Dagli auricolari ai traduttori, la tecnologia abbatte le barriere linguistiche
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Dagli auricolari ai traduttori, la tecnologia abbatte le barriere linguistiche

Dagli auricolari ai traduttori, la tecnologia abbatte le barriere linguistiche

I Pixel Buds di Google che traducono conversazioni in 40 lingue sono gli ultimi di una serie di dispositivi che facilitano i dialoghi tra persone che parlano idiomi diversi. Ecco quali sono

Ritrovarsi dall'altra parte del mondo può essere eccitante ma rivelarsi pure difficile, specie se non si conosce la destinazione e, ancor più, non si parla l'idioma locale. E se gli italiani sono da sempre popolari all'estero per farsi capire sfruttando l'arte dei gesti, interagire con gli altri adesso è molto più semplice e immediato grazie a una serie di prodotti tecnologici che eliminano la barriera linguistica. Tra software che sfruttano l'apprendimento automatico, traduttori portatili e applicazioni utilizzate su scala globale, sono tante le opportunità per girare il mondo, ma anche aiutare chi da straniero si ritrova nelle nostre città o ancora ci si trova alle prese con una chiamata o conferenza di lavoro tra colleghi di diverse nazioni, senza timori circa la possibilità di comunicare con gli altri.

Google Pixel Buds

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Gli auricolari di Google per traduzioni in tempo reale

La novità di settore che va ad ampliare le opzioni sopraelencate sono i Pixel Buds, gli auricolari di Google arrivati in Italia nei giorni scorsi dopo il debutto dello scorso novembre negli Stati Uniti. E, al di là della forma con cui si diversificano dai più noti competitor - modello in-ear dalle linee rotonde con archetto per adattarsi all'orecchio e niente bastoncini rispetto agli AirPods di Apple, alle Samsung Galaxy Buds+ e alle FreeBuds 3i di Huawei - e delle funzionalità utili come Trova il mio dispositivo, che in misura simile agli smartphone aiuta a ritrovare l'auricolare smarrito o rubato (qualora sia nelle vicinanze), come Suono adattivo che regola il volume in relazione alla rumorosità dell'ambiente circostante, e come l'accoppiata batteria-custodia che nel complesso assicurano circa 24 ore di autonomia, l'asso nella manica che marca la differenza con gli altri è proprio la traduzione che permette di ascoltare in tempo reale la pronuncia di frasi in 40 lingue diverse. Per sentire la traduzione del parlato dell'interlocutore attivando l'assistente virtuale con "Ok Google, aiutami a capire lo spagnolo" (o qualsiasi altro idioma supportato). Considerato il prezzo di 199 euro, la carta della traduzione può essere un plus importante per le vendite dei Pixel Buds.

Traduttori istantanei oltre Google

Strettamente legato agli auricolari di Big G è Google Translate, l'applicazione più utilizzata al mondo per ottenere la traduzione di parole, frasi, lettere e, in generale, qualsiasi tipo di testi con annessa pronuncia. Sulla scia di questa sono nate moltissime altre app per convertire in tempo reale linguaggi differenti nel proprio idioma, anche di altri colossi informatici come Microsoft Translator e, nel tempo, strumenti utili per specifiche funzioni o paesi. Waygo è l'app visiva ideale quando si viaggia in Asia, perché consente di comprendere cartelli stradali, avvisi, menu e informazioni scritti nei caratteri locali, quindi incomprensibili alla stragrande maggioranza: basta inquadrare con la fotocamera dello smartphone il testo per la traduzione istantanea dal giapponese, coreano e cinese all'inglese. E non serve neppure la connessione poiché l'app funziona offline. Altra app per viaggiatori è TripLingo, che alla traduzione aggiunge suggerimenti per muoversi in terra straniera e conoscere abitudini e costumi dei popoli locali. Si va da oltre duemila frasi utili per la quotidianità in ogni lingua allo slang e alla versione più formale, la cui pronuncia è proposta a velocità normale o rallentata e c'è pure l'opzione interprete in carne e ossa, che può arrivare in soccorso dopo aver premuto un tasto e atteso circa 30 secondi (senza addebiti) per questioni delicate come una denuncia alla polizia locale.

I traduttori portatili per farsi capire ovunque

Quelle finora elencate sono soluzioni efficaci a portata di smartphone e, in termini di immediatezza, vengono superate solo dai traduttori portatili, strumenti che nascono appunto per consentire il dialogo tra chi parla idiomi diversi. In vacanza come in viaggio di lavoro, in Estremo Oriente come in Sud America o in Africa, non ci sono limiti alle capacità di questi apparecchi nel fornire la risposta giusta al momento giusto. Tra i modelli più gettonati c'è Travis, capace di supportare più di 100 lingue e funzionare in WiFi, con rete 4G e offline, arrivando a svelare i significati di vari dialetti e gerghi. Altro nome noto è Pocketalk, disponibile nelle versione S e W: la prima fa da traduttore simultaneo bidirezionale per la comprensione di conversazioni orali in più di 70 linguaggi e di testi scritti (è dotato di fotocamera per riconoscerli) in 55 idiomi, offrendo una buona efficacia anche in ambienti rumorosi, la seconda invece conta su un display touchscreen a colori da 2,4 pollici, comprende anche termini tecnici e grazie alle Sim copre 130 nazioni con due anni di traffico dati. Uno dei più efficaci è pure Vasco Mini 2, che supporta più di 50 lingue e conta su uno schermo touch e due soli pulsanti, mentre il microfono integrato consente di eliminare rumori e suoni dell'ambiente circostante che migliora il livello di riconoscimento delle frasi pronunciate.


Le cuffie per le traduzioni in oltre 100 lingue

Unico nella forma anche per emergere dalla massa è Nimrod, cuffie a conduzione ossea che servono non per ascoltare la musica, bensì per comprendere parlato e scritto in 103 lingue. E le particolarità non sono finite, poiché sono cuffie ma non si indossano sul padiglione dell'orecchio ma nel punto d'incontri di mandibola e mascella. Elementari nell'utilizzo, perché è sufficiente scegliere la lingua desiderata e premere il pulsante per avviare la traduzione della conversazione al vicino, oppure comprendere il testo di avvisi pubblici sui mezzi di trasporto e quelli che si incontrano spostandosi in terra straniera.

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