iStock
True
Inchieste

Prima mamme surrogate, ora anche baby sitter

True

Il lockdown ha bloccato «le consegne» tra i diversi Paesi per i bimbi nati da utero in affitto. Questi, se non vengono lasciati con le madri naturali, vengono affidati ad altre donne estranee che si occuperanno di loro fino alla riapertura delle frontiere. In ogni caso, con un business da migliaia di dollari al mese.

All'interno la storia di una surrogata ai tempi del Covid-19 e la testimonianza video di una surro-manager.

Inchieste

Il medico di famiglia muore di Covid? Non è un «infortunio sul lavoro»


Risultato: l'assicurazione non paga i danni. Così i 171 decessi della categoria non hanno ricevuto finora alcun indennizzo

Dopo i tanti lutti e le sofferenze, il Covid-19 comincia a provocare alcuni effetti scandalosi. Il primo riguarda i medici di famiglia che si sono ammalati di coronavirus: diversamente da quanto sta accadendo ai loro colleghi assunti nella sanità pubblica o privata, non saranno indennizzati per i danni subiti.

Alle famiglie dei 171 medici di famiglia uccisi dal Covid-19, come a quelle dei 14 farmacisti deceduti, non sta arrivando alcun indennizzo, anche se per anni hanno pagato un'assicurazione. Una controversa interpretazione giuridico-legale, infatti, sta facendo sì che molte compagnie non riconoscano l'infezione da Covid-19 come «infortunio sul lavoro».

La questione si racchiude in queste regole. L'Inail, Istituto nazionale per gli infortuni sul lavoro, copre dal ponto di vista assicurativo le figure professionali come il medico, il dentista, l'infermiere che, in base a regolare contratto, lavorano in una struttura sanitaria pubblica o privata e che si siano ammalate perché contagiate da un paziente: solo in questo caso si può contare sulla copertura assicurativa dell'Inail, perché quanto è accaduto è un «infortunio sul lavoro». Tutti gli altri, no.

Per esempio i medici di famiglia. Che svolgono un servizio pubblico in convenzione con il Servizio sanitario nazionale, che li retribuisce proprio per visitare i pazienti. Se vengono contagiati, viene ovvio pensare che anche questo sia un tipico «infortunio sul lavoro». E invece nel loro caso, contrariamente a quanto fa l'Inail, le compagnie assicurative private escludono che un contagio possa considerarsi un infortunio e quindi non coprono i danni. Lo fanno esclusivamente se l'assicurato ha stipulato una polizza specifica contro le malattie.

«Scriveva Giuseppe Ungaretti che "i morti non fanno rumore, non fanno più rumore del crescere dell'erba» commenta Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici, «eppure i nomi dei nostri 171 colleghi, pubblicati sul nostro sito, fanno un rumore assordante. Così come fa rumore il numero degli operatori sanitari contagiati, che costituiscono ormai il 10% del totale».

Alla ricerca di una soluzione, l'Inail ha creato un gruppo di lavoro per studiare come estendere le sue tutele ai medici liberi professionisti. Anche le assicurazioni stanno cercando «una soluzione.

True
Costume

Angeli nati nella pandemia

Giuliano Macca crea figure che sembrano muoversi tra le nuvole, corpi innocenti dagli sguardi colpevoli, perché la vera bellezza è tremenda... E sono state dipinte nei mesi della nostra «reclusione».

True