggerendo le parole successive per completare una frase.

Lo schermo, touch e in vetro, è luminoso seppure non entusiasmante per contrasto e nitidezza, il sistema operativo è Android e la fotocamera sul retro esibisce un obiettivo ampio e generoso. Il design, lo vedete, è rettangolare con alcune lievi rotondità che lo ingentiliscono. A conti fatti, non dispiace. Al tatto è gradevole, risulta comodo da tenere in mano per scrivere. Non è nemmeno troppo pesante, ma per tutte le valutazioni bisognerà attendere la versione ufficiale. Ormai questione di poco.

La via minimal di Sony

Mentre gli altri produttori di tv esibiscono soundbar imponenti che esaltano l’audio dei loro nuovi televisori reclamando però una fetta di salotto, Sony va controcorrente e riesce a sorprendere cancellando i diffusori dai suoi nuovi modelli A1 Bravia Oled.

Non è una follia talebana che ci costringe ad ascoltare i nostri programmi preferiti soltanto in cuffia, isolandoci dal contesto, ma un capolavoro d’ingegneria dal nome che spiega molto: «Acoustic Surface». Ovvero l’audio esce direttamente da tutto il pannello, da ogni suo punto in perenne vibrazione, non da un’area dedicata, risultando avvolgente e capillare.

Non è finita: ai bassi provvede un robusto subwoofer anch’esso nascosto, stavolta nella base dell’elettrodomestico. Un modo per accontentare chi ama un tocco minimal negli arredi e non vuole circondarsi di orpelli dello schermo nei suoi dintorni o sparsi qui e lì nella stanza.

Per il resto parliamo di un pannello Oled, tecnologia che anche Sony sposa con decisione, con tutto il corollario di linea snellissima (e molto piacevole, va riconosciuto), nero inappuntabile, contrasto e luminosità vivissimi. La serie A1 dovrebbe arrivare in Italia di sicuro dopo marzo, sebbene il mese esatto non è ancora stato comunicato. Tre i tagli disponibili: 55, 65 e 77 pollici.

Oled contro Qled

Da una parte c’è Samsung, che magnifica le meraviglie dei suoi nuovi modelli Qled (sì, avete letto bene: Qled, con la Q. A questo link trovare un approfondimento), dall’altra ecco LG che insiste sull’Oled, dimostrandone, ancora una volta, le varie e sorprendenti virtù.

L’esempio perfetto è questa nuova serie W, premiata qui a Las Vegas come uno dei prodotti più innovativi della rassegna. Il motivo principe? Senza dubbio il look, che è poco definire magro: è «follemente sottile», per usare le definizione del celebre sito di tecnologia Engadget. Parliamo di nemmeno 3 millimetri di spessore, per la precisione 2,57, molto meno di uno smartphone. Quanto due monete messe una sull’altra. Prendete un righello per farvi un’idea.

Si attacca al muro tramite supporti magnetici e diventa un quadro senza cornice che si armonizza perfettamente con la parete, ne diventa parte, respiro, punto di fuga. Trasformandosi in molto più di un elemento d’arredo, piuttosto in un fulcro capace di catalizzare l’attenzione. Per il resto è Oled puro, quindi il solito nero autentico, perfetto, naturale come il contrasto e i colori.

Ma anche il lato audio è curato con la medesima enfasi grazie alla tecnologia Dolby Atmos: il suono esce persino dall’alto e sembra provenire da ogni direzione, dando una sensazione avvolgente. LG enfatizza il fatto che sembra di guardare fuori dalla finestra, non un programma in diretta o preregistrato, catturando tutte le sfumature di un rumore come davanti allo spettacolo del mondo. Come se il televisore fosse il portale d’accesso a qualsiasi altra dimensione.

La lavatrice si sdoppia

La storia recente di Samsung racconta della lavatrice con sportellino sull’oblò per aggiungere qualche altro capo al volo quando il lavaggio è già iniziato senza interromperlo. L’evoluzione, svelata a Las Vegas, è una lavatrice (e asciugatrice) doppia, per eseguire due diversi lavaggi in contemporanea, oppure iniziandone uno prima e avviandone un secondo quando il primo è ancora in corso.

