borsa italiana capitalizzazione titoli valore crisi covid
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Il 2020 in Borsa: la finanza è già fuori dalla crisi Covid

Dal minimo di metà marzo alla chiusura (quasi) record: così per Piazza Affari anche la pandemia è stata occasione di guadagno. Al contrario di quanto accaduto nell'economia reale.

C'è chi si è già messo alle spalle il Covid e la crisi economica indotta dai lockdown e dal progressivo rallentamento dei settori industriali e dei servizi del nostro Paese. Tutto dimenticato o quasi, perché la crisi pandemica, che pure in primavera si era fatta sentire anche nel mondo della finanza, ha presto lasciato il campo a un lungo e proficuo rally. E' vero che il 2020 di Piazza Affari sarà ricordato come un anno di perdite: -6% complessivi per i titoli del listino principale FTSE Mib. Ma non bisogna farsi trarre in inganno, perché così come la Borsa italiana è stata vittima di un tracollo rapido nei giorni dell'esplosione dell'emergenza, allo stesso modo i mesi successivi l'hanno riportata sui valori precedenti. Distribuendo guadagni a chi ha avuto freddezza e forza di investire sui minimi.


tratto da www.borsaitaliana.it


Un andamento quasi del tutto scollegato rispetto all'economia reale che sta pagando un prezzo altissimo alla crisi e che nel 2021 vivrà ancora con la testa sott'acqua e con pericolose ricadute sociali; la data da segnarsi sul calendario è quella del 21 marzo 2021, quando verrà meno il blocco dei licenziamenti imposto dal Governo Conte nel pieno della pandemia.

A Piazza Affari è tutto alle spalle. Basta osservare la curva dell'indice FTSE Mib, quello dei titoli a maggiore capitalizzazione che da solo vale circa 480 miliardi di euro, due terzi del totale. Lunedì 2 marzo, alla vigilia della stretta e nel mezzo di una rapida regressione (solo dieci giorni prima era a quota 25.483 punti) quotava 21.655,09. Il 30 dicembre, al termine dell'ultima seduta dell'anno, si è attestato a 22.232,90 con un guadagno da quel 2 marzo del 2,6%. Non solo. Rispetto al minimo del 2020 registrato il 16 marzo (14.153,09 punti, ovvero il 44% in meno rispetto al mese precedente) la crescita è stata impetuosa: +57% in nove mesi. Vendi, riacquista, rivendi e guadagna: la finanza non ha conosciuto crisi recuperando in fretta oltre 100 miliardi di euro di capitalizzazione solo sul listino principale.

Non è una novità che finanza ed economia reale siano disallineati. Sorprende la rapidità con cui questa forbice si è allargata nei mesi in cui tutto si è fermato. E colpisce come, analizzando settore per settore tutti i titoli presenti a Piazza Affari, pochissimi non abbiano partecipato alla festa. Prendendo come riferimento i valori di capitalizzazione al 31 marzo e al 30 novembre emerge come solo i settori 'Oil & Gas', 'Media' e 'Assicurazioni' abbiano segnato il passo. Tutti gli altri hanno aumentato di valore con tassi di crescita spesso a due cifre. Tutti. Compresi i beni di consumo che più di tutti sono stati toccati da un contesto che ha tagliato la capacità di spesa delle famiglie e messo in crisi l'intera catena degli approvvigionamenti. Ma a Piazza Affari non se ne sono quasi accorti.

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