Hi-Tech

Dal settore auto al biomedicale, la svolta Masmec

Specializzata in tecnologie di precisione, l'azienda pugliese ha trovato nella medicina uno sbocco inaspettato: i suoi prodotti ora vanno anche all'estero

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Antonella Bersani

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Si può creare un’eccellenza biomedicale partendo dall’automotive? Masmec, azienda nata 35 anni fa a Modugno (Bari) lo ha fatto. Come già è successo a tante aziende italiane d’eccellenza, anche Masmec si è resa conto di avere in casa un know-how tecnico che andava ben oltre il settore di riferimento: “Il nostro centro di ricerca e sviluppo ha sempre lavorato a pieno ritmo sulla meccanica di precisione prima e sulla meccatronica poi, sperimentando tecniche, processi e sistemi di automazione anche complessi” spiega Michele Vinci (foto), l’ingegnere che ha fondato l’azienda e la presiede. “Fu un amico in visita ai laboratori a convincerci di avere un grande potenziale. Ci disse: non riuscireste a fare qualcosa che faciliti la termoablazione dei tumori polmonari? Si trattava di una tecnica medica che si stava affinando proprio in quel periodo, così ci siamo buttati ed è nata Masmec Biomed, la divisione per le apparecchiature medico-sanitarie”.

La divisione, oggi perfettamente inserita in un gruppo che ha fatturato lo scorso anno 16 milioni e conta di superare i 20 nel 2016, ha iniziato a produrre e vendere qualche anno fa, mettendo sul mercato prodotti di notevole appeal internazionale. “Il primo di questi è Sirio, il dispositivo che viene utilizzato nell’ambito della radiologia interventistica e che permette biopsie o ablazioni polmonari, renali o osteoarticolari con la massima precisione”. In Italia se ne sono dotati già una decina di ospedali e adesso Sirio è arrivato a San Pietroburgo. Manca solo la certificazione della Food and Drug Administration per entrare anche nel mercato statunitense.

Masmec ha depositato 7 brevetti solo negli ultimi tre anni e tutti quasi integralmente tradotti in prodotti per il mercato. “La sfida della ricerca è infatti proprio questa” continua Vinci. “Il sistema Sirio ad esempio ha rappresentato una svolta fondamentale per le cure ospedaliere. A partire da una Tac, ricostruiamo un’immagine tridimensionale realistica del corpo del paziente e il medico riesce ad indirizzare l’ago sulle lesioni in modo molto preciso, quasi si trattasse di guidare il mouse del pc. Si guadagna in velocità, oltre che in accuratezza, ma soprattutto si riducono le radiazioni nocive sul paziente”.

Dopo Sirio è arrivato Orion, un sistema di navigazione per la chirurgia mini-invasiva otorinolaringoiatrica e del basicranio, che con lo stesso principio di Sirio garantisce la massima precisione operativa, “ma stiamo esplorando anche apparecchiature per l'interventistica dentale e per la stabilizzazione spinale” sottolinea orgoglioso Vinci. Così, nei due stabilimenti di Modugno, insieme con la produzione di linee robotizzate per l’industria dell’automotive cresce anche la tecnologia per rendere più efficace la chirurgia mini-invasiva e la diagnostica. “Fondai l’azienda 35 anni fa, dopo aver lavorato per dieci anni al Nuovo Pignone (oggi General Electric) e quindi in Firestone (oggi Bridgestone)” racconta il presidente. “Cominciammo con un paio di persone e oggi siamo 160, di cui 30 attivi nella divisione biomedicale. Ormai l’automotive è per noi un business consolidato sia in Italia che all’estero, ma la nuova sfida è quella ospedaliera. L'innovazione è il nostro faro: con il 50% di laureati e un età media al di sotto dei 40 anni, sono sicuro che continueremo ad esplorare tanti nuovi campi”.

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