Sul vulcano con miei figli

Il piacere di una vacanza quasi improvvisa e del fare qualcosa assieme per la prima volta

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Andrea Polo

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Ciao, noi pensavamo di sfruttare le vacanze di carnevale per andare qualche giorno a fare trekking a Lanzarote, vi va di unirvi? 

È così, con la telefonata del papà di uno dei migliori amici di Marco che, sul finire di ottobre, comincia a delinearsi all'orizzonte una vacanza strana e bella, che entra di diritto nel libro dei ricordi della famiglia Polo.

In meno di 24 ore anche noi facciamo i biglietti e poi quasi ce ne dimentichiamo fino a che, d'improvviso, la settimana prevista per il viaggio arriva.

Io e mia moglie siamo molto divertiti dal riportare alle Isole Canarie Marco che proprio lì, ormai più di 11 anni fa, aveva detto per la prima volta "mamma". Il viaggio verso l'aeroporto è un susseguirsi di ricordi di quel tempo, che Marco e Giovanni ascoltano fra il divertito e il compassionevole verso i nostalgici genitori, già pregustando i giorni di vacanza con i loro amici del cuore.

Il volo passa velocemente e in qualche ora arriviamo in un mondo incredibile. Marco e Giovanni si guardano attorno sorpresi; non hanno mai visto così da vicino un'isola vulcanica e, a dirla tutta, nemmeno io. 

Da qualche tempo stiamo prendendo il gusto di fare esperienze nuove tutti e quattro assieme, lo abbiamo fatto con il corso di svedese e ora stiamo per fare un'altra cosa strana: saliremo su un vulcano.

Giovanni è curiosissimo e continua a chiederci se il vulcano erutterà quando ci saremo noi, Marco, dal canto suo, spera di vedere la lava; io, dal mio, spero vivamente non non sputare i polmoni prima di arrivare in cima.

Di buon mattino ci mettiamo in marcia e dietro la guida del nostro amico Romano, tutta l'allegra brigata comincia a salire verso la cima di quella meraviglia che a Lanzarote chiamano Caldera Blanca.

Marco non smette per un secondo di parlare con il suo amico Vittorio, Giovanni saltella sulle rocce laviche come una capretta, io li guardo e sono orgoglioso di loro, dei loro sorrisi e della loro felicità, che è anche la mia.

Arriviamo in alto, sul bordo del cratere. I miei polmoni sono ancora nella loro sede, è questa è già una notizia.

Ci guardiamo attorno ammirati e soddisfatti; abbiamo conquistato un altro traguardo tutti assieme, ce lo ricorderemo per sempre. Da un lato si vede l'oceano: è uno spettacolo. Dall'altro il sorriso di miei figli, ed è uno spettacolo ancora più bello.



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