Costantino Caramagno
Viaggi

Cosa vedere a Philadelphia, la città dell'amore fraterno

La scalinata di Rocky, con relativa statua, City Hall, i musei, i vicoli. Viaggio nella "città dell'amore fraterno" meta trendy del turismo 2020

Philadelphia, la città dell'amore fraterno, "the city of brotherly love" come viene chiamata dagli americani, emana fascino allo stato puro. Fondata nel 1862 da William Penn -che le diede un nome greco, da philos (amore) e adelphos (fratello)- destinazione non scontata, sesta città più importante degli Stati Uniti, è spesso trascurata dai viaggi organizzati in partenza dall'Italia. Niente di più sbagliato: Philly, la prima capitale del Paese, i suoi 1.580.000 abitanti è una metropoli sorprendente, che sa essere profondamente americana e moderna senza rinunciare a un fascino vintage, squisitamente europeo. Il National Geographic l'ha inserita nella lista delle 25 destinazioni mondiali da visitare nel 2020: l'unica degli USA assieme all'area del Grand Canyon National Park.Sorge sulla sponda del fiume Delaware: proprio quello attraversato da George Washington durante la guerra d'indipendenza americana e immortalato nel famosissimo quadro di Emanuel Leutze esposto al Metropolitan Museum di New York.

Philadelphia

Costantino Caramagno


Come raggiungerla

Non ci sono voli diretti dall'Italia per Philadelphia: poco male, perché dalla Penn Station di New York partono quasi ogni ora i comodissimi treni Amtrak. Il tragitto dura un'ora e venti minuti, ed è un piacevole "viaggio nel viaggio": scorre tra il New Jersey e la Pennsylvania (stato di cui Philadelphia è la città principale) attraversando i territori di Newark, Trenton e Princeton. Se si affronta il viaggio in autunno, come ho fatto io, si potrà godere del foliage stando comodamente seduti sui comodissimi vagoni della compagnia statunitense per eccellenza.Per visitare solo gli highlight della città, se siete buoni camminatori bastano anche solo due giorni (ma se ne avete a disposizione tre, tanto meglio), è quindi una buona opzione per chi programma un viaggio a New York ma vuole approfittarne per visitare una seconda città della East Coast, totalmente diversa dalla Grande Mela.

Cosa vedere a Philadelphia

Uno dei simboli della città è senza dubbio il "Philadelphia Museum of Art", che con quasi 230.000 opere custodite al suo interno e 800.000 visitatori all'anno, è uno dei musei più importanti degli Stati Uniti, nonché la prima tappa per qualsiasi gita a Philly: si trova in fondo alla Benjamin Franklin Parkway, e a piedi dalla Street Station potete raggiungerlo in poco più di mezz'ora. Apriamo una parentesi cinematografica: il museo è famosissimo in tutto il mondo –anche- per via della "scalinata di Rocky". La saga interpretata da Sylvester Stallone, infatti, è ambientata a Philadelphia, e nella finzione il pugile concludeva sempre le sue corse di allenamento davanti al museo. Gli americani, ovviamente, ne hanno fatto un'attrazione anche da questo punto di vista: ai piedi della scalinata troviamo infatti la statua di Rocky, e in cima ci sono anche… le impronte, sulle quali i turisti non mancano mai di mettersi in posa. Naturalmente –come si può vedere anche nella sigla finale del sesto episodio della saga, "Rocky Balboa"- il luogo è meta di incessanti pellegrinaggi di appassionati di Stallone e dei suoi film. Quando sono andata io, una domenica mattina di ottobre, decine e decine di persone, addirittura vestite con la tuta simile a quella del pugile simulavano la sua corsa sui gradini e l'esultanza finale. Insomma, fermandosi un po' a osservare la scena si potrà assistere a un piccolo trattato di sociologia filmica, molto divertente: non farsi contagiare sarà molto difficile. E sempre per restare in tema televisivo, ma un po' più contemporaneo, è bene ricordare che su questa scalinata sono girate anche alcune scene della bellissima serie tv NBC "This is us", creata da Dan Fogelman e vincitrice di Emmy e Golden Globe: è proprio a Philadelphia, infatti, che si trasferisce la famiglia di Randall Pearson, uno dei protagonisti della serie.

L'arte del "Philadelphia Museum of Art"

Ma una volta entrati al museo, bando ai ricordi su film e serie tv: il Philadelphia Museum of Art custodisce innumerevoli capolavori che coprono duemila anni di storia dell'umanità. Per visitarlo non basterebbe una settimana, ma se avete poco tempo potete seguire un itinerario "semplificato" e dirigervi subito, appena entrati, verso il secondo piano e precisamente verso l'ala dedicata agli Impressionisti- Qui, se avrete avuto l'accortezza di arrivare proprio all'apertura, potrete ritrovarvi soli, nel completo silenzio, circondati dai capolavori di Monet, Cezanne, Degas, Renoir, Matisse; un'esperienza davvero toccante. Ma non di solo Impressionismo vive questo straordinario museo: notevolissima è anche la parte dedicata all'arte italiana, con capolavori del beato Angelico, del Ghirlandaio e del Botticelli e a quella fiamminga. Oltre a vaste sale stracolme di pregiate porcellane cinesi, coreane e giapponesi.Imperdibile, poi, la foto-ricordo con la statua di Diana di Augustus Saint-Gaudens, simbolo del museo, in cima alla scalinata della "Great Stair Hall": è il museo stesso a consigliarvi il selfie, addirittura nel sito ufficiale. La statua è rivestita con 54 metri quadri di foglia d'oro e prima di essere acquistata dal "Philadelphia museum", nel 1932, adornava l'edificio del Madison Square Garden di New York.

