Tecnologia

Uninettuno prepara i giovani ai lavori del futuro

L'Università telematica fondata da Maria Amata Garito utilizza un metodo di lavoro completamente nuovo che sfrutta le ultime tecnologie. Il rettore: «Nel nostro Ateneo l'apprendimento passa da passivo a collaborativo».

All'alba dell'emergenza scaturita dalla diffusione del coronavirus, leggere il libro di Maria Amata Garito, L'Università nel XXI secolo - pubblicato nel 2015 - ha un che di profetico. Già cinque anni fa, quando fare fronte a una pandemia sembrava impensabile, il rettore di Uninettuno individuava una nuova strada per far evolvere gli atenei tradizionali che devono rispondere ai bisogni della nostra società, globale e interconnessa.

Oggi, l'Università telematica internazionale Uninettuno è un polo globale della didattica a distanza che in 15 anni è riuscito a democratizzare l'accesso al sapere nel mondo. Non è certo un caso se Uninettuno è l'unico ateneo telematico italiano ad aver superato a pieni voti la valutazione Anvur (Agenzia per la valutazione del sistema universitario e della ricerca, ndr) e se figura nella top ten delle migliori Università online europee, al fianco dell'Università di Oxford e di Lovanio in Belgio. Abbiamo parlato con il rettore Maria Amata Garito, per farci raccontare il metodo psico-pedagogico da lei ideato e che distingue Uninettuno da altre Università telematiche sparse intorno al mondo.


Maria Amata Garito


Come nasce il progetto Uninettuno?

«L'Ateneo nasce grazie a un consorzio di 43 università italiane e straniere, in seguito al successo del progetto MedNet'U (Mediterranean Network of Universities, ndr). Il nostro obiettivo era quello di creare un nuovo metodo di lavoro che sfruttasse le tecnologie del futuro e permettesse un'interazione dello studente nella ricerca del sapere. Tutto questo per modificare la concezione stessa di università, che da prova difficile da affrontare diventa così fonte di ricchezza».

Come si svolge il processo di insegnamento e apprendimento?

«Avviene tutto online, attraverso il nostro portale, un cyberspazio didattico in grado di veicolare direttamente sulla scrivania dello studente videolezioni, prodotti multimediali, banche dati, esercitazioni, sistemi di valutazione e di autovalutazione, tutoring online, forum, classi interattive, wiki tematici. Uninettuno ha attuato il passaggio dalla centralità del docente alla centralità dello studente, dalla trasmissione della conoscenza alla costruzione della conoscenza, da un apprendimento passivo e competitivo a un apprendimento attivo e collaborativo. Attraverso il nostro forum e le classi interattive, lo studente diventa “costruttore di conoscenza" e impara a ricercare la verità in un ambiente dove la flessibilità d'accesso è al primo posto».

Ci può offrire qualche numero riguardante l'Ateneo?

«Per iniziare, direi che Uninettuno è presente in 170 paesi diversi. Vi lavorano oltre 1000professori e ricercatori dalle migliori Università del mondo che ogni giorno producono e inseriscono contenuti formativi in continuo aggiornamento. Attualmente contiamo dieci milioni di documenti didattici prodotti in diverse lingue, insieme a 60.000 ore di videolezioni e contenuti multimediali. La nostra struttura reticolare si basa su 114 poli tecnologici distribuiti in tutto il mondo e 200 sedi d'esame istituite presso Ambasciate italiane, Istituti italiani di cultura e Università di diversi paesi. Ad oggi, contiamo 28.000 studenti iscritti ai nostri corsi di laurea, master e dottorati di ricerca. Tutto questo in virtù dei 300 accordi stipulati con le migliori università europee ed extra Ue.

Quali corsi di laurea (triennale e magistrale) offre Uninettuno?

«La nostra offerta formativa è progettata per rispondere alle mutate esigenze dei mercati del lavoro,con cui Uninettuno punta a formare le nuove competenze richieste dalla società digitale e interconnessa. Tra i nostri 31 corsi di laurea è infatti possibile trovare “Diritto della società digitale" per quanto riguarda Giurisprudenza, ma anche “Patrimoni culturali e memorie digitali" E ancora “Gestione d'Impresa e tecnologie digitali", “Sistemi energetici sostenibili", “Industria 4.0" e “Big Data" “Intelligenza artificiale" per la Facoltà di Ingegneria, “Economia digitale" e persino “Cyberpsychology" per la Facoltà di Psicologia. Con i nostri corsi vogliamo preparare i giovani al lavoro del futuro e fare sì che l'Italia resti al passo di altri paesi. Proprio per questo motivo collaboriamo con poli universitari internazionali, dal mondo arabo al Mit».

Come è cambiato l'Ateneo a seguito dell'emergenza sanitaria?

«Vista la natura stessa del nostro progetto, Uninettuno ha continuato a lavorare senza troppi problemi. L'unico vero cambiamento è stato in sede d'esame. Per legge, è necessario che gli esami vengano svolti di persona nei nostri poli tecnologici, ma in questi mesi le classi interattive sono diventate sede d'esame. Il nostro approccio all'e-learning però non è cambiato in questo passaggio da esame scritto a orale. Le domande poste dai nostri professori non richiedono una semplice definizione, ma sono un'opportunità di dialogo in cui ciò che viene studiato viene interpretato e assimilato».

Crede che l'e-learning avrà un maggiore sviluppo a causa del coronavirus?

«Sicuramente la digitalizzazione continuerà ad assumere un ruolo sempre più importante in ogni settore della nostra vita. Temo però ci sia molta superficialità nell'approccio all'e-learning e per questo motivo mi sento di dire che per un progetto di successo è necessario tanto studio e ricerca per riuscire ad utilizzare le tecnologie nel modo corretto».

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