Care mamme, ci sono anche i papà interessati ai figli.

I padri interessati ai figli sono molto più numerosi dei panda cinesi. Anche se molte mamme fanno finta di non saperlo.

padre e figlio

Andrea Polo

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Questo è un post polemico, sappiatelo da subito. Probabilmente, dopo che avrò finito di scrivere, molte delle mie amiche non saranno più tali, ma altrettanto probabilmente guadagnerò consensi fra i loro compagni. Mi sono stufato. Di cosa? Di vedere tutto al femminile quando si parla di argomenti legati ai figli.

E non intendo certo dichiarare la necessità di maschilizzare termini di per sé femminili come vorrebbe, in ordine inverso, Laura Boldrini. Non voglio essere chiamato mammo, non lo sono, ma pretendo di essere chiamato padre. E non dai miei figli, loro lo fanno già; ho spiegato a Marco e Giovanni quanto è bello il fatto che io sia Andrea per tutto il mondo, ma sia papà solo per loro e così voglio che si rivolgano a me, ma esigo di essere riconosciuto nel mio ruolo di padre anche dalle madri dei compagni di scuola di miei figli, dalle brochure dell'asilo e da tutte le comunicazioni che dovrebbero essere rivolte ai genitori, entrambi, e invece sono dedicate unicamente alle mamme.

Il primo fastidio in questo senso è nato anni fa; come sapete Marco frequenta una scuola pubblica la cui biblioteca rimane aperta e attiva grazie all'impegno di molti genitori. Ognuno di noi fa salti mortali per dedicare almeno un'ora ogni due settimane a questa attività che, fino ad allora, era definita delle "mamme bibliotecarie".

Perché??? Deve essere un veto all'ingresso dei papà bibliotecari? O si dà per scontato che ai papà non interessi dedicare un'ora alla scuola dei propri figli?

Fatto presente il mio malcontento, la dicitura fu subito cambiata e io e gli altri papà (sì, non sono l'unico) oggi facciamo orgogliosamente parte del gruppo dei genitori bibliotecari.

Arriva poi un altro momento, poche settimane fa. A causa di un mancato rinnovo del contratto di affitto, la scuola di Giovanni chiuderà (ne parleremo poi....) e subito si crea su WhatsApp un gruppo di genitori che cercano di sapere qualche cosa in più o anche di organizzarsi per il prossimo anno.

A tutti è chiaro che nel gruppo ci sono anche padri, ma le partecipanti all'odiosa chat telefonica continuano a rivolgersi agli altri con frasi come: "mamme, come vi comporterete per l'anno prossimo?" o "mamme, come farete per l'accompagnamento?" fino all'epica frase: "Ecco perché i nostri bimbi sono fantastici, perché siamo delle mamme fantastiche!". 

Care mamme fantastiche, date per scontato che i papà siano così inutili o inetti da non meritare nemmeno un briciolo di considerazione grammaticale? E se lo sono, come mai voi, così fantastiche, avete scelto di unirvi a loro e addirittura passare ai vostri figli qualcuno dei geni di cotanto orrendi figuri?

Sappiate che a noi padri, certo non a tutti, ma potrei farvi tonnellate di esempi anche di madri poco rappresentative del proverbiale spirito materno, interessa sapere cosa faranno i nostri figli. Anche noi ci preoccupiamo se hanno la febbre o il naso che cola, anche per noi è importante che frequentino la scuola giusta, siano sereni e riescano a passare del tempo di qualità assieme ai loro padri.

Madri e padri hanno ruoli diversi, ma complementari ed entrambi importanti. Cercate di pensarci la prossima volta che mandate un messaggio su WhatsApp.



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