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Gi Group, multinazionale del lavoro da 2 miliardi, ora guarda alla Borsa

L'agenzia è presente direttamente in 26 Paesi ed è il sesto gruppo del settore in Europa. Ma il suo obiettivo è scalare la classifica mondiale...

Ufficio stampa

Guido Fontanelli

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Si avvicina l’ora della Borsa per Gi Group, l’agenzia per il lavoro creata vent’anni fa e diventata una multinazionale da 2 miliardi di euro (in crescita del 20% rispetto al 2016), presente direttamente in 26 Paesi e indirettamente in 31. “È un'ipotesi che stiamo valutando” conferma Stefano Colli-Lanzi (foto), 54 anni, amministratore delegato della società. “La quotazione sarebbe utile per finanziare la nostra crescita nei mercati più maturi, come quelli del Nord America. Ma prima dobbiamo consolidarci e rafforzarci dove siamo già presenti”.
Dopo una prima acquisizione in Germania nel 2007, Gi Group è cresciuta tantissimo all’estero, aprendo uffici dalla Cina alla Polonia, dal Regno Unito alla Turchia, dal Portogallo alla Colombia, e oggi è il ventesimo operatore del settore al mondo, il sesto in Europa, tra i primi in Italia e il primo in Brasile. Con un numero di dipendenti diretti che corre verso i 4 mila nel mondo, il gruppo fornisce mediamente ogni giorno 105 mila lavoratori a migliaia di imprese clienti. Offre un ventaglio ampio di servizi per il mondo del lavoro, dall'interinale alla ricerca e selezione, dalla formazione al supporto alla ricollocazione, fino all'outsourcing. 
“È un mercato in sviluppo a livello globale” spiega Colli-Lanzi, “a partire dall’Italia dove c’è molta competizione. Le risorse umane sono sempre più strategiche per le imprese e questo significa tanto lavoro per noi”. Secondo il manager, uno dei punti di forza di Gi Group, oltre alla gamma di soluzioni offerte alle aziende, è l’attenzione alle persone: “Abbiamo un forte senso di squadra e di responsabilità verso i problemi dei clienti. E poi penso che il lavoro debba essere una cosa bella”.
Il problema è che Gi Group si confronta con gruppi molto più grandi, come Adecco, Manpower o Randstad, che viaggiano sui 20 miliardi di euro di fatturato. Ma Colli-Lanzi ha fiducia e guarda lontano: “Il nostro obiettivo a medio termine è essere presenti in 40 Paesi con 5-6 miliardi di fatturato, per piazzarci tra i primi otto gruppi nel mondo”. E per sbarcare nei mercati maturi come quello americano, la società italiana dovrà fare acquisizioni: investimenti forti che richiederanno il sostegno di Piazza Affari.

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