Billy Elliot

La piruletta

Basta un giro su se stessi, una piruletta come la chiama Giovanni, per far pensare a quanto sarà difficile e meraviglioso avere il coraggio di far fare ai tuoi figli ciò che vorranno.

Pochi giorni fa sono finite anche le nostre ferie. Come accade da qualche anno le abbiamo passate nella splendida Sicilia, in un villaggio a pochi passi da Ispica dove, rubo le parole di un’amica, un gruppo di ragazzi entusiasti è riuscito a trasformare le nostre ferie in vere vacanze.
La prova del nove della buona riuscita di questa vacanza era evidente guardando negli occhi Giovanni e Marco. Il primo, soprattutto, grazie al suo essere a cavallo fra i 5 e i 6 anni e ad una buona dose di faccia tosta, quest’anno è riuscito a scollinare nel gruppo dei grandi avendo finalmente accesso al corso di calcio, quello di vela e persino il tennis.
Miei figli hanno vissuto per 15 giorni nel Paradiso più assoluto; nessuno a tavola che li obbligasse a mangiare la verdura, spettacoli divertenti messi in scena ogni sera e, ogni sera appunto, la possibilità di scollinare ben oltre il limite invalicabile delle 21 in cui di solito vengono messi a letto e persino la possibilità di finire ad addormentarsi sui gradoni in cotto dell’auditorium.
Oltre alle medaglie vinte in alcune delle gare e nei corsi, a loro dire, l’esperienza più bella è stata quella di “recitare”. Già, tanto il grande quanto il piccolo quest’anno hanno avuto delle parti negli spettacoli messi in scena e, a seconda delle rappresentazioni, sono stati un camaleonte in grado di scaraventare dalla finestra la perfida strega, un pipistrello che invece con streghe e stregoni ci andava a braccetto, un cagnolino che è riuscito a strappare applausi a scena aperta e anche un Tarzan…prima dei brufoli.
Insomma, hanno respirato davvero il sacro fuoco del teatro e ne sono stati travolti. Io e mia moglie abbiamo assistito a questo con un misto di divertimento e italico orgoglio genitoriale, racchiudendo quanto più possibile nei nostri ricordi e nella scheda della memoria della macchina fotografica.
Fino a ieri, quando prima di andare a letto Giovanni mi chiama in camera sua assieme alla madre e al fratello. Si mette al centro della stanza e dice: Guardate. Punta il piede, si dà una bella spinta, mette in alto le braccia e in un secondo torna nella posizione di partenza. Ci fissa orgoglioso ed esclama: “Ecco! So fare la PIRULETTA!”. Noi, divertiti, ci congratuliamo e chiediamo dove l’abbia imparata e la risposta non si fa attendere: È chiaro, me la hanno insegnata Fausto, Flo, Shana e Jelenia (alcuni dei ragazzi dello staff, presente e scorso, del villaggio vacanza N.d.R.).
Già, loro gli hanno insegnato questo, ma anche una cosa più importante forse, seguire le passioni che hanno, non facendosi intimidire nemmeno da un riflettore puntato in faccia e dagli occhi di centinaia di persone che ti guardano.
È stato bello vederli felici in scena e mi è risultato impossibile chiedermi cosa accadrebbe se un giorno venissero da me e mi dicessero; voglio fare l’attore, o il ballerino o il clown o qualunque altra cosa “fuori dagli schemi”. Avrei la forza di continuare ad incoraggiarli a seguire i loro sogni? O come tanti premerei perché si iscrivessero in medicina, giurisprudenza o economia e commercio? Volete sapere la verità? Non lo so; se accadrà farò una piruletta e cercherò di trovare il coraggio di farli volare con le loro ali, ricordandomi la luce che può avere negli occhi un bambino che fa quello che lo rende felice.

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