DR RICCHIUTO LABORATORIO
Farmaceutica

L'italiano che ha scoperto la propoli e la stevia

La storia di Giuseppe Maria Ricchiuto e della sua Specchiasol, capaci di intuire in anticipo l'utilizzo di sostanze ora diffusissime

E’ incredibile quante storie e curiosità siano legate alle imprese familiari italiane. Prendiamo ad esempio la propoli, quel prodotto delle api oggi diffuso in tutto il mondo per le sue proprietà antibiotiche e curative. A studiarlo, cercarlo e a volerlo fortemente è stato Giuseppe Maria Ricchiuto (foto), 78enne fondatore della Specchiasol di Bussolengo, azienda che in 41 anni di attività ha costruito la cultura della medicina naturale in Italia .

“Che cosa devo dire, ho sempre seguito il cuore, la passione. E quando ti innamori, è difficile arrendersi” racconta Ricchiuto. Solo che per lui è stato così con la moglie Franca Bellani, con l’azienda, con la propoli e con la stevia. Testardo e innamorato finché non è riuscito a sposarsi, a fondare un’impresa da 27 milioni di fatturato e lanciare i due prodotti sul mercato.
“Lessi in un libro che i mummificatori dell’antico Egitto utilizzavano una resina particolare prodotta dalle api e volli saperne di più” racconta. “Leggendo e rileggendo, scoprii che si chiamava propoli e che aveva  forti proprietà antibatteriche  antibiotiche, ma quando mi misi a cercarla nessuno la conosceva né in Italia né altrove. Cominciai allora a girovagare tra gli apicoltori, ma anche loro erano abituati a occuparsi soltanto del miele, della cera o della pappa reale. Propoli, nulla. Andai allora a cercare tra i mercatini di campagna, trovando finalmente qualcosa, venduto come vecchio rimedio naturale contadino per le piaghe, le ferite o il mal di denti”.


La strada per riuscire a lanciare il prodotto però era ancora lunga. “La propoli era sporca, mischiata a cera o terra, quindi invendibile” continua. “Così ho iniziato a collaborare con le Università di Milano e di Parigi arrivando finalmente a brevettare un metodo per “purificare” la propoli. Il brevetto internazionale è ancora nostro e il prodotto ormai è noto in tutto il mondo”.

Giuseppe Ricchiuto è un uomo sempre in movimento, con la testa e il corpo. Il suo gruppo prende il nome dal sole della sua città di origine, “Specchia”, in provincia di Lecce, e oggi comprende due stabilimenti (divisione cosmetica e divisione erboristica e dietetica), due aziende agricole biologiche per le coltivazioni (l’azienda Sandemetrio ha appena compiuto 20 anni), un opificio erboristico e conta 134 dipendenti. Specchiasol vende circa 12,9 milioni di pezzi e produce ben 11 linee di prodotti di fitoterapia e sei di cosmetica naturale commercializzando oltre 750 referenze tra integratori alimentari, cosmetici, erbe officinali, oligoelementi, gemmoderivati, soluzioni idroalcoliche da pianta fresca e oli essenziali. Ma lui non si ferma. “Abbiamo da poco depositato un secondo brevetto sulla propoli, che elimina alcuni agenti allergizzanti in modo che possa essere consumata anche da chi ha problemi di allergia” spiega. E nel frattempo ha portato a casa anche una laurea ad honorem in farmacia, conferitagli dall’Università di Urbino, e avviato filiali commerciali in Spagna, Russia e Polonia con l’obiettivo di portare la quota di fatturato estero dal 17 al 20 per cento nel giro di pochi anni.

“Il mio obiettivo è raggiungere 40 milioni di fatturato il prossimo anno, chiudendo già il 2016 a 30 milioni” racconta il presidente. “C’è ancora molto da fare, soprattutto all’estero. Qui in Italia invece, in collaborazione con l’Università di Bari, ci stiamo dando da fare sulla tipicizzazione delle piante, schedandole, certificandone la provenienza e quindi utilizzando quelle più ricche di sostanze nutritive o curative”.

E’ questa l’ultima battaglia? No di certo, perché bisogna prima chiudere i conti la Stevia, la pianta giapponese oggi utilizzata per dolcificare a contenuto calorico quasi zero. “L’ho scoperta in Giappone 35 anni fa” testimonia ancora Ricchiuto “ma la sua commercializzazione mi fu impedita dal ministero della Salute agli inizi degli anni Novanta. A quel punto istituii un gruppo di studio specializzato presso l’Agenzia per la sicurezza alimentare della Commissione Europea a Parma, arrivando a ricavare una sorta di estratto oggi commercializzato come aromatizzante”. Definire la Stevia “dolcificante” è infatti ancora vietato, ma Ricchiuto, lo sappiamo, si innamora e non molla.

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