Tutti...all'opera

Racconto di un sabato diverso dal solito

Teatro_alla_Scala_interior_Milan

Andrea Polo

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Ci sono passioni che durano tutta una vita e una di quelle di mia moglie, moderatamente condivisa anche da me ammetto, è quella per l'opera lirica.

È umano, ritengo, che si speri le tue passioni passino ai tuoi figli per poter, magari, un giorno godersele assieme. Se quel qualcosa non scatta, però, non puoi farci nulla se non rinchiuderti nel tuo dolore sordo di genitore non compreso, come è accaduto a me quando ho cercato di far piacere a Marco e Giovanni la musica che io adoro e che loro, con malcelato disprezzo, chiamano "La musica dei vostri tempi".

È per questo che quando mia moglie mi ha proposto di portare i due pargoli alla Scala per vedere un'opera l'ho guardata con un certo sospetto, temendo già di dover arginare per un tempo che mi sarebbe parso infinto gli sbuffi di fastidio dei due minorenni che abitano nella nostra casa.

Visto l'entusiasmo della di loro madre, però, non mi sono fatto prendere dalla paura e, invece, anche io ho aderito al progetto. In tempi più che brevissimi abbiamo preso i biglietti e, sebbene li avessimo trovati in 4 palchi diversi, abbiamo messo in calendario la nostra prima andata familiare al teatro dei teatri: La Scala.

Lo spettacolo in cartellone, inserito in un bellissimo programma dal titolo "Grandi opere per piccoli" dedicato proprio a far conoscere questa forma di arte ai bimbi, era L'elisir d'amore di Gaetano Donizetti. Al nostro arrivo in teatro i piccoletti cominciano a sbuffare...e io a sudare freddo. 

Quasi per caso, però, sulla porta del teatro troviamo un amico che non vedevamo da una ventina d'anni. Anche lui ha dei bambini più o meno dell'età dei nostri, e fra i quattro piccoletti scatta subito lo spirito di solidarietà del "Secondo voi possiamo chiamare Telefono Azzurro per dirgli che ci hanno costretto a venire qui?"

Prima che si accordino per denunciarci alla pubblica autorità, però, le luci di sala cominciano a fare accendi e spegni, segno inequivocabile che lo spettacolo sta per iniziare.

Anche Marco e Giovanni prendono posto nel loro palco, che grazie alla gentilezza di una maschera comprensiva è stato dotato di altri sgabelli per fare in modo che ci possa ospitare tutti o quasi, e a quel punto si apre il sipario.

Bravi, bravissimi gli artisti. Ancora di più i geni che hanno inventato questa manifestazione dove allo spettacolo lirico "tradizionale" si alterna quello parlato, che spiega ai bambini ciò che sta succedendo o che accadrà a breve. Miei figli rimangono rapiti dalla storia, dalla musica, dalla magia della Scala.

L'opera finisce, loro acciuffano il programma di sala e si precipitano nel foyer del teatro dove gli attori sono scesi per incontrare i bambini e firmare autografi.

Troviamo anche i figli del nostro amico, anche loro in fila, anche loro con il sorriso.

Opera batte noia 4 a 0

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