Con miei figli a guardar le stelle, e respirare gioia

Tre giorni in cui perdersi nei boschi non ci ha fatto paura, ma ci ha reso felici.

Festival Orme Fai della Paganella

Un momento delle improvvisazioni nel bosco durante il Festival Orme (ph. Giovanni Danieli) – Credits: Foto di Giovanni Danieli

Andrea Polo

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Beato te che vivi a Milano! Lì si che ci sono cose da fare; qui non c'è nulla. Quante volte ho sentito rivolgermi questa frase, e quante volte mi ci sono infuriato. Ho sempre ritenuto che desiderare quello che non si ha sia da sciocchi, soprattutto se non si fa nulla per ottenerlo e, anche, se lo si fa perchè non ci si rende conto di quanto si ha davanti agli occhi.

È un insegnamento che cerco di dare ogni giorno a Marco e Giovanni, ma questa volta sono riuscito a farglielo capire non solo perché hanno visto coi loro occhi, ma perché hanno vissuto con tutti se stessi.

Sapete già quanto io ami la montagna, soprattutto un piccolo, splendido paese che si chiama Fai della Paganella. Per chi di voi non ci fosse mai stato (che cosa aspettate??? Fate le valigie e mettetevi in viaggio!), si tratta di un piccolo comune in provincia di Trento, accoccolato fra l'altopiano della Paganella, il Brenta e il monte che lì chiamano Fausior.

958 metri sul livello del mare, una superficie complessiva di appena 12,13 chilometri quadrati e una grande forza: i suoi 905 abitanti.

Se pensate che siano pochi, non avete idea della potenza che può avere l'amore per la propria terra e la voglia di gridare perché tutto il mondo lo sappia.

Loro lo hanno fatto dal 14 al 16 settembre 2018 con Orme, il festival dei sentieri; un'idea che sulla carta a molti sembrava follia; molti che probabilmente non erano mai passati dalle parti di Fai.

72 ore incentrate sui boschi e sui sentieri che rendono Fai speciale; sulle mille cose che si possono fare in un bosco come recitare, camminare, scoprire, guardare le stelle, ascoltare la musica o, persino, ascoltare il silenzio.

Alla fine del loro primo venerdì del nuovo anno scolastico, Marco e Giovanni sono stati trasportati in questo mondo e per tre giorni non hanno mai smesso di imparare.

Arrivati quasi di buio, abbiamo cominciato con il camminare sotto le stelle nei boschi e, anche se lo avrebbero magari letto sui libri più avanti, qualcuno gli ha raccontato come funziona la luce delle stelle, come arrivi da noi vecchia di anni o, ancora, come si possa trovare la stella polare tendendo il braccio verso il cielo.

Erano rapiti, io li guardavo innamorato. Loro non dimenticheranno mai quella lezione, io mai i loro sorrisi.

Da quella notte fra le stelle ciascuno di noi quattro ha continuato a camminare, ascoltare, crescere, amare e sentirsi amato.

La musica dei fisarmonicisti ci ha fatto sognare, le improvvisazioni degli attori teatrali ci hanno fatto divertire, il pranzo su panche di legno tutte uguali, davanti alla chiesa mentre si aspettava che le mucche scendessero dal pascolo, ci ha regalato quel senso di gioia e di attesa che, forse, solo i bambini alla vigilia del Natale sanno provare.

Ad ogni passo era un saluto; tutta Fai ha fatto il suo pezzo. E chi se ne frega se è arrivato il doppio del pubblico previsto, i faiotti (di nascita o di adozione) si sono rimboccati le maniche e hanno accolto tutti.

Chi d'inverno conosciamo come maestra di sci, per Orme è stata la nostra guida nei boschi; chi abbiamo conosciuto ai gonfiabili del parco, in quei tre giorni magici di settembre si è rimboccata le maniche e ha servito centinaia di pasti alle centinaia di persone che sono arrivate a Fai, c'è chi ha fatto treccine e fiocchi per le tante bimbe che hanno accompagnato l'arrivo delle mucche, chi è passato dall'organizzare degustazioni di the fra i prati al friggere tonnellate di dolci. La lista è molto lunga e potrebbe continuare per ore.

Seduti al tavolo di legno, mentre aspettavamo anche noi le mucche che tornavano dal pascolo, ho guardato miei figli e gli ho detto: vedete ragazzi cosa hanno saputo organizzare grazie all'amore per la loro terra? E loro, quasi in coro, hanno annuito: sì papà, era proprio bello. Torniamo l'anno prossimo?

Sì ragazzi, torneremo. E voi continuate a guardare le stelle di notte e a perdervi nei boschi. Io mi perderò con voi e nei vostri occhi.

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