Mario, ma chi era Frank Zappa?

La domanda che non ti aspetti, ma che ti fa capire molte cose

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Andrea Polo

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Giovanni, il mio figlio più piccolo, è oggettivamente un personaggio. Nato quattro anni dopo suo fratello, ha dovuto ritagliarsi i propri spazi per costruirsi una personalità che lo caratterizzasse e, almeno fino ad oggi, lo ha fatto.

Ha un carattere diametralmente opposto a quello di Marco; se il mio primogenito è molto riflessivo, è un eccellente studente, adora leggere e solo dopo poco tempo si apre agli altri, il piccolo di casa è molto più istintivo ed istrionico, riesce bene in tutti gli sport che pratica e ha anche un grande amore per il mondo dello spettacolo e della musica. Ma non pensate a Zecchino d'Oro o Cristina d'Avena, il genere di Giovanni è molto, molto diverso. 

Giovanni ha anche un'altra caratteristica. Pensa a lungo, in silenzio, sulle cose che lo incuriosiscono e poi, quando meno te lo aspetti, tira fuori un domanda secca e diretta che ti spiazza.

Anni fa vi ho raccontato di come, poco più che seienne, Giovanni mi avesse guardato dritto in faccia e mi avesse chiesto: Papà, scusa, cosa è il Nasdaq? Se all'epoca la domanda spiazzò me, quella di oggi ha spiazzato altri, molti altri.

Da qualche anno a pochi passi da casa nostra ha aperto un piccolo e prezioso birrificio, il Piccolo Birrificio Brioschi. Dietro al bancone due ragazzi fantastici, Mario e Samuele, che sono riusciti nel non semplice atto di fare di questo luogo un punto di ritrovo ormai irrinunciabile per il quartiere. Ai loro tavoli si siedono famiglie, ragazzi, serissimi professionisti, rockers e bikers. Uno accanto all'altro, tutti uniti in un ambiente amichevole, con una birra spaziale e un flipper da urlo. Già proprio il flipper è stata la chiave che anni fa conquistò Marco e Giovanni e che ancora oggi gli fa dire che questo è uno dei loro posti preferiti a Milano.

Giovanni ha anche un'altra passione; adora vedere come Mario e Samuele spillano le birre; gli ha fatto mille domande e oggi sa benissimo, tanto da riparlarne con la proprietà di linguaggio di un 45enne, tutti i segreti dello spulboy (se non sapete cos'è chiedete a mio figlio), dei bicchieri più adatti a ogni genere di birra e simili. 

Alle pareti del Piccolo birrificio è appeso un cartello che dice più o meno così: "In questo locale è proibito parlare di politica, calcio, meteo e Frank Zappa". 

È sempre stato lì, mi ha sempre fatto sorridere, ma non ci ho mai badato troppo fino a che, una sera di qualche settimana fa, entro nel locale con Giovanni per prendere della birra da portare a cena da amici. Mentre Mario si mette a spillarla, Giovanni si siede come suo solito su uno degli altissimi sgabelli del bar, fra gli altri clienti e, approfittando di un momento di silenzio, con il mento appoggiato sulle braccia incrociate, guarda il suo amico dietro al bancone e gli fa: "Mario, scusa, ma chi era Frank Zappa?".

Momento di silenzio, momento di stupore, tutti guardano lui, lui guarda solo Mario, aspetta una risposta a quella domanda covata da tempo. E il suo amico non lo delude, gli dà la risposta che voleva. Giovanni lo guarda soddisfatto, ha riempito quel tassello e, come farebbe un 45enne esperto di birre, non cambia troppo espressione e gli dice: funziona bene lo spulboy, no?

Tutti sorridono, nessuno ride, lo sguardo fiero di Giovanni non lo permette e il mio sguardo fiero di padre si posa su di lui.

Bravo figlio mio, non smettere mai di fare le domande che hai in testa, è così che si diventa grandi.




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