I sentieri della vita

I luoghi dell'anima non si scelgono, sono loro a scegliere te

Inverno senza neve-Alex Mottes

Andrea Polo

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Ci sono alcuni posti coi quali, sulla carta, non hai nessun genere di legame, ma che per caso incontri ad un certo punto della tua vita e così, come se niente fosse, si inseriscono nella tua storia, ne diventano parte e quasi dovrebbero andare sulla tua carta di identità alla voce "luogo dell'anima".

Attenzione, perché non ho scelto le parole a caso; non ho scritto luogo del cuore perché il cuore, si sa, è matto, è ballerino, può cambiare passione. L'anima no, non lo fa.

Per me il posto dell'anima è al centro del Trentino Alto Adige e si chiama Fai della Paganella.

Ci venni per la prima volta otto anni fa, quando mia moglie aspettava Giovanni e noi, spaventati dal come sarebbe cambiata la nostra vita con l'arrivo del secondogenito, decidemmo di prenderci il sicuro e fare la nostra "ultima vacanza in montagna". Mai previsione fu più errata, per fortuna.

Da allora, estate e inverno, non siamo più mancati e quando facciamo le ultime curve che ci separano da Fai e in lontananza vediamo l'ombra della Paganella e del monte Fausior, l'aria di festa ci invade e nella nostra macchina si comincia a canticchiare e a pensare a come incastrare i mille impegni e le mille facce che vogliamo rivedere.

Pianifichiamo la gita all'agriturismo di Lucia per comprare il miele più bono del mondo, l'unico che Marco e Giovanni mangiano di gusto, pensiamo a quando passare da Gabriele per noleggiare gli sci se è inverno o anche solo fare due chiacchiere se è estate, a quando salire da Mirco alla Malga Zambana per fare il formaggio e goderci il panorama, a chissà quali novità ci aspetteranno questa volta allo Sport Hotel Panorama che da anni è la nostra casa qui a Fai e a quali passeggiate nuove faremo con la nostra super amica Marta, che anni fa era solo la responsabile delle relazioni con gli ospiti dell'hotel in cui alloggiavamo, oggi è un'amica con cui divertirci, camminare e scoprire mille cose.

Già perché a Fai si cammina, tanto, in mezzo ai boschi, sulle montagne e, magia delle magie, immersi nel verde del sottobosco e circondati dall'azzurro del cielo i miei figli, qui a Fai, pare non sentano nemmeno la fatica. 

Marco ha fatto i suoi primi sentieri a quattro anni, Giovanni addirittura nel marsupio sulle mie spalle. L'uno e l'altro oggi zampettano felici quando saliamo in quota a camminare o anche quando le passeggiate sono a valle.

Camminiamo tutti e quattro. Cantiamo, scopriamo, noi gli raccontiamo cose che forse loro non conoscono e che magari noi stessi scopriamo assieme. Raccogliamo le fragole di bosco e le mangiamo, giochiamo con i legnetti, cerchiamo i funghi. Ridiamo, respiriamo, e non solo con i polmoni.

Ho sempre pensato che Fai avesse lasciato un'orma indelebile nella mia anima e per questo mi ha colpito il fatto che, dal 14 al 16 settembre di questo anno, a Fai si organizzi un festival speciale, un festival dei sentieri che come nome ha proprio quello: Orme.

Si discuterà di quanto camminare faccia bene a se stessi e agli altri, si esploreranno i sentieri notturni al chiarore della luna e delle stelle, nei prati si ascolterà la musica di alcuni dei maggiorni cantautori italiani reinterpretati da Neri Marcorè, ci sarà spazio per gli amici a quattro zampe e i più piccoli scopriranno i sentieri delle fate. 

Sarà un bel momento in cui il mio luogo dell'anima aprirà la sua anima agli altri. Io ci sarò, voi non perdetelo, ma preparatevi ad innamorarvi perdutamente, non con il cuore, ma con l'anima.

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