Hi-Tech

Ha portato il Made in Italy sulle tv cinesi: ora scatta l'operazione e-commerce

Alessandro Giglio ha creato un gruppo televisivo che trasmette nel Paese asiatico. E che inizierà a vendere prodotti grazie a una tecnologia innovativa

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Sandra Riccio

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Portare il made in Italy sulle Tv di tutta la Cina. E’ la grande avventura iniziata nel settembre 2014 da Giglio Group, network televisivo multimediale globale che per primo (e finora unico) è arrivato nel Paese della grande muraglia con Giglio TV. Oggi Giglio Group, guidato da Alessandro Giglio (foto), genovese, classe 1965 e una lunga esperienza imprenditoriale nel settore televisivo, co-produce con la tv di stato cinese CCTV il magazine settimanale Made In Italy, che racconta in prima serata “lo style of life italiano”. A seguire, ogni settimana, il programma in italiano e sottotitoli in cinese su moda, lusso, fashion, lifestyle, nautica e mare, sono oltre 100 milioni di cinesi.

Ora il gruppo, che intanto nel 2015 si è quotato sul listino Aim di Borsa Italiana, scommetterà sull’e-commerce di nuova generazione. Questo attraverso l’integrazione dei programmi televisivi di Giglio in Cina con le innovative tecnologie “second screen” per l’e-commerce. Si tratta del nuovo “tasto” sullo schermo che offre agli utenti del programma la possibilità di fare acquisti in tempo reale, semplicemente con un tocco sul tablet o sul mobile. Per riuscire nell’operazione il network televisivo ha appena acquisito Mf Fashion (il cui nome deriva da quello dei due fondatori e non ha nulla a che vedere con attività del gruppo Class). Mf Fashion, uno dei maggior distributori italiani B2B interamente specializzato nella distribuzione dell’eccellenza del fashion, ha già come clienti Yoox, Zalando e Amazon buy vip.

E’ la prima volta che la nuova formula del “secondo schermo” viene applicata da un imprenditore italiano e per la Cina è un debutto. I numeri sono incoraggianti: la gran parte degli abitanti del Paese (70%) segue la televisione su smartphone, tablet oppure sul computer. Il passo verso l’opzione “buy” sarà dunque più agevole. «La Cina è un mercato strategico per l’e-commerce» racconta Alessandro Giglio, presidente e maggior azionista del gruppo (partecipata al 24,5% dalla Simest e con una quota identica dal ministero dello Sviluppo economico). Per il made in Italy è una grande opportunità.

«Puntiamo a essere operativi in Cina entro la fine del 2016 e intanto stiamo guardando anche al mercato degli Stati Uniti» racconta l’imprenditore. Il Gruppo Giglio non si ferma, infatti, alla sola Cina. Il Paese del Dragone rappresenta circa il 10% dell’intero giro d’affari della società (il 2015 si è chiuso con un fatturato di 13,9 milioni di euro con una crescita del 20%). Alla crescita hanno contribuito anche altri 45 Paesi nel mondo e 5 continenti e in particolare gli Emirati Arabi, l’Oman, il Libano dove il gruppo, attraverso il canale  Nautical Channel, è da poco sbarcato, sempre per primo, e dove la raccolta pubblicitaria è in forte crescita.

 

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