E se andassi da un'astrologa?

Contro ogni stereotipo della strega, mi trovai davanti una maga findelmondana: bionda, bella e bellicosa. Senza peli sulla lingua

astrologia

Mercedes Viola

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Anni fa, mentre ero in Argentina e ancora combattevo con la laurea in psicologia, prenotai una consulta con un’astrologa, amica di un’amica con un ottimo curriculum di consigli karmici e predizioni azzeccate.

Vado a trovarla il giorno prima di tornare a Milano da Buenos Aires, sotto il sole rovente di gennaio, e contro ogni stereotipo della strega mi trovo davanti una bionda bella e bellicosa.

Senza preamboli guarda la mia carta astrale e mi dice scocciata, con l'aria disgustata di chi sente una puzza terribile: “La psicologa di che cosa vorrestii fare, che non hai acqua?”

Acqua? Ma che dice? Se la ritenzione idrica è il mio modus vivendi (secondo il Garzanti “Forma di intesa tra due o più parti, caratterizzata da reciproche concessioni” dove io concedo all'acqua tessuto cellulare e lei mi concede gonfiore) e se la sera mangio un pistacchio al mattino non chiudo le mani e non apro gli occhi?

…“E mercurio poi… hai mercurio ovunque”.

Ma quello è mortale, ho pensato ricordando il termometro di vetro con il quale mia madre ci misurava la febbre, guardando una riga di mercurio che non sono mai riuscita a vedere (e credo non abbia mai visto nessuno, considerando che ti appoggiavano comunque le labbra sulla fronte) ma che se, per tragica rottura scappava dal tubicino, secondo la mitologia findelmondana sarebbe rotolato ovunque a piccole palline color luna piena (invisibili) mortalmente tossiche.

La curiosità, però, fu più forte dell’antipatia, e così nuotando nell’acidità dell’astrologa come in un pantano di pongo, scoprii che in astrologia l’acqua è un elemento essenziale per lavorare con le persone; e che il mercurio, nelle case dove lo avevo io (perché l’astrologia ci viviseziona in case numerate, e io nei miei sogni ricorrenti sempre trasloco. Mh.), segnalava doti comunicative.

E allora se avessi proseguito con lo studiare psicologia, per via mercuriale non era il caso di diventare una silenziosa psicanalista come avevo scelto (per pura pigrizia): per via della mia siccità costituzionale avrei dovuto avere non più di un paziente al giorno altrimenti mi si sarebbe disidratata l’anima.

Dopo questi primi dati mi squadrò a gambe incrociate col mate in mano e aggiunse che, con quel culone che mi portavo dietro e le spalle rassegnate, non sarei comunque arrivata da nessuna parte; per cui prima di fare qualsiasi cosa dovevo salire sul tapis roulant e trovare una cinghia per legarmi le scapole all’indietro.

La fissai dritto negli occhi e immaginai di prenderla per i capelli dietro la nuca e spaccarle il naso contro la scrivania in un colpo secco. Immagine tipica di quando ti prendi troppo sul serio e ti offendi per qualsiasi stupidata, cosa sarà mai che ti dicano culona? C'è un premier europeo che dovrebbe spaccare nasi al mondo intero. Sorrisi, ringraziai, sborsai, salutai e me ne andai.

Posso dirvi col senno di poi che forse la sua lettura degli astri non era così male: all'astrologa, nonostante un mercurio dal ph molto acido, ancora oggi non mancano i clienti; e per quanto mi concerne negli anni successivi ho mollato psicologia, porto me e tutte le mie sporgenze ogni lunedì a ballare il tip tap e mi diverto molto, e le spalle vanno a momenti, ci sono giorni in cui prendo il mondo di petto e altri in cui mi guardo l'ombelico, ma tutto abbastanza consapevolmente. E scrivo, come sempre ma non più di nascosto.

Chissà. Forse andare da un’astrologa sia una cavolata, però se perdo il nord a me piace guardare le stelle, e credere che ci siano magie, forze e saperi che la nostra epoca, cosi palesemente poco intelligente, non sa più decifrare, ma che esistono e possono aiutarci a ritrovare la nostra strada in questa vita.

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