City Hall, serie tv e ancora film

Una volta usciti dal museo, è ora di incamminarsi verso il centro pulsante della città. Philadelphia è una città relativamente piccola, e può essere tranquillamente girata a piedi, anche per non rischiare di perdere scorci preziosi. Lungo la strada verso il centro, dunque, si può fare una sosta ristoratrice nella bella Logan Square: qui potrete ammirare la Swann Memorial Fountain, in art decò, dove gli abitanti di Philly, in estate, fanno addirittura il bagno e da dove si intravede già la torre-campanile del City Hall, il municipio della città. E qui urge assolutamente un'altra divagazione su film e serie tv: l'edificio, infatti, oltre ad apparire in numerosissime scene della pluripremiata serie Fox "Le regole del delitto perfetto" nata dalla penna di Shonda Rhimes e interpretata da Viola Davis, è anche una delle principali location del capolavoro di Jonathan Demme: il film "Philadelphia", che nel 1994 valse a Tom Hanks l'Oscar come miglior attore e a Bruce Springsteen quello per la miglior colonna sonora originale, "Street of Philadelphia".La "City Hall", nella finzione cinematografica, è sede del tribunale della città: qui Tom Hanks e Denzel Washington si incontrano per la prima volta –come avvocati rivali- e sempre qui si svolgeranno le scene più commoventi, quelle del processo durante il quale si ripercorrono le tappe delle malattia che ha colpito Andrew Beckett/Tom Hanks, l'AIDS, che in questo film diventa per la prima volta argomento mainstream cinematografico. La "City-Hall", costruita tra il 1871 e il 1901, nelle intenzioni dei progettisti doveva essere, con i suoi 167 metri, l'edificio più alto del mondo: peccato che già durante la costruzione venne superata dalla Tour Eiffel e dalla Mole Antonelliana. È comunque, ancora oggi, un ottimo esempio di costruzione in "stile napoleonico". Anche qui, c'è una location fotografica imprescindibile: la scultura rossa "LOVE", un arco sotto il quale si mettono in posa tutti gli innamorati (e non) di passaggio in città, per poi magari condividerla su Instagram.

Indipendent National Historical park e Old City

Il parco nazionale di Philadelphia è chiamato "il chilometro quadrato più storico d'America": qui si respira davvero il passato degli Stati Uniti, perché è proprio nella "Independence Hall", costruzione in mattoni rossi in stile georgiano patrimonio dell'Unesco, che sono state discusse e ratificate la Dichiarazione di indipendenza e la Costituzione degli Stati Uniti, alla fine del XVIII secolo. Di fronte alla Independence Hall è esposta la famosissima campana chiamata "Liberty bell", il cui suono, il 4 luglio del 1776 radunò i cittadini di Philadelphia per la lettura della dichiarazione di indipendenza.Nell'Indipendence Visitor Center, sempre all'interno del parco, è possibile acquistare souvenir della città per tutti i gusti e tutte le tasche.Dal parco, si può comodamente raggiungere a piedi la vera e propria Old City, e soprattutto la famosissima Elfreth's Alley, considerata la più antica via degli USA, nonché una delle più iconiche e affascinanti. Ma prima, urge una sosta nel piccolo cimitero "Christ Church Burial Ground" ( ci passerete proprio davanti, imboccando Arch street subito dopo essere usciti dal Visitor centre) dove è sepolto Benjamin Franklin: e se avrete la stessa fortuna del fotografo che mi accompagnava durante il viaggio, potrete avvistare meravigliosi rapaci poggiati sulle tombe. Giunti a Elfreth's Alley, lasciatevi rapire dalla storia: queste 32 case in mattoni rossi, costruite tra il 1728 e il 1836, sono un vero e proprio viaggio nel tempo. Girando tra i cortili che si affacciano sulle strada ricoperta di ciottoli respirerete l'atmosfera dell'America dei film. Quasi impossibile visitarla senza trovare comitive di gitanti e sposi che scattano le foto di rito. Ma nonostante l'afflusso turistico, la magia di questa strada rimane intatta.

Il "Philly Cheesesteak"

E un ultima cosa: se non avete paura delle esperienze culinarie molto ardite, non lasciate Philadelphia senza aver assaggiato la specialità per eccellenza: il Philly Cheesesteak, panino inventato negli anni Venti dall'italo americano Pat Olivieri e assurto subito a simbolo dello street food della città. A base di carne rib-eye, cipolla, peperoni, funghi, spezie varie e formaggio, è una bomba di calorie e di sapore: non vi dimenticherete facilmente, né di lui né di Philadelphia.


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