Nel palmo della mano

Un giorno il palmo della sua mano sosterrà, nel suo spazio vuoto, il loro volo, la loro vittoria.

La vita

Mercedes Viola

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Entrate pure che io sto qui, a perdere tempo, e lo faccio perdere agli altri. Ma non volevo. Entrate, entrate pure, adesso vi servono. L’avrei fatto io, anni fa. E mio padre prima di me, e mio nonno prima di tutti. Ora ci sono loro tre. A me hanno lasciato a casa, a riposare. Pensi. Una vita, a fare programmi per la pensione, una vita intera. E poi? Quando arriva la pensione non hai più forze né salute. Non voglio dire niente, eh. Loro fanno bene, e così che vanno le cose. Ma io ora sto lì a fare niente, o qui d’intralcio. Cosa cercavate? Le prugne sono buone, buonissime sono oggi le prugne. E’ una brutta cosa la vecchiaia, giovane signora, lo dicevano tutti. Ora lo dico io. Ma che ci dobbiamo fare? L’altra opzione non è mica bella. Morire giovane non è meglio che diventare vecchi. Che poi non mi fraintenda, non ce l’ho con gli anni, è che questo corpo non mi accompagna dove vorrei andare, non sa fare quello che sognavo io, quando sognavo la pensione. Brutta roba signora, mi creda. Che belle bambine. Vede, è il loro tempo, ora. Tutta la vita davanti. Avessi al meno loro, i nipoti, ma i ragazzi non hanno voluto rovinarsi, e così non si sono sposati. Mi perdoni, eh. Niente da dire. Ma loro non hanno voluto. E così ora…niente, non ho nipoti, e loro sono qua, e io come le dicevo. 

La giovane signora è tornata a casa, con le prugne e con le nipoti di nonni lontani, con le nipoti che altri nonni non hanno. E quella sera dopo cena ignorò le abitudini con urgenza. Via i pigiami, si rivestirono e portò le bambine a prendere un gelato, a camminare tra la gente, sentire la musica, a vedere la città sotto il cielo stellato. E le bambine erano felici e cantavano e ballavano, e a turni la prendevano per mano, anche se non ne hanno già bisogno. E la giovane signora pensò che un giorno il palmo della sua mano sosterrà, nel suo spazio vuoto, il loro volo, la loro vittoria.

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