Le cose in comune. E una cena da non perdere

Si è diversi quando te lo fanno notare; ma se con altrettanta forza ti si fa notare che non è un buon motivo per sedersi, allora possono accadere grandi cose

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Andrea Polo

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Si chiamano Alessandra ed Emma e hanno tante cose in comune. Entrambe sono due bambine meravigliose, figlie di amici meravigliosi. Alessandra è nata in Spagna, dove sua mamma e suo papà si trovavano per lavoro; anche Emma è nata all'estero per poi trasferirsi in Italia, dove sua madre e suo padre sono tornati a vivere dopo anni passati lontani da casa.

Sia Alessandra sia Emma hanno un'altra cosa in comune: un sorriso che non le abbandona mai, nemmeno quando hanno dovuto affrontare delle grandi difficoltà. E quando dico grandi, credetemi, è riduttivo.

Già, riduttivo. Alessandra ed Emma in effetti hanno un'altra cosa che le accomuna e che fino ad ora non vi ho detto perché, se anche voi le conosceste, vi rendereste conto di quanto sia ininfluente ai fini della loro descrizione caratteriale. Alessandra ed Emma hanno la sindrome di Down e, soprattutto grazie alle loro famiglie, hanno sempre fatto in modo che questo per loro non fosse un limite né, men che meno, un dramma o una giustificazione per piangersi addosso.

Oggi Alessandra vive negli Stati Uniti, Emma invece sta nel Nord Italia e torna ogni estate al mare dai suoi nonni; ad abbronzarsi nell'ombrellone accanto al nostro, dove assieme al suo fratellone, a Marco e a Giovanni gioca e fa buchi nella sabbia di dimensioni molto prossime al cratere dell'Etna.

Ecco, Alessandra ed Emma mi hanno insegnato che volere è potere. Prendete questa prima informazione e, per un attimo, mettetela da parte.

Cambiamo la scena e torniamo con la memoria ad una grande passione che unisce i miei figli: la cucina. In effetti anche io la amo, anche se loro preferiscono trafficare ai fornelli, mentre io mettermi comodo ad aspettare il frutto del loro lavoro.

Per questo motivo mi è balzata subito agli occhi una bellissima iniziativa di beneficenza che si svolgerà a Milano il prossimo 7 maggio all' Apollo di via Borsi 9. Si intitola Stellati Uniti e raccoglierà tantissimi chef, tra cui ben 10 stellati, che giunti da ogni parte d'Italia creeranno un menu di 12 portate per 200 partecipanti. 

A servire a tavola, in quella serata, saranno i ragazzi della comunità il Balzo, che raccoglie le famiglie di figli con disabilità cognitive e che da anni lotta perché quei bambini, anche da adulti, possano integrarsi nella comunità; prima di tutto lavorando. Perché, anche se ad alcuni questo può sembrare strano, sono assolutamente in grado di farlo e, anzi, sovente prendono il loro compito con un impegno tale che vorremmo sempre trovare in chi ha a che fare con noi.

Marco e Giovanni, da quando ho detto loro della serata, stanno contando i minuti. Io e mia moglie anche. Tutti assieme brinderemo ad Alessandra, Emma e ai tantissimi bambini che sogniamo di vedere integrati nel loro futuro di adulti come lo sono oggi nel loro presente di bimbi.

Brinderemo alla forza e al coraggio dei loro genitori, e sarà un brindisi bellissimo; con bicchieri tintinnanti. 

Voi non perdete l'occasione di far del bene e di partecipare a questa serata; mangerete bene e riderete anche visto che poi - a rallegrare il dopo cena - ci saranno molti comici come il bravo Valentino Tito (grazie Vale per avermi fatto conoscere Stellati Uniti) . 

Ma soprattutto, se non vi è già capitato, riuscirete a capire che "diverso" è chi lo vuole essere. Nel bene e nel male. 


 

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