Che spasso il vecchio bardo Will!

Come un melo, un bosco incredibile, 4 attori e 905 abitanti ci hanno, ancora una volta, conquistato il cuore

Shakespeare Orme_taglio

Andrea Polo

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 Lo sapete, amo la montagna, ma soprattutto adoro un piccolo, splendido paese che si chiama Fai della Paganella. Io qui mi sento a casa, respiro gioia, sorrisi, pace, voglia di fare, amicizia ed allegria.

Grazie alla sana follia di due grandi donne che ho la fortuna di poter chiamare amiche, lo scorso anno le strade di Fai si sono riempite di quasi 3.000 persone per la prima edizione di Orme, il Festival dei sentieri.

Lucia e Mariavittoria, così si chiamano quelle fantastiche sognatrici, sono riuscite a coinvolgere tutta la comunità di Fai e ciascuno dei 905 residenti si è impegnato per far capire, in soli tre giorni, quanto ha da offrire questo angolo di paradiso ai piedi delle Dolomiti del Brenta.

La risposta è stata tale che quest'anno è arrivata la seconda edizione del festival, appuntamento segnato nell'agenda della famiglia Polo da mesi. E così, un venerdì di settembre, l'allegra combriccola è saltata in macchina in direzione Fai.

Un viaggio al cui confronto quello di Noè sembrava una passeggiata di salute, ma durante il quale - la magia di Fai già si faceva sentire - nessuno protestava; sapevamo che saremmo stati ampiamente ripagati. E così è stato.

In una notte luminosa come la luna che splendeva in quel cielo, per la prima giornata del Festival i nostri amici faiotti avevano organizzato uno spettacolo col bosco. Sì, avete letto bene, col bosco. Grazie alla bravura di Federico Ortica che li ha saputi illuminare trasformandoli ora in mille lucciole, ora in esili fate che danzavano, i rami e le foglie degli alberi del bosco sono diventati uno spettacolo da gustare nel silenzio, sentendo solo il suono del proprio cuore e le vibrazioni dei tronchi.

L'indomani mattina, contagiati dal nostro entusiasmo per Orme, altri 5 amici ci hanno raggiunto; il nostro programma era definito: prima il sentiero dei sapori (perché anche la pancia vuole la sua parte) e poi quello dedicato a Shakespeare (e così anche lo spirito era tranquillo).

Marco, nonostante il suo carattere allegro, difficilmente si fa coinvolgere e, soprattutto, detesta gli spettacoli in cui il pubblico deve interagire. Ricordatelo, perché questa informazione è fondamentale per capire a fondo quello che sto per raccontarvi.

Nel primo pomeriggio, come da programma appunto, abbiamo cominciato ad addentrarci in un sentiero del bosco dove, di tanto in tanto, ci si imbatteva in attori che declamavano brani shakespeariani.

Vuoi per il linguaggio chiaramente arcaico o per l'effetto lungo del sentiero dei sapori, fino ad allora l'entusiasmo dei miei figli era prossimo allo zero.

Arriva poi, per fortuna, il momento dello spettacolo. In quella che a Fai si chiama Arena delle Stelle, un vero e proprio teatro a cielo aperto in mezzo agli alberi, i bravissimi attori della compagnia Quinta di Copertina cominciano a raccontare il bardo di Stratford upon Avon come nessuno ce lo aveva mai raccontato (ad esempio, lo sapete che è grazie a lui che oggi abbiamo espressioni come "non è tutto oro quel che luccica"?) .

Ce lo fanno diventare subito simpatico, quasi uno di famiglia e, con gli spunti presi dal pubblico, cominciano a creare una commedia in pieno stile Shakespeariano. Marco si illumina, ride come un matto, tutti noi ridiamo e ci divertiamo, ma lui continua a gridare suggerimenti agli attori: "la protagonista ha due braccia!", "La storia inizia in pizzeria!", "A questo punto esplode!", loro spesso lo seguono e ne accolgono i suggerimenti.

In pochi minuti prende forma la storia della apprendista fornaia Violetta, del re innamorato della moglie (ma anche di un melo), del giullare innamorato, a sua volta, di Violetta. La storia continua, le risate anche, nessuno può smettere di ridere, grazie agli attori e alla fantastica cornice che li ospita tutti si sentono felici.

Anche questo è Fai, e noi stiamo già contando i giorni che ci separano dalla terza edizione di Orme, perché sentirci felici ci piace. Parecchio.


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