Thinkstock by Getty Images
Tecnologia

Ces 2015, tutte le novità e gli annunci più attesi

Cosa aspettarsi dalla fiera dell'hi-tech più importante al mondo in programma questa settimana. Su Panorama.it aggiornamenti quotidiani da Las Vegas

da Las Vegas

A tutti gli effetti sono elettronica di consumo, ovvero il filo rosso del Ces (qui una guida ragionata alla kermesse del Nevada), perciò c’è poco da stupirsi che a Las Vegas i protagonisti saranno innanzitutto gli smartphone. Dopo aver colonizzato pochi mesi fa l’Ifa di Berlino, si prevede un’invasione anche alla fiera dedicata all’hi-tech più importante al mondo, in programma fino al prossimo 9 gennaio e raccontata da Panorama.it con aggiornamenti quotidiani.

Il motivo di tanta abbondanza formato telefonino? È presto detto: al di là della rincorsa allo schermo più ampio e luminoso o al processore velocissimo, i cellulari di ultima generazione sono i telecomandi, la chiave d’accesso a tutte le tendenze che bollono nel pentolone della tecnologia per il 2015 e parecchio oltre. Dalle app si manovrano le case imbottite di sensori, i robot e persino le stampanti 3D; nelle app confluiscono i dati dei dispositivi indossabili; con una app si sblocca l’auto o la si gestirà, per intero o quasi, a distanza.

Gli smartphone più attesi

I rumor più insistenti parlano dell’arrivo del G Flex 2 di LG, erede del phablet curvo della casa coreana. Troppo presto invece per vedere il Galaxy S6 della rivale Samsung, che dovrebbe essere svelato a inizio marzo al Mobile World Congress di Barcellona. In compenso, c’è grandissima curiosità intorno a HTC, che potrebbe avere un grosso colpo in canna: il modello One M9, il suo prossimo top di gamma, il successore dell’M8, uno dei dieci migliori smartphone del 2014. In verità gli addetti ai lavori predicano prudenza sull’effettiva mossa dell’azienda taiwanese, comunque è questione di ore ormai per scoprirlo.

Da Acer ad Archos, con una nuova gamma di dispositivi 4G (il Diamond, con processore octa-core e display Full HD da 5 pollici, costerà meno di 270 euro), da Asus con un probabilissimo Zenfone con doppia fotocamera posteriore a ZTE, fino a Sony che chiuderà lunedì pomeriggio, notte inoltrata in Italia, il circo delle conferenze stampa, la pioggia di modelli, tablet inclusi, sarà un acquazzone.

Il computer? Gode di ottima salute

Lo strapotere di smartphone e tablet sembra aver ferito mortalmente il mercato dei pc, confinati al ruolo dei comprimari o comunque costretti a scimmiottare i dispositivi mobili rassegnandosi a essere ibridi – ovvero incroci tra notebook e tavolette – o altre stentate ombre di sé stessi. E però il Ces 2015 potrebbe ribaltare questa tendenza, o almeno iniziare a invertirla con prodotti molto succulenti.

Il Samsung Ativ Book 9, per esempio, oltre a richiamarlo nel nome sarà la risposta del colosso coreano al superleggero MacBook di casa Apple: più magro e meno pesante dell’Air di Cupertino, con uno schermo da 12,2 pollici, ovvero 0,8 in più della mela morsicata. Sulla carta, un gioiellino. E a smentire che la portabilità non è un requisito poi così necessario nell’universo computer del 2015 provvederà LG, con un monitor di taglia extra large pensato soprattutto per i giocatori e chi deve produrre contenuti multimediali: un display da 34 pollici dal design curvo. Un bestione in grado di far sembrare scarsi persino i 27 pollici dell’iMac, giusto per proseguire nel solco dei paragoni con le proposte di Tim Cook e soci. E tra Lenovo, Asus, Acer e compagnia, l’elenco è destinato solo ad allungarsi. 

