Analytics in streaming e motonautica: più sicurezza per i piloti, più divertimento per gli spettatori

L'analisi dei dati telemetrici delle imbarcazioni ha un’importanza strategica vitale

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L’Internet degli oggetti (IoT) prende sempre più piede nella nostra realtà non virtuale, quella di tutti i giorni. E siccome la terra non è un limite, inizia a svilupparsi anche… in alto mare.

Cosa fa un motoscafo in mare? Naviga veloce. E chi naviga su Internet? Lo stesso! Da alcuni anni la ricerca informatica sta sviluppando l'IoT, Internet of Things, cioè Internet degli oggetti: in pratica i device che utilizziamo nella nostra vita quotidiana diventano “smart”, cioè assumono una sorta di intelligenza che nasce dal contenere chip e sensori che sono in grado di comunicare dati su se stessi e il proprio funzionamento e accedere a informazioni aggregate su una piattaforma comune. Tutto questo per semplificarci la vita: c’è traffico sulla strada che facciamo per andare al lavoro? La sveglia calcola il percorso in tempo reale e suona prima.

Fra le numerose applicazioni, una delle più spettacolari è senza dubbio quella che ha visto IBM affiancare SilverHook Powerboats, costruttore di alcune delle più veloci imbarcazioni monoscafo al mondo, impegnate in gare di Offshore.

Nelle gare di motonautica, l’analisi dei dati telemetrici delle imbarcazioni ha un’importanza strategica vitale, perché ogni decisione è importante, anche per dare maggiore sicurezza ai piloti. Spesso, però, gli urti contro l’acqua causano guasti alle strumentazioni di bordo. Come tenere tutto sotto controllo? I sensori sui motoscafi da competizione SilverHook forniscono dati da oltre 80 sorgenti, effettuano misurazioni 100 volte al secondo e trasmettono i dati al computer di bordo cinque volte al secondo per i team on-shore. Per scremare i dati e fornirli in formato utile è stata fondamentale la collaborazione con IBM e Dataskill. Oggi i motoscafi SilverHook hanno adottato Quarks, una soluzione in grado di fornire dati in streaming a un sistema di analytics basato su cloud e i piloti possono avere accesso alle informazioni in tempo reale, regolando le apparecchiature di bordo durante la gara.

A rendere più coinvolgente il tutto, oltre al divertimento di vedere questi bolidi sfrecciare sull’acqua, c’è la possibilità di condividere i dati con il pubblico: ad esempio, la ricca interfaccia visiva potrebbe permettere agli appassionati di visualizzare le posizioni dell’imbarcazione, la velocità e le classifiche in tempo reale. Un altro vantaggio è quello di eliminare la dipendenza dalle reti di comunicazione, che possono rivelarsi inaffidabili o super trafficate quando si corre sull’acqua. Insomma: sulle onde, le uniche reti che bisogna temere sono quelle dei pescatori. Sempre che anche queste non finiscano per dotarsi di sistemi IoT.

Per saperne di più, visita il sito http://www.ibm.com

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