Vedere con occhi diversi dai nostri

Una bella mostra, un bel pensiero. Guardate con occhi diversi

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Andrea Polo

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Aprile è un periodo molto particolare per Milano, la città in cui io e la mia famiglia viviamo.

Qui, aprile vuol dire Salone del Mobile e Salone del Mobile, ormai l'ho imparato, vuol dire design a 360 gradi; non solo design dell'arredamento, ma anche design del pensiero e della riflessione.

Se mi seguite da un po', a questo punto conoscete bene la passione che mi lega a Malta e quindi capirete bene la ragione che mi ha spinto ad andare a vedere una bella mostra che proprio in occasione del Salone ha aperto i battenti a Milano, nella sede dello IED di via Sciesa 4 e che anche voi potrete vedere fino al 30 aprile.

La mostra di intitola IED for Malta e si compone di una serie di bellissime immagini (posters, ma non solo) che gli studenti dell' Istituto Europeo di Design hanno creato basandosi sugli elementi iconici dell'isola. Quando vi dico elementi iconici, però, non pensate solo e soltanto ai quadri. Iconico è tutto ciò che ci colpisce la mente e che per noi diventa immagine che rappresenta qualcosa.

Il rossetto rosso, ad esempio, per me è e rimarrà sempre l'icona della malattia, perché era sempre truccata col rossetto rosso la bocca della pediatra da cui i miei genitori mi portavano da bambino. Al contrario, le barche appoggiate al muro mi fanno subito venire in mente la Pasqua, perché hanno fatto da sfondo a una delle pasque più belle della mia infanzia e, ne sono certo, ognuno di voi ha le sue icone. 

All'inaugurazione era presente anche l'ambasciatrice di Malta che, nello spiegare il progetto, ha detto parole che mi hanno fatto riflettere: "Abbiamo voluto vedere la nostra isola con gli occhi di chi non è nato e cresciuto lì, per capirla meglio. E in ogni immagine creata io, ora, vedo una storia che mi rappresenta, rappresenta Malta e i maltesi".

Vedere i propri luoghi e la propria realtà con occhi diversi, esterni, di altri, per capirla meglio e riconoscerla poi. In effetti è questo che mi ha fatto innamorare di Malta e, a latitudini diverse, di Fai della Paganella. Io, da esterno, ho visto qualcosa di diverso, in cui però mi sono riconosciuto.

I ragazzi, anzi, i giovani artisti dello IED, hanno saputo cogliere questo. Il viso di Ulisse che contiene quello di Penelope che piange e che, con le sue lacrime, alimenta il mare di Gozo da cui, un giorno, sa tornerà il suo amore. 

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Ma anche i colori di Valletta, il magico silenzio di Mdina, il chiassoso vociare dei cittadini e il rollio delle onde che sbattono sui fianchi delle barche tipiche, i luzzu, che guardano il mare con i loro occhi colorati.

Chissà, mi sono chiesto, come mi vedono Marco e Giovanni, chissà quale sarà per loro l'icona di loro padre, chissà se io mi ci riconoscerei e se, vedendola, capirei qualcosa in più di me. 

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