Il cinema in casa

Attacchi hacker a parte, i numeri fatti registrare dal film The Interview, arrivato negli Usa in sala e in contemporanea in streaming, dimostrano che c’è un ampio potenziale per chi vorrebbe una concomitanza tra le uscite sul grande schermo e quelli casalinghe. Anche perché le tv domestiche hanno sempre meno da invidiare alla dotazione tecnologica dei multiplex più avanzati.

La parola d’ordine per il Ces 2015 sarà di nuovo il 4K, già tormentone del 2014, sebbene sia Sony che LG potrebbero andare ancora oltre e mostrare modelli 8K. Per i più tecnici, parliamo di una risoluzione massima pari a 7680x4320 pixel, contro la già strabiliante 3840x2160 del 4K. Meraviglie per gli occhi, ma solo per le demo disponibili agli stand, visto che la latitanza dei contenuti è il principale ostacolo alla diffusione dei figli evoluti del Full HD. L’altra barriera, il prezzo, comincia lentamente a venire meno, anche alla luce dell’ampliamento della gamma di LG stessa (11 proposte in arrivo), Samsung (per certo si sa che su tutti i modelli girerà il sistema operativo Tizen OS), Panasonic e altri. Con schermi grandi e grandissimi: la barriera dei 100 pollici, per chi ha spazio e portafogli, è già stata da tempo sfondata. 55 pollici è la base di partenza. E pensare che fino a una manciata di anni fa ci si sentiva all’avanguardia con un 32 pollici Hd ready…  

La casa connessa

Francamente non serviva Usa Today a sancirlo, ma qualche numero interessante il celebre quotidiano l’ha tirato fuori: le abitazioni a stelle e strisce dotate di allarmi, elettrodomestici e altri oggetti collegati al web o a uno smartphone erano 1,48 milioni a fine 2013. Nel 2019, tra meno di cinque anni, saranno dieci volte di più: 15,4 milioni. Ancora: il 70 per cento degli americani sarebbe felice (e dunque potrebbe comportarsi di conseguenza in fase d’acquisto di nuovi prodotti) di poter accendere le luci, far partire il riscaldamento o la lavatrice senza muoversi dal letto o dal divano.

Generazione di pigroni, un po’ è vero, comunque anche solo leggendo gli inviti alle conferenze e agli eventi ricevuti prima della fiera, saranno migliaia i termostati, le telecamere, i sensori casalinghi che verranno messi in mostra. La vera sfida è trovare un sistema integrato che li faccia funzionare in modo coerente, senza problemi di compatibilità. Google ha comprato Nest per 3,2 miliardi di dollari, Apple ha messo un kit di sviluppo – HomeKit – a disposizione degli sviluppatori, segno che i due giganti dell’hi-tech sono seriamente intenzionati a mettere un piede e mezzo in questa fruttuosa tendenza. Lato software, per cominciare. Lato hardware si passa obbligatoriamente dagli stand del Convention Center, del Venetian e affini. Staremo a vedere.

Le cose connesse

L’internet of things è un grandissimo ed esageratamente spazioso contenitore che ingloba, per cominciare, tutta la casa connessa. E sconfina, fin troppo, nel terreno scivolosissimo dell’assurdo, del superfluo, dell’improbabile. Forchette e piatti che dicono quanto si mangia e a quale velocità; wc riscaldabili dallo smartphone per non prendere freddo al momento di andare in bagno; racchette e palloni da basket che contano rimbalzi e prestazioni sportive.

Senza lunghi elenchi, l’idea è che qualsiasi oggetto della vita quotidiana possa essere corredato da un chip. Ma non necessariamente arricchito: alcune idee sono buone, altre discutibili o degne di un effetto wow che svanisce troppo presto. Soprattutto nel «Bronx del Ces», le aree plurime con i piccoli espositori lontane dal caos assoluto della Central Hall, ogni anno si vede di tutto. Tra le anticipazioni: vari cloni low cost dei Google Glass, incluso uno da 20 dollari con luci a led lampeggianti al posto delle notifiche proiettate davanti agli occhi. Portarli è un po’ indossare un abito di Natale. Francamente, sono perdibilissimi.

