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Politica

Noi stiamo con gli imprenditori

L'editoriale del direttore, in risposta alla lettera di una lettrice.

Buongiorno direttore,

sono un'imprenditrice, produttrice di vino in Maremma. Gestisco una piccola azienda con tre collaboratori, ormai da dieci anni. Sono sempre stata un'ottimista e, nonostante le infinite difficoltà del fare impresa in Italia, sono sempre stata convinta che con la voglia e la passione si possa superare qualunque ostacolo. Di fronte a quel che vedo, però, credo che stavolta sarà impossibile. E che ormai per me sia finita. Ci indigniamo perché la Germania ha stanziato 550 miliardi per l'emergenza. La povera Italia, appena poche decine. Mi pare evidente che gli aiuti messi in campo dal governo siano insufficienti a garantire la riapertura di un'azienda come la mia. Sono più di 20 giorni che non riceviamo ordini, senza i quali non abbiamo liquidità per gli stipendi e per fare la spesa. A poco serve rinviare il pagamento delle tasse. Quali tasse? Se non vendo non incasso e quindi le tasse comunque non le posso pagare. Perché siamo arrivati a questo punto, avendo la possibilità di seguire l'esempio cinese alla lettera? Perché l'Italia non è stata blindata fin dal 23 febbraio, ma si è pensato di isolare solo gli abitanti di Codogno? E solo dopo, arrivati al tracollo, si è aggiustato il tiro? Migliaia di morti nel nostro Paese e nel mondo sono un numero enorme. Ora ci seguono gli altri Stati europei e l'America, che sono partiti con 20 giorni di ritardo nel bloccare tutte le attività. Hanno governanti MIOPI come i nostri. Osservo quello che accade attonita, rattristata e arrabbiata. Consapevole del fatto che sono parte del popolo che non conta niente.

Laura Santamaria

Scansano, 15 marzo 2020

Inchieste

Ritratto inedito del nostro DNA

Uno studio unico nel suo genere ricostruisce l'identikit genetico della popolazione italiana attraverso migliaia di anni. E spiega perché gli abitanti del Nord sono diversi da quelli del Sud. In salute e in malattia.
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Inchieste

La Francia fuori controllo

Gli scontri scatenati a Digione da ceceni e maghrebini è l'ennesimo episodio della violenza che percorre il Paese: dall'Isis ai gilet gialli, dagli antisemiti all'estrema sinistra. Un caos che certifica la debolezza di Emmanuel Macron.

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