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Kimbo, il caffè si allea con il gelato

Un marchio che vale il 12 per cento del retail italiano, mentre l'export cresce di dieci punti anche grazie all'innovazione

Kimbo001Simone Cavallo direttore generale di KImbo

Se si considera il mercato globale del caffè, l’espresso rappresenta solo un piccolo 2 per cento. Ma un 2 per cento esclusivamente italiano, che cresce con il crescere dell’interesse verso tutto quello che è l’italian way of life. Lo sanno bene i manager di Kimbo, storica azienda di proprietà della famiglia Rubino, che da 50 anni si occupa di torrefazione a Melito di Napoli. Nel 2013 il fatturato si è mantenuto stabile a 170 milioni di euro, ma l’export è cresciuto del 10 per cento, arrivando a quota 23,5 milioni.

«È un periodo positivo che dura da 4-5 anni» spiega Simone Cavallo, direttore generale (foto). «Frutto di alcune scelte fatte dall’azienda, prima fra tutte quella di arricchire la struttura di professionalità, di portare all’interno dell’azienda competenze in grado di aprire nuovi mercati». Più di 50 assunzioni, nel 2013, sono state accompagnate da un piano di investimenti del valore di 37 milioni di euro in 5 anni, per aumentare la capacità produttiva e di stoccaggio. «A Napoli arrivano oggi anno circa 30 milioni di chili di caffè crudo, qui abbiamo le competenze industriali e organolettiche per fare un caffè con una forte personalità e un forte rimando alla napoletanità» racconta ancora Cavallo. Il risultato è un marchio che vale il 12 per cento delle quote italiane nel segmento retail, al secondo posto nelle vendite sugli scaffali italiani.

«Siamo sempre stati molti agili e veloci a capire e assecondare le dinamiche del mercato e a innovare e questo ci ha aiutato», ammette ancora il direttore generale. Negli ultimi anni Kimbo ha puntato moltissimo sulle partnership: con Unilever ha realizzato un gelato al caffè che è stato un successo, dal 2012 ha siglato un importante accordo con Autogrill, che utilizza il caffè Kimbo nella sua rete italiana, ma anche nelle stazioni e negli aeroporti delle principali città europee. Ma, soprattutto, ha ribaltato i canoni della concorrenza siglando con Illy un accordo che ha portato alla realizzazione di Uno Capsule System, una macchina per caffè a cialde che può utilizzare il caffè di entrambi i marchi.

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