I viaggi in auto, fra passato, presente e tante canzoni

Oggi come quando ero piccolo i viaggi in auto con mamma e papà sono bei momenti, ma da vivere in sicurezza

Famiglia in auto

Andrea Polo

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Ci sono alcune cose dell'infanzia che ti restano in mente, indelebili, anche quando diventi grande. Per me una di quelle sono i viaggi in macchina con i miei genitori e i miei fratelli. Vivendo a Cagliari, ed essendo in cinque, non era semplicissimo spostarsi per dei brevi viaggi, quindi quando si partiva lo si faceva con tutti i crismi. Mio padre collezionava quante più ferie possibili e, visto che si varcava il Tirreno, se ne approfittava per andare a salutare anche zii e cugini che vivevano "in continente". Fra le tante tappe obbligate non mancavano mai Osimo (cittadina meravigliosa a poca distanza da Ancona che ancora oggi considero un po' casa e dove abitava una sorella di mio padre) e Varese, dove invece si era insediato un ramo della mia famiglia.

Tutti quei chilometri avevano una costante, bisognava intrattenere i pargoli quanto più possibile e nei modi più ingegnosi, soprattutto quando miei fratelli si stufavano di avermi nel mezzo nel sedile posteriore e mi "sfrattavano" davanti, a sedere sulle gambe di mia mamma.

Erano molto poche le conoscenze sulla sicurezza stradale dell'epoca (a questo proposito, invece, vi segnalo una bella e importantissima app, “Vai sul sicuro”, appena lanciata e ricca di giochi e informazioni sia per i bimbi sia per i genitori, ottimo modo per onorare il mese della sicurezza stradale) e io viaggiavo per chilometri senza cinture, accoccolato su mia madre a giocare con lei e mio padre cercando di indovinare quale numero sarebbe apparso nel successivo cartello autostradale.

Gli anni sono passati, per fortuna sono arrivati i seggiolini auto e l'obbligo delle cinture di sicurezza e io, nel frattempo, sono passato sul sedile del guidatore. Miei suoceri abitano lontano e quando andiamo dai nonni dobbiamo anche noi inventare dei passatempi.

Quando Marco e Giovanni erano più piccoli abbiamo ceduto alle lusinghe dei DVD da auto, ma poi, anche grazie al fatto che causavano nausea al piccoletto, li abbiamo lasciati a casa e abbiamo iniziato a cantare e giocare.

Con precisione assoluta, dopo non più di 25 minuti dall'inizio del viaggio, dalle retrovie arriva la richiesta: "Papi, giochiamo a Na Na Na?" Ovvero, uno dei quattro, a turno canta, sostituendo le parole con il solo "Na, Na, Na" e gli altri cercano di capire quale sia la canzone; chi indovina propone il motivetto successivo.

Effetti collaterali del Na, Na, Na: profonde stonature e grasse risate.

Effetti indesiderati: ogni tanto l'ardore della gara fa passare inosservata l'uscita giusta dell'autostrada.

Effetti positivi: creazione di incredibili, indelebili, fantastici momenti familiari.



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