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Lusso

"Per fare un bel libro bisogna venire in Italia"

Il belga Eric Ghysels ha deciso di fondare a Milano la 5 Continents Editions, che realizza opere editoriali uniche

Lui è belga di origini armene, con genitori artisti, poliglotti e viaggiatori: madre antiquaria e collezionista di gioielli etnici e padre scultore. E un po’ per destino e un po’ per scelta ha deciso di fare impresa in Italia. Perché? “Semplice, perché quando qualcosa merita di essere fatto, merita di essere ben fatto. E il vero made in Italy è l’essenza dell’artigianalità di altissima qualità. Io produco in Italia, stampo i miei libri in quelle stamperie che hanno conservato l’eccellenza delle procedure di un tempo. Mi ispiro all’Italia, perché il suo patrimonio artistico è inarrivabile e respiro la sua bellezza”.


Così Eric Ghysels (foto), 54 anni, fondatore della 5 Continents Editions, casa editrice di libri d’arte con sede a Milano ma collaborazioni con i più importanti musei internazionali, dal MoMa di New York al Louvre, dal Musée d’Orsay sempre a Parigi alla Fondazione Baur di Ginevra passando per Museum of Arts and Design della grande mela, al museo di arte contemporanea di Lione, quello delle Belle Arti di Losanna. Forte di una distribuzione internazionale di primo piano, i volumi sono pubblicati principalmente in francese e in inglese (ma non mancano titoli in italiano, spagnolo, tedesco, portoghese, arabo, russo, cinese e giapponese) e sono diffusi in tutto il mondo.


Quello di 5 Continents Editions è dunque uno sguardo sul mondo, un cuore internazionale ma che ha scelto l’eccellenza del made in Italy per valorizzarlo. Sembra impossibile, eppure in un mercato dominato da case editrici come Skira, Electa, Mazzotta, Franco Maria Ricci e Franco Cosimo Panini Editore, la casa editrice si è ritagliata uno spazio di tutto rispetto. Come? L’esempio è il progetto “Tailormade” iniziato con la pubblicazione del libro fotografico dedicato alle cinque Danzatrici della villa dei Papiri, copie romane di statue greche recuperate durante gli scavi di Ercolano e oggi conservate al Museo Archeologico di Napoli. Il libro, realizzato in sole 300 copie (100 con testi in inglese, 100 in francese e 100 in Italiano) con foto del napoletano Luigi Spina e testi di Stefano De Caro (archeologo ed ex soprintendente per i beni archeologici di Napoli e Caserta) è venduto in cofanetto extralusso insieme con una foto originale. “Si tratta di un’opera molto raffinata, pensata per appassionati bibliofili e cultori d’arte e realizzata ispirandoci alla tradizione dei creatori della haute couture e alla storia che veniva scritta dietro le quinte dei loro atelier” spiega Ghysels. “E mi sembra che l’Italia a questo proposito abbia molto da dire, sia qui che all’estero”.


Le cinque Danzatrici della Villa dei Papiri, ritrovate nella seconda metà del Settecento sotto le ceneri del Vesuvio erano parte di un’ampia collezione esposta nella “villa dell’otium” sul Golfo di Napoli dove l’aristocrazia romana coltivata il suo spirito dilettandosi con letteratura e filosofia, e sono state fotografate per la prima volta proprio per questo progetto, “il primo di una serie pensata ad hoc per un pubblico di appassionati”. Il fotografo che firma le immagini, ha già pubblicato “Ritratti rituali” con Federico Motta Editore, per Electa (il principe e il mendicante) e ha realizzato a partire dal 2002 la campagna fotografica  sulla collezione Farnese di scultura classica oltre che aver lavorato per il museo archeologico di Napoli e nell’opera ha sviluppato immagini che esaltano i particolari delle statue quasi si trattasse di grafica moderna. “Un libro costa 950 euro, ma abbiamo già venduto circa un terzo dei volumi attraverso un circuito che si basa sul passaparola privato: cene, eventi e presentazioni in piccoli spazi selezionati” sottolinea Ghysels. “Crediamo molto in questo canale, perché parliamo a un pubblico molto raffinato, con un prodotto di nicchia ma allo stesso tempo di eccellenza”.


Il tema delle nicchie di eccellenza è un altro mantra dell’economia italiana delle piccole medie imprese, che grazie a questa filosofia si sono ritagliate importanti spazi di mercato all’estero. “Chi se non l’Italia, con la sua tradizionale artigianalità di altissima gamma, può fare questo? E non a caso ho qui i miei dipendenti, fornitori e stampatori”. Oggi 5 Continents Editions
fattura circa un milione e mezzo l’anno e occupa 7 dipendenti. “E anche se prima della crisi dell’editoria i numeri erano esattamente il doppio, è adesso che abbiamo la giusta dimensione sartoriale”.

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