Così, per esempio, sei colorati sono tanti li si può adagiare nel cestello principale, il più capiente in sul mercato secondo il produttore, i bianchi invece possono essere messi in quello posto sulla parte superiore dell’elettrodomestico. O viceversa.

Il nome FlexWash richiama ed esaspera il concetto di flessibilità del prodotto. Non è chiaro se arriverà in Italia, di sicuro sarà controllabile da smartphone e tablet come tutti i dispositivi domestici di ultima generazione targati Samsung.

I muscoli di Honor

Cento milioni di utenti in tutto il mondo, 11 milioni di pezzi venduti per il 5X annunciato l’anno scorso qui a Las Vegas, altri 1,5 milioni in meno di due mesi per l’8. Dalla conferenza stampa del Ces, Honor mostra come una realtà così giovane (tre anni appena) possa fare in fretta molto bene. «Puntando sulla qualità delle nostre fotocamere, chip potenti, batterie di lunga durata» dice dal palco George Zhao (nella foto), presidente del brand, presentando il nuovo modello 6X. L’autonomia dichiarata è di 2,15 giorni per un uso medio, di 1,54 per uno intenso, insomma come minimo dall'alba a notte inoltrata ci arriva senza esitazioni.

Il display è da 5,5 pollici, le fotocamere sul retro sono due: una principale da 12 megapixel, una secondaria da 2 che incrementa brillantezza e qualità degli scatti. Per i selfie, ce n’è una da 8 megapixel. «Non vi lascerà delusi. Prima di lanciarlo sul mercato» spiega Zhao «lo abbiamo sottoposto a 10 mila test differenti. La qualità è nel nostro dna». Due le versioni: una standard, da 3 giga di ram e 32 di memoria interna, disponibile nelle colorazioni oro, argento e grigio a 249 euro. Una premium, con 4 giga di ram e 64 di spazio di archiviazione, a 299 euro.

Per tutti i dettagli e un approfondimento cliccare qui

Portal, l’auto del futuro secondo il Gruppo Fca

È completamente elettrica, la prima del colosso italoamericano: supera i 400 chilometri di autonomia con una ricarica totale, 240 con un rifornimento d’energia di appena 20 minuti. Ha un volante dalle linee avveniristiche, che ricorda la cloche di un aereo, ma richiede doti da pilota minime, dato che sa svolgere da sola numerose manovre.

Ha un design, va detto, parecchio indovinato, che sintetizza le ultime suggestioni dell’universo dell’automotive e ne anticipa altrettante traghettandole nel futuro. D’altronde, già dal nome, Portal porta con sé un desiderio d’avanguardia, di interpretare le esigenze di una generazione e trasporle alla guida. La generazione dei millenials, non nativi digitali, ma oramai avvezzi e abbonati alle nuove tecnologie. A loro parla il Gruppo Fca con questo prototipo brandizzato Chrysler che dovrebbe entrare in produzione entro l’anno convergendo verso una mobilità pulita, efficiente e hi-tech, con il coinvolgimento di partner come Samsung e Panasonic.

L’approdo è una connettività evoluta, con tocchi fantascientifici: il riconoscimento facciale e vocale dei passeggeri e del guidatore, su tutti, per fornire configurazioni personalizzate in base a gusti e le sue preferenze. Dalla musica al settaggio dell’auto fino all’illuminazione interna e alle destinazioni abituali.

LG, le soundbar con qualcosa in più

L’idea, l’aspirazione, è sempre quella di avere il cinema in casa senza accogliere in salotto obbrobri e pugni nell’occhio. LG lancia al Ces una sintesi tra la qualità e il design con un tris di soundbar che promettono performance sonore di livello e hanno un look gradevole, coerente con i televisori della casa coreana, minimal ma rifinito.

Il top di gamma è la SJ9 basata sulla tecnologia Dolby Atmos che consente di creare un audio avvolgente con un sistema di altoparlanti diffusi in un unico involucro. C’è anche la SJ8 con un profilo da appena 38 millimetri che può essere integrata direttamente in alcuni tv compatibili, sostituendo il supporto originale a mettendo il turbo alla resa sonora dello schermo.

