Alfie e la necessità del rispetto

Né giudizi, né commenti, per favore, su una storia che, comunque, fa male.

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Andrea Polo

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Io non posso nemmeno immaginare il dolore e la disperazione di quei genitori, ma da padre capisco cosa li muova. È giusto? È sbagliato? Non lo so, ma di certo è comprensibile e se la disgrazia mi volesse al loro posto io farei lo stesso.

Poche cose mi straziano il cuore o mai lo hanno fatto come la storia di Alfie. Ho provato, codardamente ed egoisticamente, a chiudermi in una sorta di limbo; a mettere la testa sotto la sabbia per non vedere, fino a quando i miei occhi hanno incontrato un’immagine. Quella del padre che, sdraiato accanto a lui nel letto d’ospedale, lo accarezza mentre Alfie, come mille volte hanno fatto Marco e Giovanni con me, abbraccia il suo papà, mette una gamba sul suo fianco e con la manina gli accarezza il viso.

Una scena normale, che milioni di genitori hanno vissuto tante volte e che oggi mi fa male. Perché lo sto scrivendo? Non so nemmeno quello, forse solo per chiedere ai tanti che danno commenti o, soprattutto, giudizi, di astenersi e rispettare un bimbo e suo padre che si abbracciano su un letto d’ospedale.


Foto tratta dalla pagina Ospedale Pediatrico Bambino Gesù - Pagina Fan

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