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Zuckerberg sconfitto dalla gente: marcia indietro su WhatsApp

Le critiche degli utenti e le proteste dei governi costringono Facebook a tornare sui propri passi e annullare le limitazioni per chi non ha accettato l'aggiornamento sulla privacy dell'app di messaggistica

Nessuna limitazione per chi vuole continuare a utilizzare l'applicazione di messaggistica, nonostante non abbia accettato la nuova policy riguardo la privacy. Davanti alle proteste degli utenti e alle parole forti di alcuni governi, WhatsApp fa marcia indietro e cancella qualsiasi possibilità di stop all'uso dell'app, ma anzi chiunque potrà seguire all'insieme dei servizi offerti, cioè chiamate, videochiamate, messaggi audio e chat con i contatti in rubrica.

La svolta desiderata da Facebook, che controlla WhatsApp da sette anni, è rimasta per ora solo teorica, poiché sin dal primo annuncio ha raccolto pochi consensi e molti dinieghi. E a confermarlo è la stessa azienda: "Considerate le recenti discussioni con autorità ed esperti di privacy, vogliamo chiarire che al momento non c'è l'intenzione di limitare le funzionalità di WhatsApp per chi non ha ancora accettato l'aggiornamento", ha dichiarato un portavoce dell'azienda.

A scatenare la rabbia degli utenti è lo stretto collegamento tra WhatsApp e Facebook, con quest'ultima - e le varie società che fanno capo all'azienda di Meno Park come Facebook Payments e Onavo - che sfrutterebbe i contatti via app di compagnie, piccole e medie imprese con i rispettivi clienti per accedere ai loro dati e utilizzarli a fini pubblicitari per assicurarsi nuove entrate. Mosse ufficiali sono arrivate dall'India, con il governo che ha intimato a WhatsApp di bloccare la nuova policy poiché contraria alle leggi in vigore nel paese, mentre nelle settimane scorse le autorità tedesche hanno ordinato a WhatsApp di non trattare i dati gli utenti teutonici, con la Turchia che invece ha costretto l'app a sospendere l'aggiornamento previsto in principio per lo scorso gennaio e posticipato poi al 15 maggio scorso.

Va tenuto presente che i fronti più caldi sono tutti extraeuropei, poiché gli stati dell'Unione Europea non hanno rischiato mai la condivisione dei dati tra Whatsapp e Facebook in virtù del Gdpr, il regolamento europeo sulla protezione dei dati personali. Tanto che per evitare equivoci, già nel gennaio scorso, il direttore della Policy per l'area europe aid WhatsApp, Niamh Sweeney, aveva confermato che "non ci sono modifiche alle pratiche di condivisione dei dati di WhatdApp nella regione europea in seguito dell'aggiornamento dedicato alla privacy".

Appurato il cambio di programma, tuttavia, Zuckerberg non demorde e, seppur in maniera meno invasiva, continuerà nel suo tentativo, perché la stessa WhatsApp mostrerà un messaggio per ricordare l'aggiornamento, invitando a prestare il consenso. Del resto il momento non è opportuno per imporre divieti e limitazioni, quindi anche per Mister Facebook è meglio attendere l'attimo propizio, anche perché la crescita delle alternative, Telegram e Signal in testa, suggerisce di non commettere passi falsi.

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