Mi ricordo di te, eri il papà che cantava

Una riunione di genitori, un'affermazione inaspettata e un sorriso che si allarga

Andrea Polo

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Avete presente quella fastidiosissima sensazione che si ha quando, d'improvviso, vedi che hanno aperto un nuovo negozio sotto casa tua, nella strada dove passi ogni mattina e, come se non ci fossi mai stato non riesci assolutamente a ricordare quale attività fosse lì fino al giorno prima?

Ecco, allo stesso modo ci sono cose che fai per anni, tutti i giorni, ma poi ti capita di dimenticarle, fino a che qualcosa o qualcuno non te le riporta alla mente. A me è successo, ed è stato meraviglioso.

L'oratorio della parrocchia vicina a casa nostra da quest'anno ha un bellissimo campo da calcio in erba sintetica e, per festeggiare questa cosa, è stata organizzata una bella giornata di giochi.

Anche noi siamo passati a tirare due calci al pallone e mentre io e mia moglie guardavamo da dietro la rete le imprese sportive di Marco e Giovanni, una delle altre mamme mi guarda e mi fa: Ma io mi ricordo di te, sei il papà che cantava sempre! 

Sicuro di trovami davanti a una persona quantomeno non del tutto in sè, la guardo con un mezzo sorrisino, lei capisce che sono io quello che non ha capito affatto e spiega. Vi ho incrociato per anni mentre andavate all'asilo col passeggino; prima con il grande, poi con tutti e due e poi solo col piccolo. Cantavate sempre, anche se pioveva. Io e mio figlio vi guardavamo e ci mettevate allegria.

A quel punto mi si squarcia un velo; non riconosco lei, mentirei se dicessi il contrario, ma la macchina del tempo dei ricordi mi riporta indietro a quando quei due mini ometti che ora parlano di assist e passaggi avevano il ciuccio e il bavaglino, le guance tanto gonfie da rendere impossbile resistergli e, in barba a qualunque pudore, cantavano con me a squarciagola.

Il nostro repertorio era assolutamente vasto ed omnicomprensivo, si andava dallo Zecchino d'oro ai Queen, dai musical di Andrew Lloyd Webber alle canzoni che cantavano all'asilo. Tutti, purché in musica, potevano entrare in quel mondo che, però, era solo nostro.

Noi ci siamo fatti delle grandi risate, anche inventando dei nuovi testi, il solo ricordo mi rende allegro e sono contento che questa allegria abbia regalato sorrisi anche ad altri.

Ah, tranquilli, continuiamo a cantare, abbiamo solo allargato ancora il repertorio, ma nessuno è stato escluso, nemmeno la Nonna Pina e le sue tagliatelle. Tutti, vi ho detto, possono entrare in quel mondo, ma in punta di note. 

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