Meccanica

Brugola, leader mondiale delle viti "critiche"

Produce i sistemi di fissaggio dei motori, soggetti a sollecitazioni fortissime. Inaugurato uno stabilimento negli Usa

Schermata 2016-01-28 a 17.10.01

Antonella Bersani

-

Una vita d’impresa costruita sulle viti. E viti ben resistenti, visto che reggono dal lontano 1926. In novant’anni la Officine Egidio Brugola di Lissone di viti ne ha prodotte, innovate e vendute miliardi arrivando a un fatturato previsto (a consuntivo) 2015 di 130 milioni, più che raddoppiato in sei anni e cresciuto senza mai una sosta a parte una piccola frenata con la grande crisi del 2008. Capire perché è facile. Quanti sanno che la vite a esagono detta “Brugola” non si chiama così ma porta il nome del suo inventore, Egidio Brugola appunto?

In pochissimi casi aziendali infatti, il nome di un prodotto è entrato nel linguaggio corrente, prevaricando quello dell’azienda che inizialmente lo realizzò. Mentre l’uso della vite a esagono si diffondeva, la Oeb intanto è andata avanti, abbandonando quella produzione per spingere verso un prodotto a più alta tecnologia: le viti critiche per motori. “Si tratta delle viti che fissano la testata al motore, soggette a fortissime sollecitazioni” spiega il presidente e amministratore delegato Egidio Brugola (foto), omonimo e nipote del fondatore “Un motore su quattro nel mondo monta le nostre viti”.

A produrre le viti critiche sono tre officine al mondo, ma è Brugola da Lissone a detenere la leadership mondiale. Non c’è Paese in cui non vengano montate le viti Brugola e questo in 56 stabilimenti automotive nel mondo. “Ci siamo specializzati nell’automotive e lavoriamo soltanto in questo settore” continua il presidente “I nostri clienti sono Volkswagen, Ford, Renault, General Motors e Opel ma presto allargheremo la gamma: siamo infatti già in trattativa con Bmw, Mercedes e Nissan, che ci permetteranno di fare nuovi investimenti in Italia. Al momento stiamo collaborando a progetti di sviluppo di nuovi motori per i modelli del 2019-2020 coerentemente con le esigenze attuali delle case automobilistiche: meno emissioni e più rendimento”.

In attesa di nuovi investimenti, va detto che Oeb negli ultimi anni ha creato 60 nuovi posti di lavoro e realizzato un nuovo stabilimento negli Usa inaugurato lo scorso luglio. “La crescita è stata finanziata attraverso una piccola partecipazione proprietaria del Fondo Italiano di Investimento, che in futuro rileveremo riportando la proprietà interamente alla famiglia” sottolinea Brugola. “Una volta a regime, l’investimento per lo stabilimento negli Stati Uniti sarà di 20 milioni ma questo avamposto ci permetterà di produrre sul posto, evitando le spedizioni e allargando un mercato. Calcoliamo infatti che potremmo raggiungere i 30 milioni solo con il fatturato Usa”. Brugola conta oggi 350 dipendenti e 4 stabilimenti produttivi e uffici di distribuzione in tutto il mondo.
 

© Riproduzione Riservata

Commenti