Switch-off Tv, il primo atto è molto limitato. E non c'è la corsa all'acquisto
Switch-off Tv, il primo atto è molto limitato. E non c'è la corsa all'acquisto
Tecnologia

Switch-off Tv, il primo atto è molto limitato. E non c'è la corsa all'acquisto

Si parte con il passaggio alla nuova codifica MPEG4 di 15 canali (9 Rai e 6 Mediaset). Addio ai televisori che non visualizzano i canali in alta definizione, la soluzione può essere il decoder, per cui c'è un bonus ad hoc. Ma al momento nessuna isteria

Niente panico, lo switch-off del digitale terrestre è ancora lontano e il vostro televisore è ancora buono per vedere (quasi tutti) i canali e le trasmissioni predilette. Sì, da mercoledì 20 ottobre prende il via il processo di trasformazione che comporterà la rottamazione di molti tv, che però si concretizzerà più avanti e non durante l'anno in corso. La confusione è figlia di alcune modifiche apportate con la rivisitazione della roadmap da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, che ha generato una serie di articoli e messaggi promozionali inesatti e fuorvianti per un pubblico non ferrato a livello tecnico.

Rinvii a parte, la vita dei vecchi tv è comunque segnata, perciò chi si affida ancora a vetusti modelli eccellenti per longevità ma carenti dal lato tecnologico sarà costretto a rivedere i piani e dotarsi di uno schermo più moderno. Tuttavia la prevista corsa all'acquisto può esser affrontata con calma, proprio per capire e valutare meglio il da farsi. La prima linea di demarcazione riguarda chi possiede monitor che non visualizzano i canali in alta definizione: per saperlo basta verificare, digitando la numerazione oltre 500, a partire dal 501 di Rai Uno HD, 505 di Canale 5 HD e 507 di LA7 HD. Chi vede anche uno dei canali (può succedere che due siano oscurati e uno si veda regolarmente) può tranquillizzarsi e rimandare la necessità di acquisto almeno fino al 2023. Quanto detto vale in particolare per chi si trova davanti alle schermata nera quando digita i canali 100 e 200, indicati in molti casi come rappresentativi per capire se dover cambiare o meno tv. In realtà non è così, perché a segnare la differenza sono i canali HD.

Facendo un passo indietro, per chi si chiede il motivo del cambiamento dello standard tv, è cruciale sapere che il passaggio deriva dalla necessità di liberare la banda 700 MHz, che sarà destinata per le comunicazioni 5G, un salto in avanti a livello di telefonia mobile quanto a velocità di trasmissione dei dati, latenza inferiore e copertura più estesa per le aree remote rispetto alla quarta generazione di reti mobili. Il cambio di campo riguarda tutti i paesi dell'Unione Europea, con i singoli paesi che hanno scelto il proprio percorso e, nel caso dell'Italia, di continuare ad affidarsi al digitale terreste, nonostante ciò comporti la compressione del segnale, poiché lo stesso numero di canali di prima avranno a disposizione meno frequenze. Per riuscirci servono le tecnologie MPEG4 e DVB-T2, che garantiscono l'evoluzione con immagini e visione di migliore qualità, escludendo però i tv più datati che non sono compatibili con tali standard.

I televisori limitati dallo sviluppo tecnologico possono essere sostituiti o 'ammodernati' tramite apposito decoder. Per agevolare la pratica il governo ha previsto un bonus, partito nel 2019, con un contributo di 30 euro circoscritto alle famiglie con Isee non superiore a 20.000 euro. Anche in questo caso, però, bisogna fare attenzione, poiché nonostante le norme in vigore, si trovano in commercio (specie online) decoder non compatibili con la codifica Hevc Main10 (High Efficiency Video Coding, cioè la codifica del segnale video ad alta efficienza, che è lo standard utilizzato per la compressione dei pacchetti di dati al fine di trasmettere le immagini via etere). Per verificarlo ci si deve sintonizzare sui canali 100 e 200, con la restituzione del dispositivo al mittente e richiesta di rimborso in caso di mancata visualizzazione.

