Un libro sul tram

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Mercedes Viola

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Oggi sono salita sul tram 10 verso piazza Gae Aulenti, da un lato c'erano una mamma con una figlia adolescente che condividevano lo stesso motivo di righe celesti e bianche ma su indumenti diversi, e l'altro lato ospitava soltanto un libro, un giallo per la precisione.

Si potrebbe pensare che qualcuno l'abbia dimenticato, io ho preferito credere (perché le credenze partono sempre da una scelta) che dietro ci fosse il bookcrossing, lo scambio dei libri, e che qualche lettore lo abbia adagiato lì rassicurandolo "stai tranquillo che tra poco arriverà un lettore che si prenderà cura di te". Cosicché mi ci sono seduta accanto, come a tenergli la mano nell'attesa.

Dopo un paio di fermate con il libro sdraiato accanto a me, è salita una donna, dai lineamenti e gli indumenti sembrava indiana. "Tenga, questo è suo?" mi dice porgendomi il libro è accomodandosi accanto a me, "non è mio" le dico, e propongo la mia tesi come certezza "l'ha lasciato qualcuno nell'attesa che qualcun altro, come me o come lei, lo legga, si chiama bookcrossing" col solo rischio che se qualcuno lo avesse davvero dimenticato e andasse a chiederlo alla sezione oggetti smarriti, non lo avrebbe ritrovato.

"A me piace leggere" mi dice la signora con un sorriso di denti bianchissimi.

"Che bello, allora lo prenda".

"Non sarebbe rubare, vero? Lo vuole lei?"

"Non è rubare, lo prenda tranquilla e lo legga, farà felice a lei e a chi lo ha lasciato" le dico.

"Grazie, e magari dopo lo lascerò anche io da qualche parte" .

Brava, signora, ha capito in pieno il senso della iniziativa.

È scesa due fermate dopo per prendere la metropolitana con il suo libro in mano, e come non capire la sensazione di chi ama leggere, si ritrova un libro sdraiato sul tram ad aspettarla e ha un viaggio di ritorno a casa per iniziare a leggerlo.

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