Tuc.technology, il progetto italiano che reinventa e personalizza l'abitacolo
Tuc.technology
Tuc.technology, il progetto italiano che reinventa e personalizza l'abitacolo
Tecnologia

Tuc.technology, il progetto italiano che reinventa e personalizza l'abitacolo

Dai sedili per disabili ai dispositivi anti abbandono per la sicurezza dei bambini fino all'espresso da bere in viaggio, il sistema modulare consentirà ai produttori auto di creare interni diversi e su misura

Invece che in una dei paesi che trainano l'industria automobilistica, la prossima svolta per il settore potrebbe arrivare dall'Italia, precisamente da Torino, sede della Tuc, giovane azienda fondata da Ludovico Campana e Sergio Pininfarina (un cognome che lascia ben sperare, considerata la storia di famiglia) e supportata da I3P, l'incubatole d'imprese innovative del Politecnico del capoluogo piemontese, che con un appuntamento in streaming ha presentato la versione pre-industrializzata del proprio sistema, implementata sulla piattaforma elettrica Meg firmata Volkswagen.


L'infrastruttura Tuc.technology

La base per l'auto su misura

Per farsi un'idea del progetto, si può immaginare Tuc.technology come il sistema operativo di uno smartphone, cioè la base sul quale si inseriscono applicazioni e altre tecnologie che permettono al telefono di offrire tante funzionalità diverse, fino a far quasi dimenticare che lo strumento sia nato, almeno in principio, per effettuare chiamate. Così funziona l'architettura messa a punto dal team italiano attraverso un sistema che unisce hardware e software di varie tecnologie differenti. Lo strato di fondo è l'infrastruttura cui si legano gli elementi che ruotano attorno ai veicoli, come il connettore modulare e Plug&play che ogni costruttore potrà inserire nel telaio delle vetture per agevolare meccanismi o prodotti dediti alla sicurezza dei passeggeri e per connettere ogni componente interna al mezzo, in modo da poter assicurare un'esperienza in linea con i desideri dell'utente (acquirente) finale. Per riuscirci la tecnologia Tuc passa anche da un computer connesso al cloud, che è il cervello pensante del sistema, e un network per l'alimentazione e connessione indispensabile per il supporto dei servizi digitali.

Sedili per disabili e l'espresso in viaggio

Passando dalla teoria alla pratica, il progetto consente di contare su un'auto più comoda e vicine alle rispettive necessità. Concetto che si traduce in sedili ad hoc, dispositivi anti abbandono e altri rimedi efficaci per la sicurezza dei piccoli, ma pure contenuti per l'intrattenimento e, sembra difficile da credere ma durante la presentazione si è visto il primo tentativo, la possibilità di bere un espresso durante il viaggio. A rendere possibili tali servizi sono i tanti partner che hanno sostenuto l'idea di Campana e Pininfarina: da Bosch con il pannello di controllo da 12'' per gestire i servizi collegati al seggiolino BeBeCare e materiale dedicato ai bambini di Chicco, dai sedili monoscocca con l'integrazione di impianto audio firmato Sabelt a quello elettrico e girevole per chi soffre di disabilità, ma anche la musica e i programmi radio di RDS e la macchine del caffè di Lavazza pronta all'uso e integrabile su qualsiasi veicolo.

Un vantaggio per tutti: ridurre tempi e costi per l'assemblaggio dei mezzi

Premesso che sono gli stessi servizi ad attirare i consumatori verso l'acquisto - al di là di prezzo e specifiche tecniche dei veicoli, ovviamente - la lista delle collaborazioni sono uno dei segnali di credibilità di Tuc. Che anche sui fornitori conta su gruppi di primissimo livello: dal lato tecnologico ci sono Intel, Cisco, Tim e Amet, per l'ingegneria troviamo, invece, Italdesign-Giugiaro. Tra i vantaggi della tecnologia, inoltre, c'è la riduzione di costi e tempi per l'assemblaggio delle vetture, restando fedeli alle norme vigenti, ma pure la compatibilità con le piattaforme dei modelli esistenti emergendo, al contempo, come un metodo alternativo allo sviluppo interno delle automobili. "Una tecnologia è grande se migliora la vita di tutti e con questa tecnologia il veicolo diventa un foglio bianco su cui tutti possono disegnare la propria esperienza e concetto di vettura sia a livello di abitacolo che di esperienza utente", spiega Campana, amministratore ed inventore di TUC. Adesso la palla passa al mercato, cioè ai costruttori, che possono acquistare le licenze per realizzare veicoli elettrici attesi e finora inediti.

Ti potrebbe piacere anche

I più letti