C'è un bonus ad hoc pure per chi intende comprare un nuovo televisore: la rottamazione del vecchio in favore di un modello moderno comporta uno sconto del 20% sul prezzo di acquisto, fino a un importo massimo di 100 euro. Cumulabile con il bonus tv-decoder, in entrambi i casi si tratta di agevolazioni valide fino al termine del 2022, a patto che non si esauriscano prima i fondi stanziati per le due misure (a inizio ottobre a disposizione c'erano poco meno di 180 milioni di euro).

Tornando alla prima tappa del tour che sancirà l'evoluzione dello standard televisivo, l'impatto è limitato al passaggio dalla codifica MPEG 2 a quella MPEG 4 di soli 15 canali, 9 della Rai e 6 di Mediaset. Si tratta, nello specifico, di Rai4, Rai5, Rai Premium, Rai Movie, Rai Sport+, Rai Gulp, Rai Yoyo, Rai Storia e Rai Scuola, mentre dall'altro lato a esser visibili solo in HD saranno TGCom 24, Boing Plus, Italia 2 e i canali radio-tv R101, R105 e Virgin (questi ultimi tre sono già trasmessi in MPEG 4). Più avanti completeranno lo stesso passaggio tutti gli altri canali, anche se il MiSE indicherà la data di scadenza entro la fine del 2021. L'ipotesi più probabile è completarlo durante i primi mesi del 2022, poiché entro il 30 giugno dello stesso anno la banda 700 MHz deve essere libera per le compagnie di telecomunicazioni. A partire dal 1 gennaio 2023 è stato, invece, posticipato il passaggio al DVB-T2, tecnologia ancora mai apparsa in Italia con cui verrà finalizzato lo switch-off, sempre ammesso che non arrivino col tempo altri (probabili) rinvii.


Qui sotto i punti più importanti riguardo lo switch-off TV

Come faccio a sapere se il mio televisore continuerà a far vedere correttamente i canali tv dopo il prossimo 1 settembre? Basta controllare se si ricevono quelli già trasmessi in alta definizione, come per esempio Rai 1 HD, sul canale 501.

Come posso accertarmi che sia predisposto anche a reggere il passaggio successivo, quello fissato a giugno 2022? Sintonizzandosi sui canali alle posizioni 100 e 200. Se si visualizza un cartello con la scritta «Test HEVC Main10», non ci saranno problemi.

È tutto nero o non trovo i canali. Devo rassegnarmi? Non ancora. Si può provare a risintonizzare, cercando la funzione nel menu principale del proprio televisore o leggendo come fare sul manuale di istruzioni.

Non vedo niente. Devo per forza cambiare tv? No. Si può comprare un decoder digitale terrestre da poche decine di euro, accertandosi sia compatibile con lo standard DVB-T2. Oppure optare per Tivùsat, la piattaforma satellitare gratuita per vedere i canali del digitale terrestre. Funzionerà di certo anche Sky Q, in alternativa si possono seguire molti canali in streaming via internet da pc, tablet o smartphone.

A quanto ammonta il bonus tv-decoder? Come faccio sapere se ne ho diritto? Ha un valore fino a 30 euro, è disponibile fino al 31 dicembre 2022 o all'esaurimento delle risorse stanziate. È riservato alle famiglie con ISEE fino a 20.000 euro.

Supero quella soglia. Non ho diritto ad alcun bonus? Sì. C'è il bonus rottamazione tv, aperto a tutti (e cumulabile con il bonus per il decoder) e prevede uno sconto del 20% sul prezzo del televisore che si acquista, con importo massimo di 100 euro. Il bonus è valido fino al 2022 o all'esaurimento dei fondi stanziati.

È vero che il primo passaggio avverrà su base regionale? Il passaggio sarà su base nazionale e prende il via il 20 ottobre, con il passaggio di 15 canali alla codifica MPEG4. Il riassetto delle frequenze seguirà date diverse con una una differenziazione per aree. In caso di canali mancanti, tuttavia, sarà sufficiente risintonizzare i canali, passaggio che in molti casi avverrà in automatico.

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