Obbligazioni subordinate, cosa sono e come funzionano

Strumenti finanziari da maneggiare con cura perché rischiosi quasi quanto le azioni. Ecco l'identikit dei bond junior che tanto hanno fatto parlare di sé negli ultimi mesi

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Una via di mezzo tra le azioni e i bond. Spesso vengono considerate così le obbligazioni subordinate (o junior), che tanto hanno fatto parlare di sé negli ultimi mesi. Si tratta di titoli rappresentativi di un debito, che consentono a chi le acquista di diventare creditore della banca che li emette, incassando periodicamente degli interessi: le cedole. Rispetto ai bond ordinari, però, i subordinati espongono i risparmiatori a un grado di rischio molto più alto, simile appunto a quello assunto da chi acquista un'azione. In caso di fallimento della banca emittente, infatti, i titolari delle obbligazioni subordinate sono considerati dei creditori di serie B, i cui diritti patrimoniali possono essere soddisfatti soltanto dopo aver risarcito altri soggetti come i dipendenti della banca, i correntisti e i sottoscrittori delle obbligazioni ordinarie (o senior).

Maneggiare con cura
Proprio perché sono rischiosi, i bond subordinati garantiscono di solito degli interessi ben più alti di quelli offerti da altri titoli a reddito fisso di uguale scadenza. Si tratta però di strumenti finanziari da maneggiare con cura, destinandovi preferibilmente una parte minoritaria del proprio patrimonio, non superiore a qualche punto percentuale. Lo sanno bene, ormai, anche quei risparmiatori che avevano nel portafoglio i bond subordinati emessi da 4 banche italiane attive su scala regionale: Banca delle Marche, Banca Etruria, Carife e CariChieti, tutte finite in dissesto alla fine del 2015. Dopo aver acquistato i bond junior di questi istituti, migliaia di risparmiatori italiani sono rimasti vittime del crack e hanno perso tutti i soldi investiti.

Fuori mercato
Ecco perché le obbligazioni subordinate sono da prendere con le molle, almeno da parte di un risparmiatore medio che non è particolarmente esperto di finanza. Non va dimenticato, poi, un altro particolare importante: questi titoli sono spesso poco liquidi, cioè non sono quasi mai quotati su mercati regolamentati come il Mot (il listino obbligazionario telematico di Piazza Affari). Dunque, chi ha bisogno di liberarsi all'improvviso dei bond subordinati, può correre seriamente il rischio di non riuscire a venderli se non a prezzi poco convenienti, proprio per l'assenza di un mercato di negoziazione efficiente, come quello in cui sono scambiati i titoli di stato italiani.

Roba per professionisti
Fatte queste premesse, non è detto che un investitore un po' più esperto della media non possa prendere in considerazione l'idea di acquistare queste obbligazioni. L'importante è che sia consapevole dei rischi cui va incontro e che sappia che in circolazione ci sono diversi tipi di bond subordinati emessi dalle banche. I più rischiosi sono quelli classificati come Tier I che, oltre a esporre all'eventualità di una perdita totale del capitale investito in caso di fallimento della banca, quasi sempre non hanno una scadenza prefissata e prevedono pure la possibilità che l'istituto emittente cancelli il pagamento degli interessi quando si trova in situazioni di difficoltà (per esempio quando non può pagare i dividendi). Poi ci sono le obbligazioni subordinate Upper Tier 2 che espongono al rischio di perdita di tutto il capitale versato ma non prevedono la possibilità per la banca di annullare il pagamento degli interessi. Nei casi di difficoltà della banca, il versamento delle cedole degli Upper Tier 2 può essere spostato in avanti nel tempo fino a quando non si chiude il primo bilancio in utile. La terza categoria di bond subordinati è rappresentata dai Lower Tier 2 che prevedono la sospensione degli interessi solo nei casi in cui la banca si trova in uno stato di grave insolvenza. Infine, i titoli meno rischiosi sono i Tier 3, che sono poco comuni e hanno una scadenza non molto lunga, compresa tra 2 e 4 anni, e non prevedono di solito la sospensione degli interessi.

Messaggio pubblicitario con finalità promozionali. Il presente articolo rappresenta un mero approfondimento teorico effettuato da Banca Mediolanum. Le informazioni riportate non devono essere infatti intese come una raccomandazione, diretta o indiretta, o un invito a compiere una particolare operazione. Per verificare le soluzioni più adatte alle tue esigenze e adeguate al tuo profilo di investitore rivolgiti sempre al tuo Family Banker.

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