Infine, ecco la SJ7 (nella foto), una soundbar con il valore aggiunto. Innanzitutto è spezzata in due, accende una coppia di metà collegate senza fili tra loro. Ogniuna può essere posizionata in orizzontale o verticale, a seconda delle proprie esigenze. Una ha una batteria che la trasforma in uno speaker bluetooth da portare in giro e utilizzare dove si desidera. Un acquisto singolo per un prodotto doppio, un ottimo esempio di versatilità.

Grandi filoni e piccole curiosità

A catalizzare l’attenzione saranno i principali colossi dell’hi-tech: sono previsti smartphone, con i fari puntati su tigri in crescita nel settore come Honor e possibili sorprese da casa Sony (il nuovo Xperia è all’orizzonte?); tv di ultima generazione, da Lg in poi, elettrodomestici evoluti, interessanti salti di qualità sul fronte audio, con Samsung in primissima fila.

La fiera aprirà ufficialmente i battenti il 5 gennaio, ma dalle aree in cui è diviso lo spazio espositivo è facile intercettare le principali tendenze. I protagonisti saranno la realtà virtuale e quella aumentata, con una pioggia di visori e contenuti, ma anche l’energia e la sicurezza. Inoltre, la stampa 3D, la robotica, oggetti e applicazioni per lo sport e la salute, la casa smart e più in generale l’internet delle cose, la presenza della connettività in qualsiasi oggetto della vita quotidiana con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, con un’automazione sempre più decisa e decisiva.

Nulla di nuovo o clamoroso, è vero. Infatti quelli che si attendono sono miglioramenti e versioni definitive o più mature di prototipi già visti. Con le solite divagazioni non così fondamentali eppure presenti, dallo spazzolino (Grush) alla macchina per il caffè (Arist) che interagiscono con lo smartphone, fino all’ombrello (Oombrella, il nome è quel che è, la foto qui sopra), che manda una notifica quando sta per piovere o lo si sta dimenticando da qualche parte. All’occorrenza, provvidenziale.

Al volante, più o meno

Da tempo le auto di domani chiedono strada al Ces, stavolta saranno, forse, le protagoniste assolute della manifestazione. Con aggressive debuttanti come Faraday Future, che mostrerà nel dettaglio la sua vettura elettrica e sportiva, rivale della Tesla e avanguardia della mobilità evoluta e pulita. Mercedes, invece, esibirà il suo van hi-tech con un drone appollaiato sul tettuccio, pronto a effettuare consegne. Una risposta interessante a chi s’interroga come questi oggetti volanti potranno coprire il percorso, spesso verosimilmente non breve, tra il magazzino e l’indirizzo del destinatario di una spedizione.

Bmw si concentrerà anche sugli interni, con HoloActive Touch (foto), un sistema che richiama non solo nel nome le suggestioni degli ologrammi: le informazioni saltano fuori dallo schermo e i controlli avvengono muovendo le dita nell’aria. Un condensato di fantascienza dentro l’abitacolo. Se anche da Toyota sarà in pole position la «user experience», metodi inediti per interagire con la vettura (una conferenza stampa consentirà di capire in che modo), l’interesse e la curiosità restano forti per capire come le case intendono marginalizzare il guidatore, renderlo ancillare se non superfluo.

È il versante dell’auto che si guida da sola. E il Ces non dovrebbe deludere per continuare spediti la marcia d’avvicinamento verso il 2021, quando i modelli dovrebbero essere sul mercato. A Las Vegas Hyundai porterà il concept della sua Ioniq, svelata qualche settimana fa non lontano dal Nevada, a Los Angeles: la fiera coinciderà con la discesa sull’asfalto; Ford esibirà la sua Fusion modificata ad hoc per viaggiare a braccia conserte, che poi proseguirà i suoi test in California. E anche il Gruppo Fca risponde presente con una versione autonoma della Chrysler Pacifica realizzata con Google.

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