Beyoncè e la tazzina impertinente
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Beyoncè e la tazzina impertinente
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Beyoncè e la tazzina impertinente

La regina del pop ha denunciato un'azienda rea di aver prodotto una tazza che storpiava il suo nome

Lesa maestà. Guai a pronunciare il nome della "Regina" invano, specie se la sovrana in questione è "Queen Bey", la "Re Mida" della musica, quella Beyoncè che trasforma in oro tutto quel che luccica. Come tutte le regine di cuori che si rispettinoanche lei ha i suoi "Tagliatele la testa" come in Alice nel Paese delle Meraviglie.

E così il perentorio ordine è stato levato, per mano di avvocati agguerriti, penali milionario e denunce perentorie, nei confronti della ditta Etsy, rea di aver commercializzato una "tazza di fidanzamento" che portava il nome Feyoncè giocando con le parole e storpiando il nome di Beyoncè unito al sostantivo fiancè, cioè promessa sposa in inglese.


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Un gioco linguistico che non è piaciuto all'artista che ha chiesto, e ottenuto, di non produrre più l'impertinente gingillo che avrebbe fatto la gioia delle fidanzatine romantiche nel 2015. La Regina ha detto di no e tanto basta

Considerando la capacità della cantante di trasformarsi in brand e di far fruttare il proprio nome da ogni possibile punto di vista, la prossima mossa potrebbe essere quella di mettere lei stessa in commercio simili gadget, questa volta, però, dotati di autentico copyright.

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