Friuli Venezia Giulia si prepara ad una estate 2020 a misura di distanziamento sociale
Monte Lussari Tarvisiano (Ufficio Stampa turismo FVG)
Friuli Venezia Giulia si prepara ad una estate 2020 a misura di distanziamento sociale
Italia

Friuli Venezia Giulia si prepara ad una estate 2020 a misura di distanziamento sociale

Piccoli borghi, alberghi diffusi, montagne e colline con itinerari e sentieri per lo più sconosciuti alla massa. Ecco perché dalle parti di Trieste si respira un moderato ottimismo

Tutte le Regioni d'Italia sono in attesa delle disposizioni del Governo per sapere come gestire spiagge ed alberghi, insomma, sapere se e come gestire la difficilissima Estate 2020 all'epoca del coronavirus. Regioni dove regna per lo più la preoccupazione per quello che potrebbe (non) essere. Dappertutto, non in Friuli Venezia Giulia. Sia chiaro. Non si tratta di sottovalutazione dello stato delle cose o tantomeno "leggerezza" personale e delle istituzioni. Niente panico infatti a Trieste e dintorni è un po' un atteggiamento della sua gente e soprattutto una considerazione fatta a mente fredda ragionando su quella che è l'offerta turistica della regione.

Grado, Mandracchio (Ufficio Stampa turismo FVG)

Il Friuli infatti non è spiagge enormi, mega alberghi, posti superaffollati con gente ammassata in gran numero per poche settimane l'anno. Il Friuli è piccolo borghi nascosti, è alberghi diffusi (di altissima qualità), è mare quasi riservato, e montagna tutta da scoprire. Insomma: l'offerta turistica del Friuli già per sua costituzione è quanto di più vicino ci sia in Italia al concetto di "distanziamento sociale" che sarà una regola di vita per tutto il 2020.

"Siamo pronti a recepire le indicazioni del Governo - ci spiega Lucio Gomiero, direttore generale di PromoTurismoFVG Group - ma stiamo lavorando da settimane per poter comunque partire con la stagione estiva che sarà diversa da quella degli anni passati, ma non sarà stravolta. Il Friuli infatti è terra di borghi e luoghi nascosti, naturalmente non troppo frequentati. E' terra di città dove è difficile trovare assembramenti e che fornisce strutture alberghiere diverse dal consueto "mega albergo". Ci sono residence, alberghi diffusi, una grossa fetta di case in affitto. Luoghi dove la gestione dei clienti sarà all'insegna della massima sicurezza".

L'intero progetto legato al Turismo ha una denominazione, Reload, ricaricarsi, ripartire. Parola che vale sia per gli operatori che per i turisti. I primi stanno cercando di pensare a cosa offrire in più ed in meglio ai loro clienti. I turisti invece troveranno quei luoghi e quella tranquillità dove rigenerarsi dopo le tensioni della quarantena. "Ma la cosa principale in questo periodo - continua Gomiero - è rimanere in contatto, anzi, farci sentire sempre più vicini e presenti chi è già stato nella nostra regione e con chi la sta valutando come meta per le prossime vacanze. Contatti via social, con le newsletter e attraverso i classici canali della comunicazione. Farsi vedere presenti è un segnale di affetto, di speranza e di sicurezza. E' un modo per dire che noi ci siamo e che saremo pronti per accoglierli e far vivere loro una vera vacanza".

Ed i primi risultati di questo progetto si stanno già vedendo con il buon numero di prenotazioni già ricevute soprattutto in Carnia per i mesi di agosto e settembre, che confermano come la montagna sia meta privilegiata dai turisti per il 2020. Altro punto di forza da sempre del Friuli è la sua ricchezza enogastronomici che di certo non sarà persa e nemmeno ridotta dalla pandemia. Questo soprattutto grazie al turismo di prossimità non solo nazionale, agli eventi legati al food da svolgersi all'aperto, alle visite nelle cantine con presenze ridete nei numeri ma in totale sicurezza. Una riflessione a parte poi la meritano le spiagge: Grado, Lignano Sabbiadoro, solo per citare due delle località più conosciute, sono in attesa di sapere quali saranno le disposizioni del Governo per l'apertura degli stabilimenti ma non vogliono farsi trovare impreparate.

Martin Manera è il presidente del Consorzio Lignano Holiday, il più grande gruppo coordinato privato di strutture ricettive di Lignano Sabbiadoro, tra le più rinomate località balneari dell'Adriatico, in Friuli Venezia Giulia, e uno dei membri del Tavolo di concertazione degli investimenti dell'imposta di soggiorno, attraverso il quale copartecipa alla pianificazione delle iniziative di promozione della località.

Qual era in termini di percentuali il trend del turismo a Lignano Sabbiadoro in questo inizio di 2020? Che servizio state offrendo ai turisti che avevano già fatto delle prenotazioni per supportarli?

«A febbraio 2020 il trend prospettava una stagione in linea con i risultati degli ultimi due anni. Buona parte delle prenotazioni per l'estate era effettuata con largo anticipo da clientela affezionata alla nostra località, sia italiana che straniera. L'avvento dell'emergenza Covid-19 ha determinato un grave danno nell'immediato rispetto alle attività di inizio primavera legate ad eventi, manifestazioni sportive e gruppi in transito. Durante il mese di marzo, perdurando un'importante incertezza sull'andamento dell'emergenza e delle misure restrittive correlate, si è presentato il problema della gestione delle prenotazioni già confermate, in particolar modo per quelle primaverili e di inizio estate. Come Consorzio e in cooperazione con FederalberghiFVG e PromoTurismoFVG, l'ente di promozione e gestione del turismo in FVG, ci siamo mossi immediatamente e alla luce delle normative introdotte dal governo, abbiamo consigliato ai nostri soci di riproteggere in altro periodo le prenotazioni o di incoraggiare l'utilizzo del voucher in sostituzione della restituzione della caparra, aggiungendo un bonus al cliente ed estendendo la validità del voucher anche al 2021».

Si potrà andare in spiaggia quest'estate? Come si stanno attrezzando gli stabilimenti balneari?

«Noi stiamo lavorando all'ipotesi di aprire. Sono a buon punto i lavori di sistemazione dell'arenile, che hanno richiesto alcune settimane per essere portati a termine. Poi ci sarà la sistemazione di ombrelloni e servizi accessori. Su questo tema il confronto tra i vari concessionari e le istituzioni locali e regionali è strettissimo, al fine di trovare protocolli e linee guida chiare e condivise in tutte le località. Il distanziamento degli ombrelloni è solo uno dei tanti aspetti da considerare in un servizio. Questa potrebbe essere l'occasione giusta per innovare il prodotto spiaggia, rendendola compatibile e fruibile con i vincoli sanitari che saranno imposti, aumentando il livello del servizio, rinnovando l'offerta, per rendere attrattiva la destinazione FVG. Lavoreremo per sviluppare e ampliare l'utilizzo del digitale nelle prenotazioni e nel controllo e monitoraggio dei flussi, offrire più servizi al cliente direttamente sotto l'ombrellone».

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