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In viaggio sul divano: come vedere il mondo stando in casa

I ragazzi della «Boom factory» Sto gran tour hanno avviato un progetto che ci trasforma in turisti, senza lasciare le quattro musa di casa.

Un gruppo di giovani documentaristi, film-maker, digitale marketer, organizzatori di eventi, creativi e guide specializzate ha dato vita a «Sto gran tour», la realtà perfetta per tutti gli appassionati di viaggi in giro per il mondo. In questi giorni, in cui siamo tutti confinati tra le mura domestiche hanno deciso di dare vita a una nuova iniziativa chiamata «In viaggio sul divano», per raccontarci luoghi inesplorati senza abbandonare il proprio salotto. Ne abbiamo parlato con Erica Rossi, co-founder di questa azienda nonché esperta di marketing e comunicazione. La sua passione per i viaggi è evidente dalla frase con cui decide di presentarsi sul sito di Sto gran tour: «In questi anni sto leggendo un libro bellissimo, che spero non finisca mai: il mio passaporto».

Come è nato «Sto gran tour» e di cosa vi occupate?

«Sto gran tour è la prima "travel boom factory" italiana, una realtà che unisce tutte le caratteristiche di una casa di produzione cinematografica e agenzia creativa alle attività di tour operator. Si tratta di un laboratori nel quale la combinazione tra creatività, viaggi e contenuti multimediali dà vita a una formula di turismo innovativo e del tutto rinnovato. Partendo dai nostri progetti di viaggio e dalle spedizioni, creiamo video racconti e documentari con toni freschi, divertenti e irriverenti per grandi emittenti televisive e per le migliori piattaforme web. Insieme al nostro collega Ludovico de Maistre curiamo da cinque anni una rubrica di viaggio in onda la domenica su Rai 3. Si crea così un circolo perfetto che parte dallo schermo e atterra nella realtà, nel quale l'utente da spettatore diventa anche lui protagonista. Chiunque lo desideri potrà infatti partire con Sto gran tour per davvero, e vivere le stesse indimenticabili avventure guardate in tv o sul web: entrare a far parte di equipaggi, guidare mezzi di trasporto, campeggiare nei deserti e prendere decisioni sul percorso da seguire. Quindi di fatto, siamo una "factory" che dà la possibilità all'utente di trasformarsi da semplice "follower" in vero attore del proprio tempo e della propria storia».

Come nasce il progetto «In viaggio sul divano»?

«Viaggio sul Divano è un format che nasce da un'esigenza: continuare a far viaggiare le persone anche in un momento così difficile, restando a casa. Abbiamo pensato che il mezzo di trasporto ideale per "evadere" dalle quattro mura domestiche e continuare a sognare potesse essere il divano. E quindi ecco che in modo gratuito, con l'aiuto della tecnologia, si riesce a girare per il mondo».

Che funziona?

«I partecipanti del viaggio sono ragazzi da tutta Italia che da remoto, sul loro divano, iniziano un vero e proprio viaggio in giro per il mondo online, seguendo un vero programma. Ogni giorno si ha accesso a una piattaforma video con all'interno un sacco di contenuti sul paese del giorno da visitare. Man mano che "si viaggia", si sbloccano i video delle diverse giornate. La cosa interessante poi, è che tutti i giorni facciamo un appuntamento live con tutti i viaggiatori sul divano, con un ospite al giorno da intervistare e contenuti da condividere. L'appuntamento è importante perché come veri compagni di viaggio, ci si ritrova poi tutti in video per conoscerci e chiacchierare. La diretta non viene fatta sui social, perché molto dispersiva, ma su Zoom, un tool che permette a tutti di usare la webcam e vederci in viso. Sul nostro divano abbiamo avuto: Angelo Pittro (direttore Lonely Planet), Alex Beltrani (direttore Panini), Ludovico de Maistre (documentarista Kilimangiaro), gli Eugenio in Via di Gioia con i quali abbiamo fatto il karaoke più grande d'Italia sul divano. E ancora Luca Bracali (fotografo di viaggio), Alex Bellini (esploratore italiano) e tanti altri sono in arrivo.

Cosa pensate del progetto di «solidarietà digitale» avviato dal Governo?

«Pensiamo che solidarietà digitale rappresenti appieno l'essenza vera e propria di ciò che si intende per potenziale digital: la condivisione. È bello vedere che in un momento così difficile, così complicato e diciamolo, così surreale, si sia deciso di creare un portale dove poter mettere a disposizione servizi gratuiti per le persone».

Quale itinerario state seguendo in questi giorni?

«Partiamo dall'Islanda e ci spostiamo in Malawi. Poi proseguiamo spostandoci in Giappone e in Borneo. Dal Borneo voliamo in Sri Lanka e in Etiopia per poi andare il quarto giorno a fare un safari in Namibia. Finito il safari andiamo in Marocco e in Nuova Zelanda, e poi ancora Mongolia, Tibet per finire l'ultimo giorno in Senegal e Birmania. Un bel viaggione insomma».

Quali sono i progetti della Boom factory una volta conclusasi l'emergenza?

«Siamo giovani, amiamo il nostro lavoro e di conseguenza il mondo. Siamo conviti che #andràtuttobene e non appena la situazione si sbloccherà e tutto tornerà alla normalità, torneremo a viaggiare, magari ripartendo proprio dall'Italia. Abbiamo in mente un bel progetto sul nostro territorio. Sappiamo che il settore turistico avrà bisogno che i viaggiatori diano la precedenza alle meraviglie del nostro paese. E così faremo».

L'itinerario

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Hot air balloons in Bagan, Myanmar
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