L’auto hi-tech

Molto più interessanti gli annunci sul versante delle vetture che evolvono grazie a massicce iniezioni di tecnologia. Tra conferenze stampa e keynote presenteranno le loro novità tutti i big del settore. Bmw dovrebbe mostrare la sua personalissima interpretazione del valletto 2.0: si scende dall’auto, si preme un pulsante sul proprio smartwatch e, grazie a una rete di sensori, quella va a parcheggiarsi da sola. Lo avete già sentito? Avete ragione, qualcosa di simile lo mostrò Audi proprio in occasione del Ces dello scorso anno. Ma la novità di Bmw è che il sistema può funzionare pressoché ovunque, non in aree equipaggiate ad hoc in precedenza con scanner laser che azzerano o almeno minimizzano i rischi di errore durante le manovre automatiche.

Non siamo ancora alle macchine che si guidano in totale autonomia, prescindendo dai nostri occhi e le nostre mani, ma ci andiamo sempre più vicini. Mercedes-Benz, per fare un altro esempio, annuncerà una partnership con LG per un sistema di micro-telecamere che sono in grado di mantenere le vetture nella giusta corsia, frenano da sole in caso di pericolo, evitano pedoni e ciclisti. Ed è solo l’inizio: grande attesa per conoscere tutti i dettagli dell’auto connessa secondo Ford e toccare con mano le novità di Toyota, Mazda, Volkswagen e Chrysler. Lo spazio espositivo dedicato alle tecnologie su quattro ruote, fanno sapere dall’organizzazione della fiera, sarà del 17 per cento maggiore rispetto al 2014. Almeno dal punto di vista dell’hi-tech, il celebre Salone di Detroit, in programma dal 12 al 25 gennaio, da protagonista assoluto sta diventando sempre più un comprimario.

Gira e scatta

Avranno ucciso i lettori mp3, dato parecchio filo da torcere alle console dei videogiochi, scippato tante funzioni ai personal computer, ma gli smartphone non sono riusciti a soppiantare fotocamere e videocamere. Almeno quelle che realizzano immagini di qualità professionale o con standard pronti a imporsi, a cominciare dal 4K. Ecco che accanto a grandi e attesi ritorni, su tutti quello di Kodak, che in verità strizza ampiamente l’occhio all’universo dei telefonini con un curioso ibrido tra presente e passato, non manca la sfilata delle novità dei big.  

Dalla Nikon si attende la D5500, erede della D5300 che ormai ha quasi due anni di anzianità. Le voci sono insistenti eppure, oltre alla presenza di uno schermo touch, poco o nulla si conosce di quelle che potrebbero essere le sue caratteristiche tecniche. Dopo la X1000 svelata all’Ifa, capace di riprese in 4K, si attendono annunci da Panasonic oltre che, non è escluso, da Sony e Samsung. Per non parlare della pioggia di action-cam per sfruttare l’onda lunga della nuova GoPro, aggredendone lo strapotere e il blasone con alternative dal cartellino più abbordabile.

Tendenze in cerca d'autore

Che rischino di essere una mezza bufala lo abbiamo scritto in tempi non sospetti, più di un anno e mezzo fa: mentre qualcuno vorrebbe usarli nelle cause legali e mentre le proposte sugli scaffali comunque abbondano e si moltiplicano, la sensazione è che i dispositivi indossabili fatichino a decollare. Forse l’Apple Watch gli darà la spinta possente di cui hanno bisogno, ma nonostante al Ces – e questa edizione non farà eccezione – si sia travolti da contapassi, smartwatch, maglie, calze, mutande e pannolini con chip e derive affini, le risposte del mercato restano tiepide.

Discorso analogo, almeno in parte, per i robot. Ogni anno sono pochi, quasi sempre gli stessi (la foca col ciuccio, per dire, è preistoria tecnologica), con funzioni non proprio sorprendenti. E si tratta peraltro di demo precaricate, in cui dovrebbero dunque dare il meglio di sé. Gli espositori a Las Vegas saranno 25 su un totale di oltre 3.200. Un po’ pochini per aspettarsi qualcosa di veramente rivoluzionario. Ma il bello del Ces, il suo segreto, è la sua capacità, tutte le volte, di smentire e di stupire.   

Ti potrebbe piacere anche

I più letti